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NARDO', Fernando Fiorito: "L'ordinanza anticaldo? Un intervento pubblico nella contrattazione collettiva, vi sono seri dubbi di legittimità"

"La forte ed unanime condanna del caporalato e dello sfruttamento dei lavoratori ha posto in secondo ordine taluni aspetti della stessa ordinanza sui quali prima o poi si dovrà fare chiarezza. Il lavoro, infatti, è notoriamente e sufficientemente tutelato da norme costituzionali, da leggi dello Stato, da Enti e Servizi Ispettivi, ma soprattutto da Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.

 

NARDO' (Lecce) Intervista a tutto campo a Fernando Fiorito, un lungo impegno sindacale nelle fila della Cisl, a cui negli ultimi tempi ha unito anche un provvido impegno politico attraverso il Movimento "Impegno Civile". Fiorito mette a fuoco l'ordinanza anticaldo, emanata dal sindaco di Nardò, evidenziando le diverse criticità. 

D. Lei per molti anni è stato Segretario di Zona della CISL, per la categoria degli Elettrici, e successivamente Segretario comunale. E’ noto il suo impegno in politica, avendo creato il Movimento Politico Impegno Civile, con il quale ha partecipato alle ultime elezioni comunali. Pensa di dover partecipare, ancora una volta, con il suo Movimento, alla prossima consultazione elettorale?

R. Ho sempre pensato e resto convinto che l’esperienza sindacale è un prezioso patrimonio di conoscenze, relazioni sociali e rapporti umani, che merita di essere messo a disposizione della collettività. Attualmente sono impegnato, con alcuni amici, in un progetto politico di cui, al momento, non posso dire alcunchè.

D. In questi giorni si continua a discutere dell’ordinanza anticaldo del Sindaco Mellone. Qual è a riguardo il suo pensiero?

R. La forte ed unanime condanna del caporalato e dello sfruttamento dei lavoratori ha posto in secondo ordine taluni aspetti della stessa ordinanza sui quali prima o poi si dovrà fare chiarezza. Il lavoro, infatti, è notoriamente e sufficientemente tutelato da norme costituzionali, da leggi dello Stato, da Enti e Servizi Ispettivi, ma soprattutto da Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. Pertanto, non si avverte l’esigenza di ulteriori interventi legislativi regionali e comunali, che a parte le apprezzabili finalità, rischiano di ingenerare solo confusione. L’ordinanza del Sindaco di Nardo’, pertanto, non dovrebbe essere circoscritta all’ambito territoriale del nostro Comune ed ignorata di fatto da Sindaci di altri Comuni, dalla stessa Regione Puglia, che poteva estenderla a tutto il territorio regionale, e dalle stesse Organizzazioni sindacali ed imprenditoriali, sottoscrittori dei contratti collettivi. A me sembra che si voglia evitare un’analisi approfondita per i dubbi di legittimità della stessa. Pertanto, s’impone un chiarimento che può venire dalla Magistratura ordinaria o del Lavoro, ma meglio sarebbe se il problema fosse affrontato appropriatamente dalle Organizzazioni Sindacali, dalle Associazioni degli Imprenditori e dalla Rete, appena costituita, del lavoro agricolo di qualità, appena costituita. Un giudizio di legittimità non potrebbe non modificare la disciplina contenuta nella contrattazione collettiva, con tutte le dovute conseguenze.

D. Cosa può dirci della recente istituzione della “Rete del lavoro agricolo e di qualità”, a cui ha fornito un convinto sostegno lo stesso Prefetto di Lecce?

