NARDO', Lucio Tarricone: "La sinistra, oggi, stenta a ritrovare la sua identità culturale e politica"

"Ritengo che la sinistra neretina, non solo il PD, stia attraversando un periodo difficile e confuso. Dovrebbe avere più coraggio. Si esca dall'ambiguità. Si cominci a fare proposte serie sui problemi che attanagliano la Città. Si dica chiaramente con chi si vuole costruire una alleanza per cercare di vincere le prossime elezioni e governare la Città."

 

NARDO' (Lecce) – Intervista a Lucio Tarricone, Psichiatra, Direttore medico SPDC, Presidente dell'Associazione politico-culturale “Centro Studi Salento Nuovo”.

D - Il suo cognome è quello di una famiglia che ha segnato la storia di Nardò. Per le nuove generazioni il cognome Tarricone, assieme a quello di Leuzzi, rappresenta un passato da non riproporre.

R - «Necessaria una premessa: per mia cultura non mi sottraggo al confronto e mi sforzo sempre di dare una risposta alle domande, anche quando, come in questo caso, sono formulate in modo chiaramente provocatorio. Mi chiedo quali siano le “nuove generazioni” di cui parlate. Forse sono la codarda maschera dietro la quale si cela l’ignoranza e la malafede di chi afferma che i mali del presente sono determinati dal passato, nel maldestro tentativo di creare un alibi per le proprie incapacità? Forse chi artatamente e un po’ vigliaccamente utilizza polemiche sui “figli di papà” per coprire il vuoto che avvolge la sua misera esistenza?

Qui non ci sono “famiglie” che rappresentano clan o poteri forti, né patrimoni ereditati da nobili casati o dubbie origini. Luigi Tarricone e Benedetto Leuzzi, ai quali si fa riferimento, sono stati due protagonisti di una stagione politica e amministrativa molto importante per la storia del nostro paese.

È banale e fuorviante il tentativo di omologazione, che non appartiene al passato ma al presente. Non si può e non si deve dimenticare che Luigi Tarricone e Benedetto Leuzzi sono stati avversari politici, portatori di culture, istanze politiche e sociali differenti. Il loro è stato un confronto a volte aspro ma nel rispetto della persona e ognuno è stato coerente e si è speso per la sua affermazione, certo, e per la parte politica che rappresentava.

Per quanto riguarda la mia famiglia conserviamo e coltiviamo l’orgoglio di un’appartenenza chiara, senza opacità. Un onore che condividiamo con la città in cui nostro padre ha scelto di vivere, mettendo al servizio della collettività la sua intelligenza e il suo impegno, dopo aver vissuto i sacrifici imposti dalle sue origini modeste. La nonna Anna era casalinga, nonno Luciano era contadino, poi è stato militare, agente di custodia, orologiaio e ha fatto anche altri mestieri. Una famiglia come tante, che ha fatto grandi sacrifici, tipici di una generazione che ha faticato per consentire ai figli di studiare e migliorare la propria condizione sociale.

Luigi Tarricone si è impegnato negli studi, giovanissimo ha fatto la guerra in Grecia, caratterizzando il suo comando con disciplina ma soprattutto umanità e buon senso, è stato processato per le lotte delle tabacchine, perseguitato in anni in cui essere Socialisti voleva dire avere una libertà limitata e doversi difendere dai colpi bassi dei tentacoli di un governo conservatore e spesso repressivo. Da professore di Lettere e poi da Preside ha educato generazioni di studenti. Ha fatto poi politica tra la gente, in Consiglio comunale, alla Provincia ed è stato tra i costituenti delle Regioni in una visione fortemente europeista. Insomma è stato un Uomo che ha dato lustro alla Città, ricoprendo ruoli di primo piano nella politica nazionale e alla presidenza della Regione Puglia. Oltre a essere un intellettuale militante, un “visionario”, che ha dato un contributo di spessore allo sviluppo di Nardò e del Salento, senza dimenticare che senza di lui Portoselvaggio sarebbe stato devastato da una colata di cemento, così come l’oasi di Torre Guaceto. Altro che illazioni di bassa lega.

