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Taurisano, Luigino Preite (Articolo Uno): “Amministrazione giunta al capolinea. Il Sindaco si dimetta”

 

TAURISANO (Lecce) - Quanto successo nelle ultime settimane a Taurisano decreta, di fatto, il capolinea di un’azione amministrativa fallimentare che ha avuto numerose sfaccettature embrionali ed una sorta di mistificazione falsa ideologica che da un po’ di tempo offende la dignità politica degli elettori.

 

Sentir dire oggi, da un gruppo che sinora è stato la stampella della maggioranza, che a Taurisano vi è una profonda crisi politica, fa sorridere. Vi è piuttosto una crisi ideologica ed una lotta enterica tra sostenitori dell'estrema destra, pronti ad ubbidire ma soprattutto a mettersi “sull’attenti” ad ogni capriccio “del capo” fatto sempre passare come necessità per il paese.

 

Ciò non è una nostra deduzione, ma emerge chiaramente dalla lettera dei tre componenti il Gruppo consiliare Taurisano in Movimento che ha messo sotto accusa l’atteggiamento “dittatoriale” del sindaco Stasi ed evidenziato i rapporti incostituzionali del Sindaco il quale, alle loro richieste, rispondeva “Il Sindaco sono io! Decido tutto Io”.

 

Riteniamo grave la non conclusione dell’iter, giunto quasi a termini dalla passata amministrazione comunale, sul Piano Urbanistico Generale (PUG) e ci chiediamo: in questi quattro anni cosa è stato fatto in merito?

Perché l’assessore all’Urbanistica non ha mai prodotto un documento politico sulla questione? Perché non si è mai interessata dei comparti compromessi e non ha mai riunito i partiti di Taurisano per una discussione pacata e seria?

 

La risposta è semplice: non vi erano, come non vi sono, delle capacità politiche ed intellettuali e si è amministrato alla “giornata”. 

 

Ora emerge che all’Assessore all’urbanistica è stata data la delega di vice Sindaco. Sarà forse un premio alle grandi iniziative intraprese? Oppure è un premio all’obbedienza cieca verso tutti i diktat del Sindaco? E cosa dire poi dei confini territoriali tra Taurisano ed Ugento sui quali lo stesso Stasi aveva garantito la risoluzione del problema in un paio di mesi? Ancora oggi non è stata stilata né una proposta, né un protocollo d’intesa. Solo parole prive di ogni senso politico e giuridico. 

 

Che dire ancora del programma amministrativo che non è stato portato a compimento neanche per il 50%? 

 

Restare impassibili a tali atteggiamenti sterili e privi di interessi verso la collettività è impossibile. Oggi 

 assistiamo all’ultimo tocco di classe: un rimpasto fatto elemosinando la presenza di un consigliere comunale appartenuto alla stessa lista Stasi, il quale per tre anni ha preso le distanze dall’operato del sindaco e della maggioranza schierandosi con l’opposizione, e nel 2018 è salito sul palco al fianco dei consiglieri del PD.

 

Dopo l’elemosina “partitica”, a questo consigliere sembra stiano assegnando, in barba alle leggi dello Stato, una delega assessorile. E qui emerge tutta l’incompetenza politica, ideologica, morale ma soprattutto giuridica del Sindaco.

 

 È giunto il momento di dire basta. A nostro parere, con questa nuova azione, l’amministrazione comunale di Taurisano è politicamente decaduta.

 

Il Sindaco prenda quindi atto che la sua fase politica è conclusa, rassegni le dimissioni e non offenda oltre l’onestà intellettuale degli elettori. Rimanere ancora significherebbe procurare altri danni alle sorti del nostro paese.

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Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro: “L’Istat certifica risultati positivi per l’agroalimentare pugliese. Ma non bisogna abbassare la guardia”

"L’agricoltura pugliese nel 2019 ha avuto risultati tutto sommato positivi.  Per noi di Confagricoltura Puglia la notizia è motivo di contentezza e orgoglio."

 

BARI - “L’agricoltura pugliese nel 2019 ha avuto risultati tutto sommato positivi.  Per noi di Confagricoltura Puglia la notizia è motivo di contentezza e orgoglio. Ma, nello stesso tempo, la lettura del rapporto ci induce a non abbassare la guardia, soprattutto in questi tempi afflitti dal coronavirus, e a proseguire nel processo di ammodernamento e di incisiva rappresentanza del comparto agricoltura”.

È quanto sostiene il presidente Luca Lazzàro alla luce del rapporto Istat pubblicato questa mattina, 20 maggio.

Il comparto nel 2019 secondo l’Istat conferma il suo peso nell’economia nazionale: l’agroalimentare influisce per il 4,1% nel valore aggiunto dell’intera economia (3,9% nel 2018), il 2,2% nel settore primario (era il 2,1% nel 2018) e l’1,9% nell’industria alimentare (1,8% nel 2018).