 

R. Sono convinto che ogni intervento teso ad alleviare le sofferenze di lavoratori, impegnati soprattutto in lavori particolarmente disagiati, va condiviso ed apprezzato, quando lo stesso si rivela necessario a causa di una legislazione carente o per carenze da parte di Enti e Servizi ispettivi. Sono convinto che si voglia introdurre nel lavoro agricolo un’etica che appare discriminante e che potrebbe avere ricadute negative per l’intero comparto. Il problema dello sfruttamento, il caporalato, le condizioni disagiate per determinati lavori agricoli, non si possono affrontare senza una visione molto più ampia e con interventi più incisivi da parte dei soggetti politici e sindacali che compongono la Rete del Lavoro Agricolo. Se il Sud deve riscattarsi dalle sue attuali condizioni, dobbiamo prendere atto che senza aziende, e per la Puglia in particolare, senza aziende agricole, non ci potrà esserci sviluppo economico. Si deve avere la capacità di coniugare la tutela del lavoro con l’interesse alla proliferazione delle aziende.

D. Si può pensare realmente ad un’etica aziendale?

R. Si! Se si ha coraggio di esaminare senza pregiudizi tutta una filiera commerciale, dal produttore al consumatore, perché è sbagliato, a mio parere, ignorare quello che molti produttori del settore agricolo spesso denunciano e documentano, ossia le reali difficoltà a proseguire nell'attività a causa dei prezzi irrisori offerti per la vendita dei vari prodotti. S’impone, pertanto, un’attenta analisi e riflessione se si vuole evitare una caduta occupazionale. Un'indagine seria e meticolosa consentirebbe di evitare lo sfruttamento di tanti onesti imprenditori, non solo in Italia, ma in tutta Europa. I prezzi più bassi sui vari prodotti, praticati da molti produttori stranieri, infatti, ovviamente, favoriscono la loro importazione a danno degli imprenditori nazionali. I prezzi più bassi di molti prodotti stranieri non sono giustificati da una conduzione aziendale più efficiente ed accorta, ma semplicemente da una più permissiva legislazione nazionale, aggravata dall’assenza di appropriati interventi a livello europeo. A parte questo, una riflessione a parte meriterebbe la spesa a carico della collettività per la realizzazione di alloggi provvisori, i pasti e la climatizzazione degli ambienti, oltre alle spese di montaggio e smontaggio dei prefabbricati. E’ certamente una sorta di retribuzione integrativa posta a carico della collettività e non degli imprenditori interessati e, per essere tale, dovrebbe avere una sua giustificazione. Di tanto devono prendere atto gli imprenditori del settore, perché senza quel sostegno economico sarebbe ancora più difficile per loro reperire manodopera agricola stagionale composta da immigrati.

D. A suo avviso il lavoro a cottimo è imposto dagli imprenditori o richiesto dai lavoratori, pena il rifiuto alla prestazione lavorativa?

R. Non è dato saperlo con certezza, ma i servizi ispettivi sono convinto che faranno luce sull’argomento. Personalmente sono convinto che se un lavoratore parte da uno sperduto paese dell’Africa e viene in Italia per un lavoro stagionale, non può essere remunerato con €. 50 al giorno circa, come previsto dal CCNL, perché, a parte l’onere del viaggio, dovrebbe provvedere a sue spese per tutti i servizi indispensabili per la sua permanenza in Italia. Se il lavoro a cottimo viene richiesto dai lavoratori, pena il rifiuto da parte loro a prestare la propria attività, siamo in presenza di un problema di sopravvivenza delle aziende agricole, come ha correttamente rilevato in un suo comunicato un avvocato del nostro Comune. S’impone una discussione seria per apportare le necessarie modifiche alla contrattazione collettiva, al fine di pervenire ad una soluzione equa e praticabile. A parte questo, dovremmo cercare di capire perché proprio in Puglia, e nel nostro Comune in particolare, i giovani disdegnano i lavori in agricoltura e forse dovremmo prendere atto che i lavoratori stranieri, ossia gli immigrati che raccolgono le angurie, non sono quello che appaiono ai nostri occhi. Forse non si tratta solo di poveri immigrati che, arrivati in Italia alla ricerca di un lavoro, vengono reclutati dal caporale di turno e sfruttati nei campi, per il semplice motivo che l’azienda agricola ubbidisce a leggi di mercato che richiedono manodopera professionalizzata e specializzata. Un'indagine in tal senso, forse, porterebbe ad altre conclusioni e ad una disciplina più aderente alla realtà lavorativa in questione.

