ULTIME NOTIZIE

NARDO', Marcello Risi: "Addio a Iolanda Paglialunga. Ci lascia una storica militante della sinistra di Nardò"

"Come una coda velenosa, questo terribile 2020 si è portato via anche Iolanda Paglialunga, donna fra le più care e più coerenti di quella grande comunità di passioni e di sacrifici che è stata la sinistra di Nardò nel novecento.  Ci ha lasciato il 27 dicembre."

 

 

NARDO' (Lecce) - Nota dell'avv. Marcello Risi, già sindaco della Città dal 2011 al 2016.

"Come una coda velenosa, questo terribile 2020 si è portato via anche Iolanda Paglialunga, donna fra le più care e più coerenti di quella grande comunità di passioni e di sacrifici che è stata la sinistra di Nardò nel novecento.  Ci ha lasciato il 27 dicembre.

Suo marito Raimondo Buffo, per tutti Nino, morto già da qualche anno, aveva abbracciato gli ideali della sinistra combattendo la seconda guerra mondiale sul fronte orientale. Disperso dopo la disfatta del Don (dicembre 1942) fu salvato e ospitato da una famiglia di russi.   

Rientrato in Italia divenne segretario cittadino del partito comunista italiano nel periodo dal 1949 al 1951, gli anni difficilissimi dell’occupazione delle terre di Arneo.

In quelle lotte e in quella temperie nacquero le storie d’amore come quella fra Nino e Iolanda, impastate di momenti felici, di sacrifici e di politica.

Se ne sta andando, anno dopo anno, la generazione che ha costruito i pilastri dell’Italia civile e democratica. Con il sudore, con il coraggio, con l’onestà, con la nobiltà del lavoro.

Iolanda Paglialunga apparteneva a pieno titolo a questa “trama” di vissuto.

Fu candidata, non eletta, nel partito comunista italiano alle elezioni comunali del 1982, quelle del comizio di Enrico Berlinguer in Piazza Osanna, in assoluto la più grande manifestazione politica, per partecipazione, della storia di Nardò.   

Un altro pezzo del grande mosaico della democrazia neritina si stacca e vola in cielo. Un forte abbraccio ai cari figli Giovanna e Palmiro e ai suoi carissimi nipoti.

Ciao Iolanda. Salutaci Nino.

Marcello Risi"

  • Scritto da Redazione

Coronavirus e anticipare l’orario della messa di Natale. Popolo e istituzioni in rivolta. Perché capirli. 24: un numero ‘magico’

 "Credo di essere tra i 24 italiani che la sera del 24 dicembre non si siede a tavola con i tipici piatti regionali che servono a riempire la pancia prima di uscire ed andare alla messa di mezzanotte ...".

 

FIRENZE - Nota del Presidente Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), Vincenzo Donvito.

"Credo di essere tra i 24 italiani che la sera del 24 dicembre non si siede a tavola con i tipici piatti regionali che servono a riempire la pancia prima di uscire ed andare alla messa di mezzanotte, oppure improvvisare una sorta di piccola processione domestica dove, coi più piccoli in testa e la statuina del Bambin Gesù tra le mani a conchiglia, ci si dirige al presepe e depositare la statuina tra il bue e l’asinello sotto lo sguardo guardingo di Maria e Giuseppe, mentre tutt’intorno pastorelli, pecore e attività commerciali e di vita varia, proseguono imperterriti.

Ricordo un anno in cui, con mia figlia tra i cinque e i dieci anni, noi due da soli a giocare, la sera del 24 verso le 24 la piccola mi costrinse a fare l’albero, ma non il presepe.

Ma nonostante questo popolo di 24 persone, credo ce ne sia un altro molto più ampio a cui - sempre con lo stomaco pieno e anche se quest’anno le libagioni dovrebbero essere consumate solo tra i conviventi – piace intabarrarsi, uscire di casa e andare in chiesa a cantare e recitare in attesa dell’anniversario della nascita del figlio di Maria e di Dio *.

Ebbene, a questo popolo, sembra che istituzioni e autorità religiose stiano per dirgli che la funzione religiosa dovrà celebrare la nascita alle 22 e non alle 24. Un metodo, secondo i saggi, di esporsi meno al pericolo di contagio da covid-19.