L’aumento dei prezzi dell’agroalimentare in Puglia si attesta sulla media del +2,1% rispetto al 2018, poco rispetto ai costi di produzione: i rincari subiti dalle sementi sono del 3,8%, l’energia motrice (+2,9%), i fitosanitari (+2,8%), il credito e le assicurazioni (+2,6%), le acque irrigue (+2,2%), i trasporti (+2,2%) e i concimi (+2%). Solo per i mangimi il prezzo è sceso (-1%).

Le regioni che hanno avuto risultati positivi sia in termini di volume della produzione che di valore aggiunto sono state la Calabria (+10,6% e +17% rispettivamente), la Campania (+2,8% e +6,5%), l’Umbria (+2,5% e +4,3%) e la Liguria (+1,6% e +1,5%). Positivo l’andamento del solo valore aggiunto in Puglia (+1,7%) e Abruzzo (+1,3%).

Per la Puglia sono andati bene, in particolare, i prodotti dell’olivicoltura, gli agrumi e i cereali.

“Facendo una rapida carrellata sui prodotti più rappresentativi del territorio – dice Lazzàro – emerge che per la produzione di frumento duro la provincia più produttiva è Foggia. Il Foggiano è il più grande bacino di Europa per la produzione di grano duro anche se le previsioni di quest’anno (2020) stimano una riduzione della produzione del 30%”.

Se il 2019 si è rivelato un anno decisamente in frenata per la produzione di vino, il prodotto agricolo con la migliore performance dello stesso anno è stato l’olio d’oliva, la cui produzione è cresciuta del 27,6% in volume e del 29,6% in valore, con un aumento dei prezzi alla produzione dell’1,6%. Il settore, che nel 2018 - rileva il rapporto Istat - aveva subito un crollo produttivo di oltre il 25%, ha beneficiato dei primi effetti delle misure intraprese per il contrasto alla diffusione della Xylella Fastidiosa e della mosca olearia oltre che della congiuntura favorevole nell’alternanza tra annate di carica e scarica. Nel caso dell’olio i fattori climatici hanno inciso in modo diversificato nelle varie aree del Paese, risultando più favorevoli nelle regioni del Sud, meno esposte alle piogge e al freddo dei primi mesi dell’anno. A guidare la ripresa sono state infatti soprattutto Campania (+50,3%), Calabria (+48,9%) e Puglia (+36,6%).

  • Scritto da Redazione

FASE 2, LA RIPARTENZA, IGNAZIO ZULLO (FDI): EMILIANO HA RICEVUTO LA LETTERA DI BOCCIA E SPERANZA? SE NON RISPONDE A ME, ALMENO A LORO HA RISPOSTO?"

“Nei giorni scorsi avevamo allertato Emiliano, oggi dalla stampa scopriamo che sullo stesso argomento vi è addirittura una lettera cofirmata dai ministri Boccia e Speranza inviata a tutti i governatori nella quale si esprime la stessa preoccupazione."

 

BARI - Dichiarazione del capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo.

 “Nei giorni scorsi avevamo allertato Emiliano, oggi dalla stampa scopriamo che sullo stesso argomento vi è addirittura una lettera cofirmata dai ministri Boccia e Speranza inviata a tutti i governatori nella quale si esprime la stessa preoccupazione: molte le Regioni non hanno inviato tutti i dati che certificano le aperture in sicurezza. Nel caso di mancato riscontro il Governo può istituire nuove zone rosse.

“Ora questo rischio deve essere assolutamente evitato: lunedì prossimo 18 maggio si deve RIAPRIRE, ma in sicurezza per i datori di lavoro, i dipendenti e i clienti. Emiliano si sta muovendo in tal senso? O la lettera dei Ministri Boccia-Speranza è un campanello di allarme anche per lui??? Per questo abbiamo presentato un’interrogazione che proprio per i suddetti motivi era URGENTE, ma alla quale non abbiamo ancora ricevuto risposta.

“Una preoccupazione di non poco conto anche perché il Ministero della Salute con Decreto 30 Aprile 2020 ha individuato alcuni indicatori con valori di soglia e di allerta che dovranno essere monitorati, attraverso sistemi di sorveglianza regionali coordinati a livello nazionale, al fine di ottenere dati aggregati nazionali, regionali e locali dal cui studio pervenire ad una classificazione rapida del rischio.

“Il Ministero inoltre richiede che per far funzionare al meglio e a lungo la FASE 2 è necessario provvedere a un’appropriata formazione del personale e garantire, da parte dei Dipartimenti di Prevenzione e dei Distretti Sanitari, il mantenimento dei livelli di erogazione dei rimanenti ordinari servizi (ad es. screening, vaccinazioni). Come Gruppo siamo molto preoccupati per come in questi anni di gestione Emiliano sono stati depauperati i Dipartimenti di Prevenzione e i Distretti di risorse umane e tecno-strumentali e per come ancora oggi si riscontrano notevoli ritardi nell'avvio delle USCA e nell'approvvigionamento di DPI per i medici di medicina generale e per le RSA-RSSA. Speriamo che Emiliano possa dare certezze alla collettività pugliese”.