D. Qual è suo giudizio sull’attuale Amministrazione Comunale?

R. Con l’attuale Sindaco mi sono confrontato durante la sua campagna elettorale ed ho esposto i punti salienti del programma del Movimento “Impegno Civile”. Sinceramente, avevo avuto l’impressione che apprezzasse alcune nostre proposte che, per motivi che ignoro, non sono state, però, recepite nel suo programma. Resta il fatto che è stato eletto democraticamente ed ha il diritto/dovere di governare. Non posso, comunque, non rilevare che taluni comportamenti e decisioni della Giunta, del Presidente del Consiglio e dei singoli consiglieri, non sono condivisibili. Riconoscere i propri errori non è segno di debolezza, ma di apprezzabile onestà intellettuale.

D. Un suo giudizio sulla vendita del “gerontocomio”.

R. Ho letto con attenzione i rilievi di legittimità esposti, a suo tempo, dall’avv. Marcello Risi e sono rimasto sinceramente deluso per l’inerzia dimostrata a riguardo dai soggetti politici interessati, che avrebbero dovuto accertarne la fondatezza, nell’interesse dell’intera comunità cittadina. Quell’opera, è stata un'indiscutibile testimonianza di alta e nobile sensibilità civica. Il gerontocomio, infatti, era un opera pensata per offrire ospitalità e servizi non solo ai cittadini di Nardò, ma anche agli abitanti dei Comuni vicini, che negli ultimi anni della loro vita, per svariati motivi, soffrono e muoiono in solitudine. Un'autentica “cittadella della salute”, quindi, che avrebbe offerto posti di lavoro a molti operatori sanitari, avrebbe ospitato una farmacia comunale ed, infine, avrebbe costituito, una sede adeguata sede anche ai disabili ed alle persone down. E’ stata e rimarrà una tangibile testimonianza di vera solidarietà umana, che fa onore a chi l’ha progettata e condanna le Amministrazioninche negli anni successivi non si sono impegnate adeguatamente per la sua definitiva realizzazione. Augurarsi un ripensamento è semplicemente utopistico, ma prendiamo atto che la politica, quella vera, è selezione di intenti ed ubbidisce a priorità legate a sensibilità umane, oggi, purtroppo, superate da una sorta di pragmatismo esasperato.

D. La prossima campagna elettorale, a suo giudizio, si svolgerà secondo gli schemi più recenti, ossia assenza quasi totale di partiti e di programmi strutturti, proliferazione di liste civiche e “ammucchiate multicolore”?

R. Purtroppo, il timore che la storia si ripeta è legittimo e concreto. Spero solo che la scelta dei candidati non avvenga attraverso le famigerate “primarie”, alle quali è consentito partecipare più volte, con la semplice esibizione di un documento di riconoscimento ed il versamento di 2 euro. Nelle elezioni sindacali, invece, per avere diritto di voto era necessario esibire la tessera ed aver maturato una determinata anzianità di militanza. Un primo passo verso il cambiamento potrebbe essere l’introduzione del cronoprogramma, in quanto appare totalmente inaccettabile l'idea che si debba attendere la fine del mandato elettorale per esprimere il proprio dissenso. Penso a programmi sostanzialmente diversi nel contenuto e, pertanto, più vicini ai bisogni effettivi e gli interessi generali degli elettori.

D. Qual è la sua vera preoccupazione in questo momento?

R. Sono preoccupato per le assurde e sterili polemiche, le continue invettive, le accuse spesso gratuite, le contrapposizione ad ogni costo, la disattenzione sui problemi reali, il linguaggio triviale, l’assenza di analisi e proposte serie, il silenzio di chi capacità e competenza per parlare, la scomparsa di un impegno per il bene comune, in estrema sintesi sono preoccupato per l'assenza della Cultura e della Politica.