Io non sono mai stato un grande frequentatore di queste funzioni religiose ** ma non ricordo di aver mai visto assembramenti particolari per arrivare in queste chiese e per strada in quelle ore, le persone che entravano e uscivano, complice probabilmente anche il freddo, non propense ad assembrarsi all’ingresso, ricordo che arrivavano alla spicciolata e a defluivano velocemente all’uscita per lasciare il più presto possibile il luogo di culto e tornare al calduccio domestico.

Crediamo che le autorità vogliano anticipare l’orario dell’anniversario *** per evitare che all’eventuale deroga al presumibile coprifuoco che sarà ancora in atto il 24, non si faccia avanti qualcuno a rivendicare altrettanto diritto (per esempio: un bar dove i religiosi possano gustare un espresso e/o un amaro – ché il caffè a quell’ora spesso non è uso consumare - per meglio digerire il cenone) (o per esempio: una bancarella che, a mo’ di disgraziato senegalese che vende paccottiglie, possa vendere qualcosa che ispiri e coinvolga il credente in transito).

Se guardiamo la questione dal punto di vista sanitario, per quanto noi si possa disquisire in materia, ci sembra che 24 o 22, il 24 possa essere più sicuro.

Se guardiamo la cosa da un punto di vista politico, è in guazzabuglio. Ammesso che ci sia ancora il coprifuoco (****) la sera del 24, e ammesso che le istituzioni non vogliano dare adito ad una girandola di richieste come quelle che abbiamo elencato sopra, perché queste autorità non dovrebbero assumersi l’onere di dire qualcosa tipo: “NO, la deroga è solo per la messa di mezzanotte, visto che di fatto non ci sono pericoli sanitari aggiunti rispetto al contesto, pericoli che invece ci potrebbero essere se concediamo altre deroghe”. Paura di essere più impopolari di quanto in materia presumibilmente siano?

Beh, governare – secondo noi, e non solo - significa anche fare delle scelte che (all’apparenza o meno, dipende dai punti di vista) possono sembrare impopolari. Poi, ai posteri l’ardua sentenza. Che, se ci pensiamo un po’, non ci sembra che potrebbe aver arrecato chissà quali danni, Anzi, forse proprio il contrario perché gli anniversari (come ognuno comanda) fanno bene anche allo spirito di chi deve continuare a vivere le diverse e necessarie restrizioni.

NOTE
* povero Giuseppe…
** ricordo che alcune decine di anni fa, con altri miei amici andavano davanti alle chiese la sera del 24, ché all’ingresso e all’uscita, distribuivamo volantini per cercare consensi e alleati alla nostra battaglia “laica” contro lo sterminio per fame nel mondo… e riscuotevamo un certo successo.
*** si chiama così, e non compleanno, quando si tratta di “cose” importanti.
**** la cui validità in assoluto per la prevenzione sanitaria non abbiamo ancora compreso… ma questo è un altro discorso.

 Vincenzo Donvito, presidente Aduc"

  • Scritto da Redazione

Salento d'Amare: avanti tutta. La Provincia di Lecce accelera sul suo progetto di un marchio unico per il rilancio del territorio

LECCE - Un unico brand per promuovere il territorio salentino anche a livello internazionale. La Provincia di Lecce lancia la sfida e accelera sul suo progetto di rilancio del marchio "Salento d'Amare", ritenuto centrale nei processi di sviluppo locale e strategico per valorizzare l'identità territoriale, sostenere la competitività del sistema socio-economico e facilitare il posizionamento sui mercati delle produzioni e dei servizi.

Dopo un primo incontro, che ha consentito all'Ente di Palazzo dei Celestini di condividere gli obiettivi generali del progetto e di acquisire indicazioni propedeutiche ad una pianificazione strategica di rilancio del marchio, si è svolto ieri, in videoconferenza, un secondo incontro con un'ampia platea di rappresentanti del mondo universitario ed imprenditoriale. Al centro del confronto, vivace e partecipato, una bozza di documento d'indirizzo con proposte in merito alle scelte strategiche di fondo.

La riunione, presieduta dal presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva e dal capo di gabinetto Andrea Romano, è stata coordinata dal responsabile dell'Ufficio Governance strategica della Provincia di Lecce Roberto Serra.

Hanno partecipato ai lavori, collegati in streaming, il rettore dell'Università del Salento Fabio Pollice con il responsabile della Comunicazione di UniSalento Stefano Cristante, il vicepresidente della Camera di commercio di Lecce Antonio Schipa e il segretario generale Francesco De Giorgio, i presidenti e i dirigenti provinciali di Confindustria, Confcommercio, Api, CLAAI, Cia, Coldiretti, Casartigiani, Confartigianato, Cna, Confesercenti, Confcooperative e LegaCoop.