C’è poi la sfera privata, ma questa è un’altra storia, anche se - è evidente - si intreccia con le vicende mie e dei miei fratelli, tutti apprezzati professionisti che non si sono sottratti a dare il loro piccolo o grande contributo alla nostra comunità. Dall’associazionismo alla politica, l’azione di ciascuno di noi è stata animata da spirito di servizio e passione. E questo non è concesso ad alcuno di metterlo in dubbio. Una persona la si valuta dal suo spessore morale e professionale, non certo dal cognome. E sia chiaro io sono orgoglioso del mio cognome e della mia famiglia!»

D- Lei è certamente un uomo di sinistra cresciuto politicamente nel PSI. Per quali ragioni, spesso, è critico nei confronti dell'attuale sinistra e del PD locale?

R - «Essere di sinistra può significare molte cose. Certamente significa credere nella democrazia che è confronto libero e aperto, rispettoso degli orientamenti e degli equilibri che si determinano all'interno dell'organizzazione partitica e che comunque non possono, mai, coartare la libertà di pensiero. La sinistra, oggi, stenta a ritrovare la sua identità culturale e politica e ancor più una strategia progettuale di lungo periodo basata sulla difesa dei valori fondamentali della carta costituzionale. La sinistra dovrebbe tornare a camminare “strada per strada, casa per casa... per conquistare nuovi consensi alla nostra causa, che è la causa della pace, della libertà, del lavoro e del progresso della nostra società” (E. Berlinguer 1984). Avrà la forza e il coraggio di farlo?

Essere critici, a volte, è positivo. Non ci si deve e non ci si può appiattire su posizioni che non si condividono. Il dibattito serio, civile, onesto è l’anima della democrazia. Ritengo che la sinistra neretina, non solo il PD, stia attraversando un periodo difficile e confuso, che riflette la situazione nazionale, regionale e provinciale. Dovrebbe avere più coraggio. Ad esempio, sarebbe il caso che i partiti e movimenti di opposizione, tutti i consiglieri di opposizione dicessero chiaramente, sin da oggi, se il loro candidato alle prossime Regionali è Emiliano. Si esca dall'ambiguità. Si cominci a fare proposte serie sui problemi che attanagliano la Città. Si dica chiaramente con chi si vuole costruire una alleanza per cercare di vincere le prossime elezioni e governare la Città. Oggi mi sembra che molti a sinistra si “vogliano contaminare con tutti” pur di vincere. Facciano pure…».

D - Cosa pensa del governatore Emiliano e del suo famoso detto “ mi contamino con tutti”?

R - «Ho votato Emiliano, pur turandomi il naso, alle scorse Regionali. Non lo voterò se dovesse essere il candidato del centrosinistra. È stato una grande delusione. Pensavo che quel “mi contamino con tutti” fosse un modo di dire. Invece no. Si è contaminato con tutti, veramente. Perfino con CasaPound. Inaccettabile e vergognoso. Vorrei, però, far presente che se Emiliano ha governato e continua a governare “contaminandosi con tutti” è perché gliel'hanno permesso e glielo permettono. E a permetterglielo sono il PD, LEU ovvero le forze di sinistra. Non dimentico e non dimenticherò che Borraccino (Sinistra Italiana) e Abaterusso (LEU ), che fino a pochi mesi fa erano tra gli avversari di Emiliano, oggi sono al suo fianco. Ritornando alla domanda precedente, mi chiedo perché gli iscritti neretini di LEU e tutto il PD neretino non comunichino pubblicamente che non voteranno questi personaggi. Le responsabilità sono anche di chi permette che le cose avvengano».

D - L’ospedale di Nardò è stato declassato a presidio territoriale di assistenza (PTA). Da primario ospedaliero che pensa delle politiche sanitarie della Regione Puglia?

R - «Credo sia doveroso ricordare che l'Ospedale di Nardò non esiste da anni. Quindi parlare di declassamento dell'ospedale non è esatto. È un argomento, anche questo, che richiederebbe spazi e tempi diversi per dibattere esaustivamente della questione. Ritengo che la Sanità non debba essere ospedalocentrica, ma debba avere nei servizi territoriali i suoi punti di forza. Purtroppo, questo nella nostra regione e nella nostra Città non avviene. Le responsabilità sono di tutti. Emiliano in primis. La sanità pugliese, pur avendo punti di eccellenza, non gode di “buona salute”. Sono i dati a dirlo. È mancata e continua a mancare una seria programmazione. Non ci sono controlli. La situazione con i pensionamenti che avverranno nei prossimi mesi con “quota 100” peggiorerà e nessuno si sta ponendo il problema. Mi auguro che la soluzione non sia la chiusura di altri ospedali e servizi. Ho timore che fino alle Regionali del prossimo anno si tirerà a campare. Penso che Emiliano abbia commesso un grave errore ad avocare a sé la delega alle Politiche sanitarie. I risultati non sono affatto positivi».