Angelo Losavio

Marco Marinaci

 

 

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Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie - 8 maggio 2014
(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014)

Registro dei provvedimenti
n. 229 dell'8 maggio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTA la direttiva 2002/58/CE del 12 luglio 2002, del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche;

VISTA la direttiva 2009/136/CE del 25 novembre 2009, del Parlamento europeo e del Consiglio, recante modifica della direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in  materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica, della direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa a tutela dei consumatori;

VISTO il decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 69 "Modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice in materia di protezione dei dati personali in attuazione delle direttive 2009/136/CE, in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, e 2009/140/CE in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa a tutela dei consumatori" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2012 n. 126);

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito "Codice") e, in particolare, gli artt. 13, comma 3 e 122, comma 1;

VISTA la precedente deliberazione del Garante recante "Avvio di una consultazione pubblica ai sensi dell'art. 122 volta ad individuare modalità semplificate per l'informativa di cui all'art. 13, comma 3, del Codice in materia di protezione dei dati personali" (Del. n. 359 del 22 novembre 2012, in Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 2012 n. 295);

TENUTO CONTO delle indicazioni fornite sul tema dal Gruppo di lavoro per la tutela dei dati personali ex art. 29, in particolare nella Opinion 04/2012 on Cookie Consent Exemption, adottata il 7 giugno 2012, e nel Working Document 02/2013 providing guidance on obtaining consent for cookies, adottato il 2 ottobre 2013 (disponibili rispettivamente ai link  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_en.pdf e  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2013/wp208_en.pdf);

TENUTO CONTO delle risultanze dei contributi pervenuti al Garante dai principali fornitori di servizi di comunicazione elettronica, nonché dalle associazioni dei consumatori e delle categorie economiche coinvolte che hanno partecipato alla suindicata consultazione pubblica;

CONSIDERATI gli ulteriori elementi emersi in occasione degli incontri tenutisi a settembre 2013 e febbraio 2014 presso l'Autorità, nell'ambito del tavolo di lavoro avviato dalla stessa al fine di sollecitare un nuovo e più diretto confronto con i suindicati soggetti, nonché con esponenti del mondo accademico e della ricerca che si occupano delle tematiche di interesse;

RITENUTO necessario adottare, ai sensi del combinato disposto degli artt. 13, comma 3, 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. c), del Codice, un provvedimento di carattere generale, con il quale  oltre a individuare le modalità semplificate per rendere l'informativa online agli utenti sull'archiviazione dei c.d. cookie sui loro terminali da parte dei siti Internet visitati  si intende fornire idonee indicazioni sulle modalità con le quali procedere all'acquisizione del consenso degli stessi, laddove richiesto dalla legge;

CONSIDERATO che la disciplina relativa all'uso dei c.d. cookie riguarda anche altri strumenti analoghi (come ad esempio web beacon/web bug, clear GIF o altri), che consentono l'identificazione dell'utente o del terminale e che quindi devono essere ricompresi nell'ambito del presente provvedimento;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento n. 1/2000;

RELATORE il dott. Antonello Soro;

PREMESSA

1. Considerazioni preliminari.

I cookie sono stringhe di testo di piccole dimensioni che i siti visitati dall'utente inviano al suo terminale (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Nel corso della navigazione su un sito, l'utente può ricevere sul suo terminale anche cookie che vengono inviati da siti o da web server diversi (c.d. "terze parti"), sui quali possono risiedere alcuni elementi (quali, ad esempio, immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine di altri domini) presenti sul sito che lo stesso sta visitando.

I cookie, solitamente presenti nei browser degli utenti in numero molto elevato e a volte anche con caratteristiche di ampia persistenza temporale, sono usati per differenti finalità: esecuzione di autenticazioni informatiche, monitoraggio di sessioni, memorizzazione di informazioni su specifiche configurazioni riguardanti gli utenti che accedono al server, ecc.