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NARDO', Il Giudice del Lavoro dichiara inammissibile il ricorso di 3 ex Dirigenti comunali per difetto di giurisdizione

 Ieri pomeriggio, il Giudice del lavoro di Lecce ha respinto il ricorso dei tre Dirigenti, che, nelle more, sono andati in pensione o trasferiti presso altre amministrazioni, dichiarandolo inammissibile per difetto di giurisdizione.


NARDO' (Lecce) - Il Giudice del lavoro del Tribunale di Lecce, dott. Luca Notarangelo, dichiara inammissibile il ricorso promosso dagli ex Dirigenti comunali Maria Josè Castrignanò, Anna Maria De Benedittis e Piero Formoso per l'annullamento degli atti con cui la Giunta Mellone li aveva "ruotati" nel 2016 e per la condanna del Comune di Nardò a risarcire complessivi € 335.000,00, oltre interessi legali.

I fatti. Con le delibere n. 286 del 27.7.2016 e n. 378 del 26.10.2016, la Giunta Mellone decideva di ridefinire la macrostruttura organizzativa dell'Ente e, cioè, di conferire una nuova organizzazione degli uffici e dei servizi in sei aree funzionali.

Di seguito, con decreto, il Sindaco distribuiva le deleghe ad ogni dirigente, attribuendo, in particolare, all'Ing. Piero Formoso l'Area Funzionale 6° (Sportello Unico attività produttive, servizio attività produttive ed agricoltura), alla dott.ssa Maria Josè Castrignanò l'Area funzionale 4° (Programmazione strategica e comunitaria, Servizi Demografici Statistici e URP) e alla dott.ssa Anna Maria De Benedittis l'Area Funzionale 5° (Servizio Cultura e Spettacolo, Musei, Turismo, Istruzione, Sport e Caccia).

I tre dirigenti Castrignanò, De Benedittis e Formoso, ritenendo i suddetti atti lesivi delle loro posizioni, li impugnavano sia al TAR Lecce, che al Giudice del lavoro.

In quest'ultimo giudizio chiedevano anche la condanna del Comune di Nardò a pagare danni per complessivi € 335.000,00, che sarebbero derivati dalla loro "rotazione", ma anche dalla lesione del loro decoro, immagine e professionalità per effetto di affermazioni contenute in manifesti e comizi tenuti dall'attuale Sindaco.

L'Amministrazione Comunale di Nardò si difendeva in giudizio con l'Avv. Paolo Gaballo, che eccepiva il difetto di giurisdizione del Giudice del lavoro a decidere la controversia, poiché di competenza del Giudice amministrativo.

L'Avv. Gaballo eccepiva, altresì, l'inammissibilità della domanda risarcitoria che i dirigenti frazionavano per tentare di superare il difetto di giurisdizione, invocando taluni danni al Giudice del lavoro ed altri al Giudice amministrativo, poiché ciò è contrario ai principi generali di correttezza e buona fede processuale e perché la domanda risarcitoria era comunque impostata su fatti e comportamenti antecedenti all'elezione dell'attuale Sindaco Mellone.

Ieri pomeriggio, il Giudice del lavoro di Lecce, accogliendo le eccezioni preliminari sollevate dall'Avv. Paolo Gaballo, ha respinto il ricorso dei tre Dirigenti, che, nelle more, sono andati in pensione o trasferiti presso altre amministrazioni, dichiarandolo inammissibile per difetto di giurisdizione.

Soddisfazione per l'esito del giudizio è stata espressa dal Sindaco di Nardò e dall'Avv. Gaballo.

 

In allegato 

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Multe coronavirus. Un esempio di ricorso in caso di attività fisica

 

FIRENZE - Nota dell'ADUC (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori).

Le multe per le limitazioni alla mobilità sono state e continuano ad essere moltissime (1). Molte di queste sono per attività tipo jogging. Anche uno dei soci fondatori di Aduc ne è stato colpito nelle scorse settimane. Riportiamo il testo che è stato presentato (in questo caso al Prefetto di Firenze) chè possa servire come guida per la compilazione in proprio da parte di chi ritiene di essere stato ingiustamente multato (ovviamente per le Regioni e i Comuni dove non vige il limite dei 200 metri entro cui potersi spostare).