Soddisfatto il presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva, che dichiara: "Si è lanciata una sfida importantissima, decisiva per il nostro territorio, per il rilancio dello stesso, per sostenerne la competitività e la coesione sociale, per riunire un'intera area sotto una denominazione di sicuro richiamo turistico, mettendo in rete tutti gli attori dello sviluppo attraverso un'operazione d'identità territoriale".

"Il Salento, inteso anche in modo più ampio di quello che possono essere considerati i suoi confini amministrativi, ha tutte le caratteristiche per dotarsi di un unico brand e far conoscere il nostro territorio a livello internazionale, alla stregua di quanto attiene con altre aree ad alta capacità attrattiva", prosegue il numero uno di Palazzo dei Celestini.

"Gli enti pubblici come Provincia, Università e Camera di Commercio, hanno il compito di creare tutte le condizioni perché un territorio, attraverso un marchio, possa rafforzare la sua identità territoriale. Le associazioni di categoria rappresentano settori chiave dell'economia territoriale che, nell'utilizzo di un marchio territoriale, potranno trovare ulteriore forza a sostegno del proprio posizionamento competitivo sullo scenario nazionale e internazionale. Insieme dobbiamo costruire un nuovo scenario di crescita territoriale, in un'ottica ampia di internazionalizzazione dei processi sviluppo locale", afferma ancora Minerva.

"L'incontro di ieri ha rafforzato in noi l'idea che il marchio "Salento d'Amare" rappresenta un importante volano per i processi di sviluppo del nostro territorio e uno strumento strategico dell'attività amministrativa della Provincia. Pertanto, a breve, inviteremo tutto il partenariato istituzionale ed economico alla costituzione di un tavolo operativo che avrà il compito della programmazione delle attività e della redazione del regolamento", conclude il presidente della Provincia di Lecce.

Miriam Ratta

  • Scritto da Miriam Ratta

3BMETEO.COM: “CICLONE MEDITERRANEO nel WEEKEND, MALTEMPO e venti forti su parte d’Italia"

Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com: “vortice ciclonico dalla Spagna punterà verso il Tirreno, poi il Sud entro il weekend. Tornano piogge, temporali e vento forte, specie al Sud, Isole Maggiori e versante adriatico; possibili nubifragi”

 

 

 

 

CICLONE MEDITERRANEO NEL WEEKEND, ECCO DOVE COLPIRA’ – “Nel corso del weekend un vortice di bassa pressione dalla Spagna si porterà verso il Tirreno, attraversando successivamente il Sud Italia” – lo conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che spiega – “già venerdì noteremo un aumento della nuvolosità con qualche pioggia su Sardegna, Liguria, più marginalmente tra Toscana e Lazio. Sarà tuttavia nel weekend che il maltempo entrerà nel vivo su parte d’Italia con l’ingresso sui nostri mari del vortice mediterraneo. Sabato piogge e temporali anche di forte intensità colpiranno la Sardegna, con rischio nubifragi soprattutto sul versante orientale dell’isola, dove non escludiamo dissesti idrogeologici. I fenomeni si estenderanno poi a Sicilia e Calabria, colpendo soprattutto i versanti ionici, e gradualmente anche sul resto del Sud e parte di Abruzzo e Lazio a fine giornata. Altrove sostanzialmente asciutto salvo precipitazioni tra Piemonte sud-occidentale e Liguria, specie di Ponente, ma in progressivo esaurimento, con neve sulle Alpi Marittime dai 1300m”.

 

“Domenica il maltempo colpirà il Sud con rovesci e temporali anche di forte intensità, concentrandosi poi anche sul medio versante adriatico con piogge tra Romagna, Marche e Abruzzo, occasionali pure su Emilia e Lazio ma in esaurimento. Ancora qualche rovescio si attarderà sulla Sardegna, specie orientale, ma anche qui in graduale attenuazione. Non si escludono locali criticità per piogge forti in particolare su Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata, poi anche tra Abruzzo, Molise e Puglia.”

 

BURRASCHE DI VENTO – “I venti saranno in netto rinforzo, dapprima soprattutto di Scirocco tra Isole Maggiori e Tirreno, con raffiche anche di oltre 70-80km/h, in successiva rotazione tra Tramontana e Grecale su tutti i mari, con bora sull’alto Adriatico” – avvertono da 3bmeteo.com – “saranno possibili locali disagi e criticità, con caduta di alberi e possibili difficoltà nei collegamenti con le Isole Minori per mari in burrasca”.