Al fine di giungere a una corretta regolamentazione di tali dispositivi, è necessario distinguerli  posto che non vi sono delle caratteristiche tecniche che li differenziano gli uni dagli altri  proprio sulla base delle finalità perseguite da chi li utilizza. In tale direzione si è mosso, peraltro, lo stesso legislatore, che, in attuazione delle disposizioni contenute nella direttiva 2009/136/CE, ha ricondotto l'obbligo di acquisire il consenso preventivo e informato degli utenti all'installazione di cookie utilizzati per finalità diverse da quelle meramente tecniche (cfr. art. 1, comma 5, lett. a), del d. lgs. 28 maggio 2012, n. 69, che ha modificato l'art. 122 del Codice).

Al riguardo, e ai fini del presente provvedimento, si individuano pertanto due macro-categorie: cookie "tecnici" e cookie "di profilazione".

a. Cookie tecnici.

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice).

Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate); cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso; cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.

Per l'installazione di tali cookie non è richiesto il preventivo consenso degli utenti, mentre resta fermo l'obbligo di dare l'informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice, che il gestore del sito, qualora utilizzi soltanto tali dispositivi, potrà fornire con le modalità che ritiene più idonee.

b. Cookie di profilazione.

I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. In ragione della particolare invasività che tali dispositivi possono avere nell'ambito della sfera privata degli utenti, la normativa europea e italiana prevede che l'utente debba essere adeguatamente informato sull'uso degli stessi ed esprimere così il proprio valido consenso.

Ad essi si riferisce l'art. 122 del Codice laddove prevede che "l'archiviazione delle informazioni nell'apparecchio terminale di un contraente o di un utente o l'accesso a informazioni già archiviate sono consentiti unicamente a condizione che il contraente o l'utente abbia espresso il proprio consenso dopo essere stato informato con le modalità semplificate di cui all'articolo 13, comma 3" (art. 122, comma 1, del Codice).

2. Soggetti coinvolti: editori e "terze parti".

Un ulteriore elemento da considerare, ai fini della corretta definizione della materia in esame, è quello soggettivo. Occorre, cioè, tenere conto del differente soggetto che installa i cookie sul terminale dell'utente, a seconda che si tratti dello stesso gestore del sito che l'utente sta visitando (che può essere sinteticamente indicato come "editore") o di un sito diverso che installa cookie per il tramite del primo (c.d. "terze parti").

Sulla base di quanto emerso dalla consultazione pubblica, si ritiene necessario che tale distinzione tra i due soggetti sopra indicati venga tenuta in debito conto anche al fine di individuare correttamente i rispettivi ruoli e le rispettive responsabilità, con riferimento al rilascio dell'informativa e all'acquisizione del consenso degli utenti online.

Vi sono molteplici motivazioni per le quali non risulta possibile porre in capo all'editore l'obbligo di fornire l'informativa e acquisire il consenso all'installazione dei cookie nell'ambito del proprio sito anche per quelli installati dalle "terze parti".
In primo luogo, l'editore dovrebbe avere sempre gli strumenti e la capacità economico-giuridica di farsi carico degli adempimenti delle terze parti e dovrebbe quindi anche poter verificare di volta in volta la corrispondenza tra quanto dichiarato dalle terze parti e le finalità da esse realmente perseguite con l'uso dei cookie. Ciò è reso assai arduo dal fatto che l'editore spesso non conosce direttamente tutte le terze parti che installano cookie tramite il proprio sito e, quindi, neppure la logica sottesa ai relativi trattamenti. Inoltre, non di rado tra l'editore e le terze parti si frappongono soggetti che svolgono il ruolo di concessionari, risultando di fatto molto complesso per l'editore il controllo sull'attività di tutti i soggetti coinvolti.

I cookie terze parti potrebbero, poi, essere nel tempo modificati dai terzi fornitori e risulterebbe poco funzionale chiedere agli editori di tenere traccia anche di queste modifiche successive.

Occorre tenere conto inoltre del fatto che spesso gli editori, che comprendono anche persone fisiche e piccole imprese, sono la parte più "debole" del rapporto. Laddove invece le terze parti sono solitamente grandi società caratterizzate da notevole peso economico, servono normalmente una pluralità di editori e possono essere, rispetto al singolo editore, anche molto numerose.