Qui le informazioni tecniche/burocratiche per presentare il ricorso:  https://www.aduc.it/comunicato/coronavirus+mobilita+individuale+come+fare+ricorso_30942.php

Spettabile
Prefetto di Firenze
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(l’indirizzo pec varia a seconda della sede della prefettura a cui si indirizza il ricorso, che può essere inviato anche come raccomandata A/R)


Oggetto: ricorso al verbale n. xxx del xxxx della GdF per “Violazione
amministrativa - D.L. 25 Marzo 2020, n. 19”

Spettabile,
al sottoscritto, ….., nato a …. il …., e residente in …., è stata contestata, con il verbale in oggetto, lo svolgimento di attività motorie non in “prossimità” della propria abitazione poiché, come risulta dal verbale, al mattino, molto presto, di una domenica, assolutamente da solo, ho deciso di allungare la mia necessaria (in quanto soggetto a rischio di sindrome metabolica acuta) e quotidiana “camminata veloce” al fine di verificare se il supermercato al quale solitamente faccio la spesa fosse o meno aperto, così da poter acquistare successivamente dei beni di prima necessità.
Ritengo che i criteri utilizzati dagli accertatori siano stati assolutamente sproporzionati e che
la sanzione non abbia alcuna giustificazione nella ratio della norma.

E’ evidente che tutta la questione ruoti attorno al termine “prossimità” previsto dal DL in
oggetto. Un comune cittadino, come il sottoscritto, non ha nessun elemento oggettivo per
determinare quando un luogo si possa definire o meno “prossimo” alla propria abitazione.
E’ chiaro che il termine si possa valutare diversamente a seconda dei criteri utilizzati e della
funzione a cui viene applicato. Una legittima e possibile definizione del termine “prossimo”
potrebbe essere quella di “un luogo facilmente raggiungibile a piedi senza bisogno di utilizzo
di mezzi pubblici o privati”. La norma non indica nessun criterio quantitativo in base al quale
valutare la legittimità o meno dello spostamento. Non indica 200m, 1km, 5km. Indica solo un
criterio qualitativo, quindi da valutare caso per caso.

E’ del tutto evidente che la ratio di fondo del decreto legge sia quella di evitare
assembramenti di persone.

Tengo ad evidenziare che il sottoscritto si è informato presso il sito del Governo prima di
scegliere come modificare le proprie abitudini quotidiane per poter rispettare diligentemente
le normative vigenti. Presso il sito del Governo, all’indirizzo
 http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasa è riportata la seguente domanda e risposta: “È
consentito fare attività motoria?
L’attività motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente e in prossimità della
propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra
persona. Sono sempre vietati gli assembramenti . ”
Queste sono le informazioni aggiuntive, rispetto al testo della norma, che un cittadino
diligente ha ricevuto dalla massima autorità pubblica.
Non si danno indicazioni quantitative, ma solo qualitative.
Più recentemente è stata aggiunta la risposta ad un domanda più specifica sulle
passeggiate, ma si riferisce comunque al decreto del 22 Marzo:
“Abito in un luogo di montagna/collina oppure in un luogo di mare/lago/fiume, mi è
consentito fare una passeggiata in montagna/collina o in riva al mare/lago/fiume?
Sì. È sempre possibile svolgere l’ attività motoria in prossimità della propria abitazione
principale, o comunque di quella in cui si dimora dal 22 marzo 2020 , con la conseguenza che
è ammesso, per coloro che abitano in luoghi montani, collinari, lacustri, fluviali o marini – e
sempre che non si tratti di soggetto per il quale è fatto divieto assoluto di mobilità in quanto
sottoposto alla misura della quarantena o risulti positivo al virus – effettuare tale attività in
detti luoghi (ivi compreso fare il bagno al mare/fiume/lago) purché individualmente e
comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona. Ciò in quanto
i predetti non sono luoghi chiusi al pubblico , come invece lo sono, attualmente, i parchi e le
aree verdi urbane, e altresì gli stabilimenti balneari, in cui permane il divieto di ingresso e
circolazione.
Resta fermo che deve trattarsi esclusivamente di attività effettuate senza che occorra
allontanarsi dalla propria abitazione e senza che si renda quindi necessario l’utilizzo di
mezzi di locomozione pubblici o privati, né significativi spostamenti .
Sono fatti salvi, peraltro, diversi e più stringenti divieti imposti su base locale perché
giustificati da specifiche situazioni territoriali.
La sussistenza delle condizioni in questione (attività motoria svolta in prossimità alla propria
abitazione) potrà essere giustificata con autocertificazione, se gli agenti che fanno i controlli
la richiedono.”