D - Agricoltura e turismo in Puglia languono, così come rimangono irrisolti, ad esempio, i problemi relativi alla xylella ed allo smaltimento dei rifiuti. Dove si annidano le eventuali responsabilità?

R - «Affermare che si tratta di problemi, tutti, di estrema importanza e complessità è dire poco. Sono problemi la cui risoluzione investe anche il governo centrale e la comunità europea. Mi sembra che la Puglia abbia pensato più a litigare con gli altri interlocutori istituzionali piuttosto che cercare di trovare soluzioni condivise. Il problema della Xylella o dello smaltimento dei rifiuti è estremamente complesso e sarebbe non corretto affrontarlo in poche righe. Anche in questo caso, come per la sanità, Emiliano sta commettendo un gravissimo errore a svolgere anche il ruolo di assessore alle politiche agricole dopo le dimissioni del “destrorso leghista” Di Gioia, arruolato non per meriti ma per bieca convenienza. Settori come la sanità e l’agricoltura richiedono massima attenzione. Per quel che riguarda il turismo, mi sembra che rispetto all’esperienza della giunta Vendola vi sia stato un calo di interesse e di programmazione regionale, complice una gestione più politica che manageriale, come avvenuto nei primi anni di attività dell’Agenzia PugliaPromozione, su quello che è uno dei settori trainanti l'economia pugliese. Non siamo più competitivi e attrattivi rispetto ad altre mete, ultima in ordine di tempo l'Albania, che si aprono ai flussi internazionali”.

D - Cosa pensa della ipotetica vendita del gerontocomio, della demolizione dell'ex palazzo di Città in contrada Incoronata, della cementificazione della Sarparea e dei reflui di Porto Cesareo?

R - «Prima si faceva riferimento a Leuzzi e Tarricone. Se si dovesse rileggere la storia amministrativa di Nardò alla luce delle vicende del gerontocomio e dell'ex palazzo di città si evidenzierebbero molti elementi di comprensione della nostra storia recente. Del perché un ambizioso progetto di sviluppo urbano sia stato reso impossibile da una cattiva amministrazione che, certamente, ha responsabilità ben precise politiche e anche personali. Venendo all’oggi la demolizione dell'ex palazzo di Città potrebbe essere considerata una decisione opportuna, quello che si constata è che il tanto pubblicizzato “urban park”, che dovrebbe sorgere (si dice che l'inaugurazione è prevista il prossimo anno a ridosso delle Regionali) nel luogo dove insisteva l'ex palazzo di città, sembra veramente poca cosa.

Sulla vendita del gerontocomio aleggiano forti dubbi e ombre. Il sindaco Mellone, ad esempio, non ha smentito le dichiarazioni pubbliche del suo predecessore Risi, il quale ha parlato addirittura di “ vendita drogata”. Questo è un fatto gravissimo. Sarebbe opportuno che l'amministrazione Mellone producesse pubblicamente gli atti della vendita. Di certo nell'ex gerontocomio non vi potrà essere alcun “punto nascita”, una delle promesse fatte pubblicamente da Mellone.

L’affaire Sarparea rappresenta un momento di grave arretramento nelle politiche urbanistiche e ambientali di Nardò e rivela la mancanza di coerenza e di un progetto di lungo respiro, l’assenza di una “visione”. Non solo perché Mellone quando era all'opposizione avversava fortemente il progetto di lady Deighton, ma perché viene cancellata l’identità di un territorio, recise le nostre radici. Come avrebbe detto lo storico Pantaleo Ingusci: sono i nuovi barbari!

Stesso discorso per i reflui di Porto Cesareo. Ovvero lo smaltimento dei liquami fognari nel mare di Torre Inserraglio. È arcinoto che l’attuale maggioranza ha affermato che avrebbe risolto il problema dello sversamento dei reflui in mare. Ad oggi la “merda” di Nardò, alla quale si è unita quella di Porto Cesareo, continua ad essere smaltita nel mare di Torre Inserraglio. Valutino i neretini. Tra qualche anno credo che sarà difficile negare che la cementificazione della Sarparea e la canalizzazione degli scarichi di Porto Cesareo in un unico sistema di smaltimento portino la firma di Mellone e della sua Giunta. Ognuno si assume le sue responsabilità...».