Si ritiene pertanto che, anche in ragione delle motivazioni sopra indicate, non si possa obbligare l'editore ad inserire sull'home page del proprio sito anche il testo delle informative relative ai cookie installati per il suo tramite dalle terze parti. Ciò determinerebbe peraltro una generale mancanza di chiarezza dell'informativa rilasciata dall'editore, rendendo nel contempo estremamente faticosa per l'utente la lettura del documento e quindi la comprensione delle informazioni in esso contenute, con ciò vanificando anche l'intento di semplificazione previsto dall'art. 122 del Codice.

Analogamente, per quanto concerne l'acquisizione del consenso per i cookie di profilazione, dovendo necessariamente -per le ragioni suesposte  tenere distinte le rispettive posizioni di editori e terze parti, si ritiene che gli editori, con i quali gli utenti instaurano un rapporto diretto tramite l'accesso al relativo sito, assumono necessariamente una duplice veste.

Tali soggetti, infatti, da un lato sono titolari del trattamento quanto ai cookie installati direttamente dal proprio sito; dall'altro, non potendo ravvisarsi una contitolarità con le terze parti per i cookie che le stesse installano per il loro tramite, si ritiene corretto considerarli come una sorta di intermediari tecnici tra le stesse e gli utenti. Ed è, quindi, in tale veste che, come si vedrà più avanti, sono chiamati ad operare nella presente deliberazione, con riferimento al rilascio dell'informativa e all'acquisizione del consenso degli utenti online con riguardo ai cookie delle terze parti.

3. Impatto della disciplina in materia di cookie sulla rete.

I cookie svolgono diverse e importanti funzioni nell'ambito della rete. Qualunque decisione in merito alle modalità di informativa e consenso online, riguardando in pratica chiunque abbia un sito Internet, avrà quindi un fortissimo impatto su un numero enorme di soggetti, che presentano peraltro, come si è detto, natura e caratteristiche profondamente diverse tra loro.

Il Garante, consapevole della portata della presente decisione, ritiene pertanto necessario che le misure prescritte nella stessa -ai sensi di quanto previsto dall'art. 122, comma 1, del Codice  siano, da un lato, tali da consentire agli utenti di esprimere scelte realmente consapevoli sull'installazione dei cookie mediante la manifestazione di un consenso espresso e specifico (come previsto dall'art. 23 del Codice) e, dall'altro, presentino il minore impatto possibile in termini di soluzione di continuità della navigazione dei medesimi utenti e della fruizione, da parte loro, dei servizi telematici.

Di tali opposte esigenze, emerse chiaramente anche in occasione della consultazione pubblica e degli incontri tenuti dall'Autorità, si tiene conto in primo luogo nella determinazione delle modalità con le quali rendere l'informativa in forma semplificata.

È peraltro convinzione del Garante che i due temi, dell'informativa e del consenso, vadano necessariamente trattati in maniera congiunta, onde evitare che il ricorso a modalità di espressione del consenso online che richiedano operazioni eccessivamente complesse da parte degli utenti vanifichino la semplificazione realizzata nell'informativa.

4. L'informativa con modalità semplificate e l'acquisizione del consenso online.

Ai fini della semplificazione dell'informativa, si ritiene che una soluzione efficace, che fa salvi i requisiti previsti dall'art. 13 del Codice (compresa la descrizione dei singoli cookie), sia quella di impostare la stessa su due livelli di approfondimento successivi.

Nel momento in cui l'utente accede a un sito web, deve essergli presentata una prima informativa "breve", contenuta in un banner a comparsa immediata sulla home page (o altra pagina tramite la quale l'utente può accedere al sito), integrata da un'informativa "estesa", alla quale si accede attraverso un link cliccabile dall'utente.