  • Scritto da Redazione

Giunta Puglia, On. Caroppo (Sud In Testa), caos deleghe su sviluppo e industria

 

LECCE - «La Puglia non ha e non avrà una politica unitaria per le attività produttive, lo sviluppo e la transizione industriale. Il Presidente della Regione, nominando la Giunta, ha oggi frammentato le relative deleghe tra ben quattro assessorati, il che stride con la moderna esigenza di una politica industriale globale, coerente e a lungo termine».
 

E' quanto dichiara in una nota l'europarlamentare di Sud In Testa, Andrea Caroppo, membro della commissione industria, ricerca ed energia di Bruxelles.
 

«Tralasciando considerazioni di ordine politico, mi limito a rilevare come la nuova giunta regionale vede un eccessivo spacchettamento delle deleghe sulle attività produttive. All'assessore Delli Noci vanno "sviluppo economico, competitività, commercio estero, ricerca industriale e innovazione"; all'assessore Bray "tutela e sviluppo delle imprese culturali e turistiche"; all'assessore Pentassuglia l'"industria agroalimentare"; all'assessore Maraschio il "rischio industriale".
 

E' evidente che così non funziona e non può funzionare. Chi si occuperà, ad esempio, delle decisive transizioni industriali di Taranto e Brindisi? Perché non considerare parte delle politiche per lo sviluppo la componente culturale e creativa, che oggi riguarda quasi tutti i prodotti e servizi, ancor più in Puglia?
 

La Puglia ha bisogno di un quadro di politica industriale globale, coerente e a lungo termine, che - come richiesto anche dalla nuova strategia industriale per l'Europa - contemperi anche le fonti rinnovabili e i sistemi di monitoraggio e diagnostica dell'ambiente, l'agroalimentare, l'industria culturale e creativa e quella turistica. Dispiace che si siano privilegiate altre logiche».

  • Scritto da Redazione

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie - 8 maggio 2014
(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014)

Registro dei provvedimenti
n. 229 dell'8 maggio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTA la direttiva 2002/58/CE del 12 luglio 2002, del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche;

VISTA la direttiva 2009/136/CE del 25 novembre 2009, del Parlamento europeo e del Consiglio, recante modifica della direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in  materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica, della direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa a tutela dei consumatori;

VISTO il decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 69 "Modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice in materia di protezione dei dati personali in attuazione delle direttive 2009/136/CE, in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, e 2009/140/CE in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa a tutela dei consumatori" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2012 n. 126);

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito "Codice") e, in particolare, gli artt. 13, comma 3 e 122, comma 1;

VISTA la precedente deliberazione del Garante recante "Avvio di una consultazione pubblica ai sensi dell'art. 122 volta ad individuare modalità semplificate per l'informativa di cui all'art. 13, comma 3, del Codice in materia di protezione dei dati personali" (Del. n. 359 del 22 novembre 2012, in Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 2012 n. 295);

TENUTO CONTO delle indicazioni fornite sul tema dal Gruppo di lavoro per la tutela dei dati personali ex art. 29, in particolare nella Opinion 04/2012 on Cookie Consent Exemption, adottata il 7 giugno 2012, e nel Working Document 02/2013 providing guidance on obtaining consent for cookies, adottato il 2 ottobre 2013 (disponibili rispettivamente ai link  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_en.pdf e  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2013/wp208_en.pdf);

TENUTO CONTO delle risultanze dei contributi pervenuti al Garante dai principali fornitori di servizi di comunicazione elettronica, nonché dalle associazioni dei consumatori e delle categorie economiche coinvolte che hanno partecipato alla suindicata consultazione pubblica;

CONSIDERATI gli ulteriori elementi emersi in occasione degli incontri tenutisi a settembre 2013 e febbraio 2014 presso l'Autorità, nell'ambito del tavolo di lavoro avviato dalla stessa al fine di sollecitare un nuovo e più diretto confronto con i suindicati soggetti, nonché con esponenti del mondo accademico e della ricerca che si occupano delle tematiche di interesse;