D - La proliferazione dei movimenti civici, spesso, ha mortificato idee, principi, valori ed ha incentivato l'autoreferenzialità, l'incompetenza ed il pressappochismo. Cosa si può fare per ripristinare il primato della politica?

R - «La politica è partecipazione, onestà, disinteresse, lungimiranza. Capacità di essere laboratorio di programmi e progetti che siano volano di sviluppo per la città. Ritengo che non sia corretto demonizzare il “civismo” e ritenere i movimenti civici responsabili del degrado della politica. Molti sono espressione di un momento storico e portatori di istanze che i partiti non hanno saputo o voluto intercettare e accogliere. Bisognerebbe riflettere sul perché oggi proliferino i movimenti civici. Discorso a parte meritano i protagonismi e gli individualismi deleteri non meno dei trasformismi e dei salti della quaglia come quelli a cui assistiamo periodicamente nel nostro paese e non solo».

D - Quali sono, a suo avviso, le cose buone poste in essere dal governo Mellone.

R - «Io, credo, che sia presto per fare un bilancio serio dell'attività di questa Giunta. Amministrare ha bisogno di tempo. Nessuno può fare miracoli, ma fare del suo meglio, questo sì. I primi tre anni della amministrazione Mellone sono stati all'insegna del pressappochismo confuso e demagogico. Sono stato sorpreso negativamente dalla totale assenza di una visione strategica della Città, dalle continue bugie, dal dileggio e dall'offesa dell'avversario politico, dai beceri attacchi alla stampa, dalla mancanza di un dibattito interno alla maggioranza, dal rifiuto di un confronto democratico con l'opposizione, non solo consiliare, dal trasformismo continuo, dalla mancanza di trasparenza in alcuni atti amministrativi. (Vedasi delibera di affido a privati dell’impianto di via Kennedy. Semplicemente scandalosa). Vergognoso il comportamento sulla discarica di Castellino e sull' impianto di compostaggio. Giocano con la salute dei neretini. Per dirla tutta, dall'imbarbarimento della vita politica della nostra Città. Eppure la presenza di alcuni “giovani” in questa maggioranza mi aveva fatto pensare che qualcosa di buono per Nardò poteva venire fuori. Mi sbagliavo. Prendiamo atto che sono semplici personaggi in cerca d'autore. Che non troveranno mai».

D - L’ordinanza anticaldo del Sindaco di Nardò può legittimamente essere applicata anche a tutti i lavoratori non immigrati?

R - «Ritengo sbagliato il tentativo di contrapporre, ancora una volta, gli immigrati ai non immigrati. Della serie “prima gli italiani” di scuola salviniana. Mi rifiuto di seguire una deriva che ritengo pericolosa. L'economia agricola in cui sono impiegati i lavoratori stagionali, molti dei quali sono ignobilmente e vergognosamente sfruttati anche nelle nostre campagne, è quella della fatica pura. Che si attribuisca loro una protezione particolare, a tutela anche della dignità umana del lavoratore, è cosa giusta e discuterne attorno poco commendevole. Ho personalmente visto i segni delle torture inflitte a molti degli immigrati e ascoltato i racconti di donne vendute e stuprate nel tentativo di avere una vita più “umana”. Non si dimenticano facilmente questi orrori. Se a Nardò non esiste lo “schiavismo” non si può negare che esista lo sfruttamento, infame e abbietto, di persone bisognose. Il fenomeno del “caporalato” non è di certo una invenzione».

D - Secondo Lei, con quale forze politiche si potrebbe elaborare un progetto effettivo e reale di cambiamento della Città e con quali modalità e tempi individuare il candidato Sindaco?