Appare evidente da queste parole che l’interpretazione del concetto di “prossimità” più
autentica, espressa dal Governo, non sia di tipo quantitativo, ma qualitativo. La risposta del
Governo indica che è possibile fare passeggiate in luoghi non “chiusi al pubblico” ed il criterio
è che non si renda necessario “l’utilizzo di mezzi di locomozione pubblici o privati”.
Naturalmente rispettando comunque il distanziamento sociale e facendolo individualmente.
Per queste ragioni ritengo di non aver assolutamente violato la normativa che mi è stata
contestata e chiedo che venga annullato il verbale in oggetto.
Distinti saluti

Allegato n .1. verbale n. xx del xxxx della ... (GdF, Polizia, Carabinieri, etc)

1 -  https://salute.aduc.it/coronavirus/comunicato/coronavirus+fase+tante+multe+arrivo+situazione+come_31094.php


COMUNICATO STAMPA DELL'ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
URL:  http://www.aduc.it
Ufficio stampa: Tel.336672969 (provvisorio per l'emergenza sanitaria) Email:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Scritto da Redazione

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Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie - 8 maggio 2014
(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014)

Registro dei provvedimenti
n. 229 dell'8 maggio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTA la direttiva 2002/58/CE del 12 luglio 2002, del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche;

VISTA la direttiva 2009/136/CE del 25 novembre 2009, del Parlamento europeo e del Consiglio, recante modifica della direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in  materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica, della direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa a tutela dei consumatori;

VISTO il decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 69 "Modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice in materia di protezione dei dati personali in attuazione delle direttive 2009/136/CE, in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, e 2009/140/CE in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa a tutela dei consumatori" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2012 n. 126);

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito "Codice") e, in particolare, gli artt. 13, comma 3 e 122, comma 1;

VISTA la precedente deliberazione del Garante recante "Avvio di una consultazione pubblica ai sensi dell'art. 122 volta ad individuare modalità semplificate per l'informativa di cui all'art. 13, comma 3, del Codice in materia di protezione dei dati personali" (Del. n. 359 del 22 novembre 2012, in Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 2012 n. 295);

TENUTO CONTO delle indicazioni fornite sul tema dal Gruppo di lavoro per la tutela dei dati personali ex art. 29, in particolare nella Opinion 04/2012 on Cookie Consent Exemption, adottata il 7 giugno 2012, e nel Working Document 02/2013 providing guidance on obtaining consent for cookies, adottato il 2 ottobre 2013 (disponibili rispettivamente ai link  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_en.pdf e  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2013/wp208_en.pdf);

TENUTO CONTO delle risultanze dei contributi pervenuti al Garante dai principali fornitori di servizi di comunicazione elettronica, nonché dalle associazioni dei consumatori e delle categorie economiche coinvolte che hanno partecipato alla suindicata consultazione pubblica;

CONSIDERATI gli ulteriori elementi emersi in occasione degli incontri tenutisi a settembre 2013 e febbraio 2014 presso l'Autorità, nell'ambito del tavolo di lavoro avviato dalla stessa al fine di sollecitare un nuovo e più diretto confronto con i suindicati soggetti, nonché con esponenti del mondo accademico e della ricerca che si occupano delle tematiche di interesse;

RITENUTO necessario adottare, ai sensi del combinato disposto degli artt. 13, comma 3, 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. c), del Codice, un provvedimento di carattere generale, con il quale  oltre a individuare le modalità semplificate per rendere l'informativa online agli utenti sull'archiviazione dei c.d. cookie sui loro terminali da parte dei siti Internet visitati  si intende fornire idonee indicazioni sulle modalità con le quali procedere all'acquisizione del consenso degli stessi, laddove richiesto dalla legge;

CONSIDERATO che la disciplina relativa all'uso dei c.d. cookie riguarda anche altri strumenti analoghi (come ad esempio web beacon/web bug, clear GIF o altri), che consentono l'identificazione dell'utente o del terminale e che quindi devono essere ricompresi nell'ambito del presente provvedimento;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento n. 1/2000;

RELATORE il dott. Antonello Soro;

PREMESSA

1. Considerazioni preliminari.

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Al fine di giungere a una corretta regolamentazione di tali dispositivi, è necessario distinguerli  posto che non vi sono delle caratteristiche tecniche che li differenziano gli uni dagli altri  proprio sulla base delle finalità perseguite da chi li utilizza. In tale direzione si è mosso, peraltro, lo stesso legislatore, che, in attuazione delle disposizioni contenute nella direttiva 2009/136/CE, ha ricondotto l'obbligo di acquisire il consenso preventivo e informato degli utenti all'installazione di cookie utilizzati per finalità diverse da quelle meramente tecniche (cfr. art. 1, comma 5, lett. a), del d. lgs. 28 maggio 2012, n. 69, che ha modificato l'art. 122 del Codice).

Al riguardo, e ai fini del presente provvedimento, si individuano pertanto due macro-categorie: cookie "tecnici" e cookie "di profilazione".

a. Cookie tecnici.

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice).

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b. Cookie di profilazione.

I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. In ragione della particolare invasività che tali dispositivi possono avere nell'ambito della sfera privata degli utenti, la normativa europea e italiana prevede che l'utente debba essere adeguatamente informato sull'uso degli stessi ed esprimere così il proprio valido consenso.