RITENUTO necessario adottare, ai sensi del combinato disposto degli artt. 13, comma 3, 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. c), del Codice, un provvedimento di carattere generale, con il quale  oltre a individuare le modalità semplificate per rendere l'informativa online agli utenti sull'archiviazione dei c.d. cookie sui loro terminali da parte dei siti Internet visitati  si intende fornire idonee indicazioni sulle modalità con le quali procedere all'acquisizione del consenso degli stessi, laddove richiesto dalla legge;

CONSIDERATO che la disciplina relativa all'uso dei c.d. cookie riguarda anche altri strumenti analoghi (come ad esempio web beacon/web bug, clear GIF o altri), che consentono l'identificazione dell'utente o del terminale e che quindi devono essere ricompresi nell'ambito del presente provvedimento;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento n. 1/2000;

RELATORE il dott. Antonello Soro;

PREMESSA

1. Considerazioni preliminari.

I cookie sono stringhe di testo di piccole dimensioni che i siti visitati dall'utente inviano al suo terminale (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Nel corso della navigazione su un sito, l'utente può ricevere sul suo terminale anche cookie che vengono inviati da siti o da web server diversi (c.d. "terze parti"), sui quali possono risiedere alcuni elementi (quali, ad esempio, immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine di altri domini) presenti sul sito che lo stesso sta visitando.

I cookie, solitamente presenti nei browser degli utenti in numero molto elevato e a volte anche con caratteristiche di ampia persistenza temporale, sono usati per differenti finalità: esecuzione di autenticazioni informatiche, monitoraggio di sessioni, memorizzazione di informazioni su specifiche configurazioni riguardanti gli utenti che accedono al server, ecc.

Al fine di giungere a una corretta regolamentazione di tali dispositivi, è necessario distinguerli  posto che non vi sono delle caratteristiche tecniche che li differenziano gli uni dagli altri  proprio sulla base delle finalità perseguite da chi li utilizza. In tale direzione si è mosso, peraltro, lo stesso legislatore, che, in attuazione delle disposizioni contenute nella direttiva 2009/136/CE, ha ricondotto l'obbligo di acquisire il consenso preventivo e informato degli utenti all'installazione di cookie utilizzati per finalità diverse da quelle meramente tecniche (cfr. art. 1, comma 5, lett. a), del d. lgs. 28 maggio 2012, n. 69, che ha modificato l'art. 122 del Codice).

Al riguardo, e ai fini del presente provvedimento, si individuano pertanto due macro-categorie: cookie "tecnici" e cookie "di profilazione".

a. Cookie tecnici.

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice).

Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate); cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso; cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.

Per l'installazione di tali cookie non è richiesto il preventivo consenso degli utenti, mentre resta fermo l'obbligo di dare l'informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice, che il gestore del sito, qualora utilizzi soltanto tali dispositivi, potrà fornire con le modalità che ritiene più idonee.

b. Cookie di profilazione.

I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. In ragione della particolare invasività che tali dispositivi possono avere nell'ambito della sfera privata degli utenti, la normativa europea e italiana prevede che l'utente debba essere adeguatamente informato sull'uso degli stessi ed esprimere così il proprio valido consenso.

Ad essi si riferisce l'art. 122 del Codice laddove prevede che "l'archiviazione delle informazioni nell'apparecchio terminale di un contraente o di un utente o l'accesso a informazioni già archiviate sono consentiti unicamente a condizione che il contraente o l'utente abbia espresso il proprio consenso dopo essere stato informato con le modalità semplificate di cui all'articolo 13, comma 3" (art. 122, comma 1, del Codice).

2. Soggetti coinvolti: editori e "terze parti".

Un ulteriore elemento da considerare, ai fini della corretta definizione della materia in esame, è quello soggettivo. Occorre, cioè, tenere conto del differente soggetto che installa i cookie sul terminale dell'utente, a seconda che si tratti dello stesso gestore del sito che l'utente sta visitando (che può essere sinteticamente indicato come "editore") o di un sito diverso che installa cookie per il tramite del primo (c.d. "terze parti").

Sulla base di quanto emerso dalla consultazione pubblica, si ritiene necessario che tale distinzione tra i due soggetti sopra indicati venga tenuta in debito conto anche al fine di individuare correttamente i rispettivi ruoli e le rispettive responsabilità, con riferimento al rilascio dell'informativa e all'acquisizione del consenso degli utenti online.