Affinché la semplificazione sia effettiva, si ritiene necessario che la richiesta di consenso all'uso dei cookie sia inserita proprio nel banner contenente l'informativa breve. Gli utenti che desiderano avere maggiori e più dettagliate informazioni e differenziare le proprie scelte in merito ai diversi cookie archiviati tramite il sito visitato, possono accedere ad altre pagine del sito, contenenti, oltre al testo dell'informativa estesa, la possibilità di esprimere scelte più specifiche.

4.1. Il banner contenente informativa breve e richiesta di consenso.

Più precisamente, nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni  ossia di dimensioni tali da costituire una percettibile discontinuità nella fruizione dei contenuti della pagina web che si sta visitando  contenente le seguenti indicazioni:

a) che il sito utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall'utente nell'ambito della navigazione in rete;

b) che il sito consente anche l'invio di cookie "terze parti" (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all'informativa estesa, ove vengono fornite indicazioni sull'uso dei cookie tecnici e analytics, viene data la possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

d) l'indicazione che alla pagina dell'informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie;

e) l'indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un'immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie.

Il suindicato banner, oltre a dover presentare dimensioni sufficienti a ospitare l'informativa, seppur breve, deve essere parte integrante dell'azione positiva nella quale si sostanzia la manifestazione del consenso dell'utente. In altre parole, esso deve determinare una discontinuità, seppur minima, dell'esperienza di navigazione: il superamento della presenza del banner al video deve essere possibile solo mediante un intervento attivo dell'utente (appunto attraverso la selezione di un elemento contenuto nella pagina sottostante il banner stesso).

Resta ferma naturalmente la possibilità per gli editori di ricorrere a modalità diverse da quella descritta per l'acquisizione del consenso online all'uso dei cookie degli utenti, sempreché tali modalità assicurino il rispetto di quanto disposto dall'art. 23, comma 3, del Codice.

In conformità con i principi generali, è necessario in ogni caso che dell'avvenuta prestazione del consenso dell'utente sia tenuta traccia da parte dell'editore, il quale potrebbe a tal fine avvalersi di un apposito cookie tecnico, sistema che non sembra particolarmente invasivo (in tal senso, si veda anche il considerando 25 della direttiva 2002/58/CE).

La presenza di tale "documentazione" delle scelte dell'utente consente poi all'editore di non riproporre l'informativa breve alla seconda visita del medesimo utente sullo stesso sito, ferma restando naturalmente la possibilità per l'utente di negare il consenso e/o modificare, in ogni momento e in maniera agevole, le proprie opzioni relative all'uso dei cookie da parte del sito, ad esempio tramite accesso all'informativa estesa, che deve essere linkabile da ogni pagina del sito.

4.2. L'informativa estesa.

L'informativa estesa deve contenere tutti gli elementi previsti dall'art. 13 del Codice, descrivere in maniera specifica e analitica le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all'utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie. Deve essere raggiungibile mediante un link inserito nell'informativa breve, come pure attraverso un riferimento su ogni pagina del sito, collocato in calce alla medesima.

All'interno di tale informativa, deve essere inserito anche il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali l'editore ha stipulato accordi per l'installazione di cookie tramite il proprio sito. Qualora l'editore abbia contatti indiretti con le terze parti, dovrà linkare i siti dei soggetti che fanno da intermediari tra lui e le stesse terze parti. Non si esclude l'eventualità che tali collegamenti con le terze parti siano raccolti all'interno di un unico sito web gestito da un soggetto diverso dall'editore, come nel caso dei concessionari.

Al fine di mantenere distinta la responsabilità degli editori da quella delle terze parti in relazione all'informativa resa e al consenso acquisito per i cookie di queste ultime tramite il proprio sito, si ritiene necessario che gli editori stessi acquisiscano, già in fase contrattuale, i suindicati link dalle terze parti (con ciò intendendosi anche gli stessi concessionari).