Ad essi si riferisce l'art. 122 del Codice laddove prevede che "l'archiviazione delle informazioni nell'apparecchio terminale di un contraente o di un utente o l'accesso a informazioni già archiviate sono consentiti unicamente a condizione che il contraente o l'utente abbia espresso il proprio consenso dopo essere stato informato con le modalità semplificate di cui all'articolo 13, comma 3" (art. 122, comma 1, del Codice).

2. Soggetti coinvolti: editori e "terze parti".

Un ulteriore elemento da considerare, ai fini della corretta definizione della materia in esame, è quello soggettivo. Occorre, cioè, tenere conto del differente soggetto che installa i cookie sul terminale dell'utente, a seconda che si tratti dello stesso gestore del sito che l'utente sta visitando (che può essere sinteticamente indicato come "editore") o di un sito diverso che installa cookie per il tramite del primo (c.d. "terze parti").

Sulla base di quanto emerso dalla consultazione pubblica, si ritiene necessario che tale distinzione tra i due soggetti sopra indicati venga tenuta in debito conto anche al fine di individuare correttamente i rispettivi ruoli e le rispettive responsabilità, con riferimento al rilascio dell'informativa e all'acquisizione del consenso degli utenti online.

Vi sono molteplici motivazioni per le quali non risulta possibile porre in capo all'editore l'obbligo di fornire l'informativa e acquisire il consenso all'installazione dei cookie nell'ambito del proprio sito anche per quelli installati dalle "terze parti".
In primo luogo, l'editore dovrebbe avere sempre gli strumenti e la capacità economico-giuridica di farsi carico degli adempimenti delle terze parti e dovrebbe quindi anche poter verificare di volta in volta la corrispondenza tra quanto dichiarato dalle terze parti e le finalità da esse realmente perseguite con l'uso dei cookie. Ciò è reso assai arduo dal fatto che l'editore spesso non conosce direttamente tutte le terze parti che installano cookie tramite il proprio sito e, quindi, neppure la logica sottesa ai relativi trattamenti. Inoltre, non di rado tra l'editore e le terze parti si frappongono soggetti che svolgono il ruolo di concessionari, risultando di fatto molto complesso per l'editore il controllo sull'attività di tutti i soggetti coinvolti.

I cookie terze parti potrebbero, poi, essere nel tempo modificati dai terzi fornitori e risulterebbe poco funzionale chiedere agli editori di tenere traccia anche di queste modifiche successive.

Occorre tenere conto inoltre del fatto che spesso gli editori, che comprendono anche persone fisiche e piccole imprese, sono la parte più "debole" del rapporto. Laddove invece le terze parti sono solitamente grandi società caratterizzate da notevole peso economico, servono normalmente una pluralità di editori e possono essere, rispetto al singolo editore, anche molto numerose.

Si ritiene pertanto che, anche in ragione delle motivazioni sopra indicate, non si possa obbligare l'editore ad inserire sull'home page del proprio sito anche il testo delle informative relative ai cookie installati per il suo tramite dalle terze parti. Ciò determinerebbe peraltro una generale mancanza di chiarezza dell'informativa rilasciata dall'editore, rendendo nel contempo estremamente faticosa per l'utente la lettura del documento e quindi la comprensione delle informazioni in esso contenute, con ciò vanificando anche l'intento di semplificazione previsto dall'art. 122 del Codice.

Analogamente, per quanto concerne l'acquisizione del consenso per i cookie di profilazione, dovendo necessariamente -per le ragioni suesposte  tenere distinte le rispettive posizioni di editori e terze parti, si ritiene che gli editori, con i quali gli utenti instaurano un rapporto diretto tramite l'accesso al relativo sito, assumono necessariamente una duplice veste.

Tali soggetti, infatti, da un lato sono titolari del trattamento quanto ai cookie installati direttamente dal proprio sito; dall'altro, non potendo ravvisarsi una contitolarità con le terze parti per i cookie che le stesse installano per il loro tramite, si ritiene corretto considerarli come una sorta di intermediari tecnici tra le stesse e gli utenti. Ed è, quindi, in tale veste che, come si vedrà più avanti, sono chiamati ad operare nella presente deliberazione, con riferimento al rilascio dell'informativa e all'acquisizione del consenso degli utenti online con riguardo ai cookie delle terze parti.

3. Impatto della disciplina in materia di cookie sulla rete.

I cookie svolgono diverse e importanti funzioni nell'ambito della rete. Qualunque decisione in merito alle modalità di informativa e consenso online, riguardando in pratica chiunque abbia un sito Internet, avrà quindi un fortissimo impatto su un numero enorme di soggetti, che presentano peraltro, come si è detto, natura e caratteristiche profondamente diverse tra loro.