Vi sono molteplici motivazioni per le quali non risulta possibile porre in capo all'editore l'obbligo di fornire l'informativa e acquisire il consenso all'installazione dei cookie nell'ambito del proprio sito anche per quelli installati dalle "terze parti".
In primo luogo, l'editore dovrebbe avere sempre gli strumenti e la capacità economico-giuridica di farsi carico degli adempimenti delle terze parti e dovrebbe quindi anche poter verificare di volta in volta la corrispondenza tra quanto dichiarato dalle terze parti e le finalità da esse realmente perseguite con l'uso dei cookie. Ciò è reso assai arduo dal fatto che l'editore spesso non conosce direttamente tutte le terze parti che installano cookie tramite il proprio sito e, quindi, neppure la logica sottesa ai relativi trattamenti. Inoltre, non di rado tra l'editore e le terze parti si frappongono soggetti che svolgono il ruolo di concessionari, risultando di fatto molto complesso per l'editore il controllo sull'attività di tutti i soggetti coinvolti.

I cookie terze parti potrebbero, poi, essere nel tempo modificati dai terzi fornitori e risulterebbe poco funzionale chiedere agli editori di tenere traccia anche di queste modifiche successive.

Occorre tenere conto inoltre del fatto che spesso gli editori, che comprendono anche persone fisiche e piccole imprese, sono la parte più "debole" del rapporto. Laddove invece le terze parti sono solitamente grandi società caratterizzate da notevole peso economico, servono normalmente una pluralità di editori e possono essere, rispetto al singolo editore, anche molto numerose.

Si ritiene pertanto che, anche in ragione delle motivazioni sopra indicate, non si possa obbligare l'editore ad inserire sull'home page del proprio sito anche il testo delle informative relative ai cookie installati per il suo tramite dalle terze parti. Ciò determinerebbe peraltro una generale mancanza di chiarezza dell'informativa rilasciata dall'editore, rendendo nel contempo estremamente faticosa per l'utente la lettura del documento e quindi la comprensione delle informazioni in esso contenute, con ciò vanificando anche l'intento di semplificazione previsto dall'art. 122 del Codice.

Analogamente, per quanto concerne l'acquisizione del consenso per i cookie di profilazione, dovendo necessariamente -per le ragioni suesposte  tenere distinte le rispettive posizioni di editori e terze parti, si ritiene che gli editori, con i quali gli utenti instaurano un rapporto diretto tramite l'accesso al relativo sito, assumono necessariamente una duplice veste.

Tali soggetti, infatti, da un lato sono titolari del trattamento quanto ai cookie installati direttamente dal proprio sito; dall'altro, non potendo ravvisarsi una contitolarità con le terze parti per i cookie che le stesse installano per il loro tramite, si ritiene corretto considerarli come una sorta di intermediari tecnici tra le stesse e gli utenti. Ed è, quindi, in tale veste che, come si vedrà più avanti, sono chiamati ad operare nella presente deliberazione, con riferimento al rilascio dell'informativa e all'acquisizione del consenso degli utenti online con riguardo ai cookie delle terze parti.

3. Impatto della disciplina in materia di cookie sulla rete.

I cookie svolgono diverse e importanti funzioni nell'ambito della rete. Qualunque decisione in merito alle modalità di informativa e consenso online, riguardando in pratica chiunque abbia un sito Internet, avrà quindi un fortissimo impatto su un numero enorme di soggetti, che presentano peraltro, come si è detto, natura e caratteristiche profondamente diverse tra loro.

Il Garante, consapevole della portata della presente decisione, ritiene pertanto necessario che le misure prescritte nella stessa -ai sensi di quanto previsto dall'art. 122, comma 1, del Codice  siano, da un lato, tali da consentire agli utenti di esprimere scelte realmente consapevoli sull'installazione dei cookie mediante la manifestazione di un consenso espresso e specifico (come previsto dall'art. 23 del Codice) e, dall'altro, presentino il minore impatto possibile in termini di soluzione di continuità della navigazione dei medesimi utenti e della fruizione, da parte loro, dei servizi telematici.

Di tali opposte esigenze, emerse chiaramente anche in occasione della consultazione pubblica e degli incontri tenuti dall'Autorità, si tiene conto in primo luogo nella determinazione delle modalità con le quali rendere l'informativa in forma semplificata.

È peraltro convinzione del Garante che i due temi, dell'informativa e del consenso, vadano necessariamente trattati in maniera congiunta, onde evitare che il ricorso a modalità di espressione del consenso online che richiedano operazioni eccessivamente complesse da parte degli utenti vanifichino la semplificazione realizzata nell'informativa.