Nel medesimo spazio dell'informativa estesa deve essere richiamata la possibilità per l'utente (alla quale fa riferimento anche l'art. 122, comma 2, del Codice) di manifestare le proprie opzioni in merito all'uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni. Qualora, poi, le tecnologie utilizzate dal sito siano compatibili con la versione del browser utilizzata dall'utente, l'editore potrà predisporre un collegamento diretto con la sezione del browser dedicata alle impostazioni stesse.

Si ricorda che l'uso dei cookie rientra tra i trattamenti soggetti all'obbligo di notificazione al Garante ai sensi dell'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, laddove lo stesso sia finalizzato a "definire il profilo o la personalità dell'interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a  monitorare l'utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per fornire i servizi medesimi agli utenti".

L'uso dei cookie è, invece, sottratto all'obbligo di notificazione sulla base di quanto previsto dal provvedimento del Garante del 31 marzo 2004, che ha inserito espressamente, tra i trattamenti esonerati dal suindicato obbligo, quelli "relativi all'utilizzo di marcatori elettronici o di dispositivi analoghi installati, oppure memorizzati temporaneamente, e non persistenti, presso l'apparecchiatura terminale di un utente, consistenti nella sola trasmissione di identificativi di sessione in conformità alla disciplina applicabile, all'esclusivo  fine di agevolare l'accesso ai contenuti di un sito Internet" (deliberazione n. 1 del 31 marzo 2004, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2004 n. 81).

Dal quadro sopra delineato, emerge pertanto che, mentre i cookie di profilazione, i quali hanno caratteristiche di permanenza nel tempo, sono soggetti all'obbligo di notificazione, i cookie che invece hanno finalità diverse e che rientrano nella categoria dei cookie tecnici, ai quali sono assimilabili anche i cookie analytics (v. punto 1, lett. a), del presente provvedimento), non debbono essere notificati al Garante.

6. Tempi di adeguamento.

Come già evidenziato in precedenza, il Garante è consapevole dell'impatto, anche economico, che la disciplina sui cookie avrà sull'intero settore della società dei servizi dell'informazione e, quindi, del fatto che la realizzazione delle misure necessarie a dare attuazione al presente provvedimento richiederà un notevole impegno, anche in termini di tempo.

In ragione di ciò, si ritiene pertanto congruo prevedere un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione della presente decisione in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati dal presente provvedimento di potersi avvalere delle modalità semplificate ivi individuate.

7. Conseguenze del mancato rispetto della disciplina in materia di cookie.

Si ricorda che per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati, oltre che nelle previsioni di cui all'art. 13 del Codice, nel presente provvedimento, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice).

L'installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice).

L'omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, ai sensi di quanto previsto dall'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice).

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE

1. ai sensi degli artt. 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. h), del Codice -ai fini dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa che i gestori di siti web, come meglio specificati in premessa, sono tenuti a fornire agli utenti in relazione ai cookie e agli altri dispositivi installati da o per il tramite del proprio sito  stabilisce che nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni contenente le seguenti indicazioni:

b) che il sito consente anche l'invio di cookie "terze parti" (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all'informativa estesa, che deve contenere le seguenti ulteriori indicazioni relative a:

•  uso dei cookie tecnici e analytics;

•  possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

• possibilità per l'utente di manifestare le proprie opzioni in merito all'uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni;

d) l'indicazione che alla pagina dell'informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie;

e) l'indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un'immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie;

2. ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. c), del Codice  ai fini di mantenere distinta la responsabilità dei gestori di siti web, come meglio specificati in motivazione, da quella delle terze parti  prescrive ai medesimi gestori di acquisire già in fase contrattuale i collegamenti (link) alle pagine web contenenti le informative e i moduli per l'acquisizione del consenso relativo ai cookie delle terze parti (con ciò intendendosi anche i concessionari).

Si dispone che copia del presente provvedimento sia trasmessa al Ministero della giustizia ai fini della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura dell'Ufficio pubblicazione leggi e decreti.

Roma, 8 maggio 2014

IL PRESIDENTE
Soro

IL RELATORE
Soro

IL SEGRETARIO GENERALE
Busia

 

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