Il Garante, consapevole della portata della presente decisione, ritiene pertanto necessario che le misure prescritte nella stessa -ai sensi di quanto previsto dall'art. 122, comma 1, del Codice  siano, da un lato, tali da consentire agli utenti di esprimere scelte realmente consapevoli sull'installazione dei cookie mediante la manifestazione di un consenso espresso e specifico (come previsto dall'art. 23 del Codice) e, dall'altro, presentino il minore impatto possibile in termini di soluzione di continuità della navigazione dei medesimi utenti e della fruizione, da parte loro, dei servizi telematici.

Di tali opposte esigenze, emerse chiaramente anche in occasione della consultazione pubblica e degli incontri tenuti dall'Autorità, si tiene conto in primo luogo nella determinazione delle modalità con le quali rendere l'informativa in forma semplificata.

È peraltro convinzione del Garante che i due temi, dell'informativa e del consenso, vadano necessariamente trattati in maniera congiunta, onde evitare che il ricorso a modalità di espressione del consenso online che richiedano operazioni eccessivamente complesse da parte degli utenti vanifichino la semplificazione realizzata nell'informativa.

4. L'informativa con modalità semplificate e l'acquisizione del consenso online.

Ai fini della semplificazione dell'informativa, si ritiene che una soluzione efficace, che fa salvi i requisiti previsti dall'art. 13 del Codice (compresa la descrizione dei singoli cookie), sia quella di impostare la stessa su due livelli di approfondimento successivi.

Nel momento in cui l'utente accede a un sito web, deve essergli presentata una prima informativa "breve", contenuta in un banner a comparsa immediata sulla home page (o altra pagina tramite la quale l'utente può accedere al sito), integrata da un'informativa "estesa", alla quale si accede attraverso un link cliccabile dall'utente.

Affinché la semplificazione sia effettiva, si ritiene necessario che la richiesta di consenso all'uso dei cookie sia inserita proprio nel banner contenente l'informativa breve. Gli utenti che desiderano avere maggiori e più dettagliate informazioni e differenziare le proprie scelte in merito ai diversi cookie archiviati tramite il sito visitato, possono accedere ad altre pagine del sito, contenenti, oltre al testo dell'informativa estesa, la possibilità di esprimere scelte più specifiche.

4.1. Il banner contenente informativa breve e richiesta di consenso.

Più precisamente, nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni  ossia di dimensioni tali da costituire una percettibile discontinuità nella fruizione dei contenuti della pagina web che si sta visitando  contenente le seguenti indicazioni:

a) che il sito utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall'utente nell'ambito della navigazione in rete;

b) che il sito consente anche l'invio di cookie "terze parti" (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all'informativa estesa, ove vengono fornite indicazioni sull'uso dei cookie tecnici e analytics, viene data la possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

d) l'indicazione che alla pagina dell'informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie;

e) l'indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un'immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie.

Il suindicato banner, oltre a dover presentare dimensioni sufficienti a ospitare l'informativa, seppur breve, deve essere parte integrante dell'azione positiva nella quale si sostanzia la manifestazione del consenso dell'utente. In altre parole, esso deve determinare una discontinuità, seppur minima, dell'esperienza di navigazione: il superamento della presenza del banner al video deve essere possibile solo mediante un intervento attivo dell'utente (appunto attraverso la selezione di un elemento contenuto nella pagina sottostante il banner stesso).

Resta ferma naturalmente la possibilità per gli editori di ricorrere a modalità diverse da quella descritta per l'acquisizione del consenso online all'uso dei cookie degli utenti, sempreché tali modalità assicurino il rispetto di quanto disposto dall'art. 23, comma 3, del Codice.

In conformità con i principi generali, è necessario in ogni caso che dell'avvenuta prestazione del consenso dell'utente sia tenuta traccia da parte dell'editore, il quale potrebbe a tal fine avvalersi di un apposito cookie tecnico, sistema che non sembra particolarmente invasivo (in tal senso, si veda anche il considerando 25 della direttiva 2002/58/CE).

La presenza di tale "documentazione" delle scelte dell'utente consente poi all'editore di non riproporre l'informativa breve alla seconda visita del medesimo utente sullo stesso sito, ferma restando naturalmente la possibilità per l'utente di negare il consenso e/o modificare, in ogni momento e in maniera agevole, le proprie opzioni relative all'uso dei cookie da parte del sito, ad esempio tramite accesso all'informativa estesa, che deve essere linkabile da ogni pagina del sito.

4.2. L'informativa estesa.

L'informativa estesa deve contenere tutti gli elementi previsti dall'art. 13 del Codice, descrivere in maniera specifica e analitica le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all'utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie. Deve essere raggiungibile mediante un link inserito nell'informativa breve, come pure attraverso un riferimento su ogni pagina del sito, collocato in calce alla medesima.