4. L'informativa con modalità semplificate e l'acquisizione del consenso online.

Ai fini della semplificazione dell'informativa, si ritiene che una soluzione efficace, che fa salvi i requisiti previsti dall'art. 13 del Codice (compresa la descrizione dei singoli cookie), sia quella di impostare la stessa su due livelli di approfondimento successivi.

Nel momento in cui l'utente accede a un sito web, deve essergli presentata una prima informativa "breve", contenuta in un banner a comparsa immediata sulla home page (o altra pagina tramite la quale l'utente può accedere al sito), integrata da un'informativa "estesa", alla quale si accede attraverso un link cliccabile dall'utente.

Affinché la semplificazione sia effettiva, si ritiene necessario che la richiesta di consenso all'uso dei cookie sia inserita proprio nel banner contenente l'informativa breve. Gli utenti che desiderano avere maggiori e più dettagliate informazioni e differenziare le proprie scelte in merito ai diversi cookie archiviati tramite il sito visitato, possono accedere ad altre pagine del sito, contenenti, oltre al testo dell'informativa estesa, la possibilità di esprimere scelte più specifiche.

4.1. Il banner contenente informativa breve e richiesta di consenso.

Più precisamente, nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni  ossia di dimensioni tali da costituire una percettibile discontinuità nella fruizione dei contenuti della pagina web che si sta visitando  contenente le seguenti indicazioni:

a) che il sito utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall'utente nell'ambito della navigazione in rete;

b) che il sito consente anche l'invio di cookie "terze parti" (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all'informativa estesa, ove vengono fornite indicazioni sull'uso dei cookie tecnici e analytics, viene data la possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

d) l'indicazione che alla pagina dell'informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie;

e) l'indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un'immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie.

Il suindicato banner, oltre a dover presentare dimensioni sufficienti a ospitare l'informativa, seppur breve, deve essere parte integrante dell'azione positiva nella quale si sostanzia la manifestazione del consenso dell'utente. In altre parole, esso deve determinare una discontinuità, seppur minima, dell'esperienza di navigazione: il superamento della presenza del banner al video deve essere possibile solo mediante un intervento attivo dell'utente (appunto attraverso la selezione di un elemento contenuto nella pagina sottostante il banner stesso).

Resta ferma naturalmente la possibilità per gli editori di ricorrere a modalità diverse da quella descritta per l'acquisizione del consenso online all'uso dei cookie degli utenti, sempreché tali modalità assicurino il rispetto di quanto disposto dall'art. 23, comma 3, del Codice.

In conformità con i principi generali, è necessario in ogni caso che dell'avvenuta prestazione del consenso dell'utente sia tenuta traccia da parte dell'editore, il quale potrebbe a tal fine avvalersi di un apposito cookie tecnico, sistema che non sembra particolarmente invasivo (in tal senso, si veda anche il considerando 25 della direttiva 2002/58/CE).

La presenza di tale "documentazione" delle scelte dell'utente consente poi all'editore di non riproporre l'informativa breve alla seconda visita del medesimo utente sullo stesso sito, ferma restando naturalmente la possibilità per l'utente di negare il consenso e/o modificare, in ogni momento e in maniera agevole, le proprie opzioni relative all'uso dei cookie da parte del sito, ad esempio tramite accesso all'informativa estesa, che deve essere linkabile da ogni pagina del sito.

4.2. L'informativa estesa.

L'informativa estesa deve contenere tutti gli elementi previsti dall'art. 13 del Codice, descrivere in maniera specifica e analitica le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all'utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie. Deve essere raggiungibile mediante un link inserito nell'informativa breve, come pure attraverso un riferimento su ogni pagina del sito, collocato in calce alla medesima.

All'interno di tale informativa, deve essere inserito anche il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali l'editore ha stipulato accordi per l'installazione di cookie tramite il proprio sito. Qualora l'editore abbia contatti indiretti con le terze parti, dovrà linkare i siti dei soggetti che fanno da intermediari tra lui e le stesse terze parti. Non si esclude l'eventualità che tali collegamenti con le terze parti siano raccolti all'interno di un unico sito web gestito da un soggetto diverso dall'editore, come nel caso dei concessionari.

Al fine di mantenere distinta la responsabilità degli editori da quella delle terze parti in relazione all'informativa resa e al consenso acquisito per i cookie di queste ultime tramite il proprio sito, si ritiene necessario che gli editori stessi acquisiscano, già in fase contrattuale, i suindicati link dalle terze parti (con ciò intendendosi anche gli stessi concessionari).