All'interno di tale informativa, deve essere inserito anche il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali l'editore ha stipulato accordi per l'installazione di cookie tramite il proprio sito. Qualora l'editore abbia contatti indiretti con le terze parti, dovrà linkare i siti dei soggetti che fanno da intermediari tra lui e le stesse terze parti. Non si esclude l'eventualità che tali collegamenti con le terze parti siano raccolti all'interno di un unico sito web gestito da un soggetto diverso dall'editore, come nel caso dei concessionari.

Al fine di mantenere distinta la responsabilità degli editori da quella delle terze parti in relazione all'informativa resa e al consenso acquisito per i cookie di queste ultime tramite il proprio sito, si ritiene necessario che gli editori stessi acquisiscano, già in fase contrattuale, i suindicati link dalle terze parti (con ciò intendendosi anche gli stessi concessionari).

Nel medesimo spazio dell'informativa estesa deve essere richiamata la possibilità per l'utente (alla quale fa riferimento anche l'art. 122, comma 2, del Codice) di manifestare le proprie opzioni in merito all'uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni. Qualora, poi, le tecnologie utilizzate dal sito siano compatibili con la versione del browser utilizzata dall'utente, l'editore potrà predisporre un collegamento diretto con la sezione del browser dedicata alle impostazioni stesse.

Si ricorda che l'uso dei cookie rientra tra i trattamenti soggetti all'obbligo di notificazione al Garante ai sensi dell'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, laddove lo stesso sia finalizzato a "definire il profilo o la personalità dell'interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a  monitorare l'utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per fornire i servizi medesimi agli utenti".

L'uso dei cookie è, invece, sottratto all'obbligo di notificazione sulla base di quanto previsto dal provvedimento del Garante del 31 marzo 2004, che ha inserito espressamente, tra i trattamenti esonerati dal suindicato obbligo, quelli "relativi all'utilizzo di marcatori elettronici o di dispositivi analoghi installati, oppure memorizzati temporaneamente, e non persistenti, presso l'apparecchiatura terminale di un utente, consistenti nella sola trasmissione di identificativi di sessione in conformità alla disciplina applicabile, all'esclusivo  fine di agevolare l'accesso ai contenuti di un sito Internet" (deliberazione n. 1 del 31 marzo 2004, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2004 n. 81).

Dal quadro sopra delineato, emerge pertanto che, mentre i cookie di profilazione, i quali hanno caratteristiche di permanenza nel tempo, sono soggetti all'obbligo di notificazione, i cookie che invece hanno finalità diverse e che rientrano nella categoria dei cookie tecnici, ai quali sono assimilabili anche i cookie analytics (v. punto 1, lett. a), del presente provvedimento), non debbono essere notificati al Garante.

6. Tempi di adeguamento.

Come già evidenziato in precedenza, il Garante è consapevole dell'impatto, anche economico, che la disciplina sui cookie avrà sull'intero settore della società dei servizi dell'informazione e, quindi, del fatto che la realizzazione delle misure necessarie a dare attuazione al presente provvedimento richiederà un notevole impegno, anche in termini di tempo.

In ragione di ciò, si ritiene pertanto congruo prevedere un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione della presente decisione in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati dal presente provvedimento di potersi avvalere delle modalità semplificate ivi individuate.

7. Conseguenze del mancato rispetto della disciplina in materia di cookie.

Si ricorda che per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati, oltre che nelle previsioni di cui all'art. 13 del Codice, nel presente provvedimento, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice).

L'installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice).

L'omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, ai sensi di quanto previsto dall'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice).

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE

1. ai sensi degli artt. 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. h), del Codice -ai fini dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa che i gestori di siti web, come meglio specificati in premessa, sono tenuti a fornire agli utenti in relazione ai cookie e agli altri dispositivi installati da o per il tramite del proprio sito  stabilisce che nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni contenente le seguenti indicazioni:

b) che il sito consente anche l'invio di cookie "terze parti" (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all'informativa estesa, che deve contenere le seguenti ulteriori indicazioni relative a:

•  uso dei cookie tecnici e analytics;

•  possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

• possibilità per l'utente di manifestare le proprie opzioni in merito all'uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni;

d) l'indicazione che alla pagina dell'informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie;

e) l'indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un'immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie;

2. ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. c), del Codice  ai fini di mantenere distinta la responsabilità dei gestori di siti web, come meglio specificati in motivazione, da quella delle terze parti  prescrive ai medesimi gestori di acquisire già in fase contrattuale i collegamenti (link) alle pagine web contenenti le informative e i moduli per l'acquisizione del consenso relativo ai cookie delle terze parti (con ciò intendendosi anche i concessionari).

Si dispone che copia del presente provvedimento sia trasmessa al Ministero della giustizia ai fini della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura dell'Ufficio pubblicazione leggi e decreti.

Roma, 8 maggio 2014

IL PRESIDENTE
Soro

IL RELATORE
Soro

IL SEGRETARIO GENERALE
Busia

 

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