Nel medesimo spazio dell'informativa estesa deve essere richiamata la possibilità per l'utente (alla quale fa riferimento anche l'art. 122, comma 2, del Codice) di manifestare le proprie opzioni in merito all'uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni. Qualora, poi, le tecnologie utilizzate dal sito siano compatibili con la versione del browser utilizzata dall'utente, l'editore potrà predisporre un collegamento diretto con la sezione del browser dedicata alle impostazioni stesse.

Si ricorda che l'uso dei cookie rientra tra i trattamenti soggetti all'obbligo di notificazione al Garante ai sensi dell'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, laddove lo stesso sia finalizzato a "definire il profilo o la personalità dell'interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a  monitorare l'utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per fornire i servizi medesimi agli utenti".

L'uso dei cookie è, invece, sottratto all'obbligo di notificazione sulla base di quanto previsto dal provvedimento del Garante del 31 marzo 2004, che ha inserito espressamente, tra i trattamenti esonerati dal suindicato obbligo, quelli "relativi all'utilizzo di marcatori elettronici o di dispositivi analoghi installati, oppure memorizzati temporaneamente, e non persistenti, presso l'apparecchiatura terminale di un utente, consistenti nella sola trasmissione di identificativi di sessione in conformità alla disciplina applicabile, all'esclusivo  fine di agevolare l'accesso ai contenuti di un sito Internet" (deliberazione n. 1 del 31 marzo 2004, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2004 n. 81).

Dal quadro sopra delineato, emerge pertanto che, mentre i cookie di profilazione, i quali hanno caratteristiche di permanenza nel tempo, sono soggetti all'obbligo di notificazione, i cookie che invece hanno finalità diverse e che rientrano nella categoria dei cookie tecnici, ai quali sono assimilabili anche i cookie analytics (v. punto 1, lett. a), del presente provvedimento), non debbono essere notificati al Garante.

6. Tempi di adeguamento.

Come già evidenziato in precedenza, il Garante è consapevole dell'impatto, anche economico, che la disciplina sui cookie avrà sull'intero settore della società dei servizi dell'informazione e, quindi, del fatto che la realizzazione delle misure necessarie a dare attuazione al presente provvedimento richiederà un notevole impegno, anche in termini di tempo.

In ragione di ciò, si ritiene pertanto congruo prevedere un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione della presente decisione in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati dal presente provvedimento di potersi avvalere delle modalità semplificate ivi individuate.

7. Conseguenze del mancato rispetto della disciplina in materia di cookie.

Si ricorda che per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati, oltre che nelle previsioni di cui all'art. 13 del Codice, nel presente provvedimento, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice).

L'installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice).

L'omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, ai sensi di quanto previsto dall'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice).

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE

1. ai sensi degli artt. 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. h), del Codice -ai fini dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa che i gestori di siti web, come meglio specificati in premessa, sono tenuti a fornire agli utenti in relazione ai cookie e agli altri dispositivi installati da o per il tramite del proprio sito  stabilisce che nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni contenente le seguenti indicazioni:

b) che il sito consente anche l'invio di cookie "terze parti" (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all'informativa estesa, che deve contenere le seguenti ulteriori indicazioni relative a:

•  uso dei cookie tecnici e analytics;

•  possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

• possibilità per l'utente di manifestare le proprie opzioni in merito all'uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni;

d) l'indicazione che alla pagina dell'informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie;

e) l'indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un'immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie;

2. ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. c), del Codice  ai fini di mantenere distinta la responsabilità dei gestori di siti web, come meglio specificati in motivazione, da quella delle terze parti  prescrive ai medesimi gestori di acquisire già in fase contrattuale i collegamenti (link) alle pagine web contenenti le informative e i moduli per l'acquisizione del consenso relativo ai cookie delle terze parti (con ciò intendendosi anche i concessionari).

Si dispone che copia del presente provvedimento sia trasmessa al Ministero della giustizia ai fini della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura dell'Ufficio pubblicazione leggi e decreti.

Roma, 8 maggio 2014

IL PRESIDENTE
Soro

IL RELATORE
Soro

IL SEGRETARIO GENERALE
Busia

 

Utenti on line

Abbiamo 281 visitatori e nessun utente online