R - «Con tutte quelle forze e quelle persone che credono nella democrazia, nei valori dell’antifascismo, nella solidarietà, nella giustizia, nell’onestà. Nessuna contaminazione con chi in questi anni ha appoggiato e favorito scelte scellerate. Nessun accordo con chi agisce nell’ambiguità e gioca su più tavoli in attesa di vedere chi vince o può primeggiare. Nessun dialogo con chi è “ amico” dei fascisti. Difficile, molto difficile. Mi sembra che, al momento, stiano prevalendo gli egoismi e gli interessi personali. Sono in molti a “studiare” da candidato sindaco. Sono in tanti ad agitarsi nella ricerca di un candidato “vincente”. Questo la dice lunga sui reali interessi di questi personaggi senza una visione della Nardò che si vorrebbe. Penso che dovranno svolgersi le elezioni regionali per poter capire chi ha a cuore l'interesse della Città e chi il proprio tornaconto personale. Nel frattempo saranno in tanti a giocare...».

D - Lei sarebbe disponibile ad affrontare tale sfida da candidato sindaco?

R - «Se dovessi stare ad alcune considerazioni espresse dovrei dire: no. Il che spiega anche perché tanti neretini, che avrebbero competenze e qualità per amministrare, oggi sono lontani dalla politica. Tuttavia, sono per mia natura realisticamente ottimista e quindi scelgo di rispondere: mai dire mai. Pensando a un paese nel quale abbiamo vissuto, viviamo e amiamo, ho sempre interpretato l’impegno politico come passione e servizio verso il prossimo e non quale mezzo per soddisfare ambizioni personali. Si può fare politica anche senza avere cariche elettive. Credo di averlo ampiamente dimostrato dal 2004 ad oggi, quando mi dimisi da assessore della Giunta Vaglio e abbandonai il partito nel quale militavo (SDI), non condividendone le politiche. Caso forse unico nella storia della nostra città, non accettando candidature che in questi anni mi sono state proposte da più forze politiche nelle varie competizione elettorali. Mi gratifica che in molti mi chiedano un impegno diretto in tal senso. Certo, ho un caratteraccio. Alcuni mi dicono che dovrei essere meno “rigido”. Tradotto dal politichese - chiedo scusa a voi e a chi avrà la bontà e la pazienza di leggere queste righe - di essere “paraculo”. Non lo sarò mai. Così come mai mi “contaminerei con tutti”, tradendo le mie convinzioni, i miei ideali, i miei maestri. C’è tempo per pensarci e per cercare di costruire un'alternativa vincente».  

Angelo Losavio

Marco Marinaci

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Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie - 8 maggio 2014
(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014)

Registro dei provvedimenti
n. 229 dell'8 maggio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTA la direttiva 2002/58/CE del 12 luglio 2002, del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche;

VISTA la direttiva 2009/136/CE del 25 novembre 2009, del Parlamento europeo e del Consiglio, recante modifica della direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in  materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica, della direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa a tutela dei consumatori;

VISTO il decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 69 "Modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice in materia di protezione dei dati personali in attuazione delle direttive 2009/136/CE, in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, e 2009/140/CE in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa a tutela dei consumatori" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2012 n. 126);

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito "Codice") e, in particolare, gli artt. 13, comma 3 e 122, comma 1;

VISTA la precedente deliberazione del Garante recante "Avvio di una consultazione pubblica ai sensi dell'art. 122 volta ad individuare modalità semplificate per l'informativa di cui all'art. 13, comma 3, del Codice in materia di protezione dei dati personali" (Del. n. 359 del 22 novembre 2012, in Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 2012 n. 295);

TENUTO CONTO delle indicazioni fornite sul tema dal Gruppo di lavoro per la tutela dei dati personali ex art. 29, in particolare nella Opinion 04/2012 on Cookie Consent Exemption, adottata il 7 giugno 2012, e nel Working Document 02/2013 providing guidance on obtaining consent for cookies, adottato il 2 ottobre 2013 (disponibili rispettivamente ai link  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_en.pdf e  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2013/wp208_en.pdf);

TENUTO CONTO delle risultanze dei contributi pervenuti al Garante dai principali fornitori di servizi di comunicazione elettronica, nonché dalle associazioni dei consumatori e delle categorie economiche coinvolte che hanno partecipato alla suindicata consultazione pubblica;

CONSIDERATI gli ulteriori elementi emersi in occasione degli incontri tenutisi a settembre 2013 e febbraio 2014 presso l'Autorità, nell'ambito del tavolo di lavoro avviato dalla stessa al fine di sollecitare un nuovo e più diretto confronto con i suindicati soggetti, nonché con esponenti del mondo accademico e della ricerca che si occupano delle tematiche di interesse;

RITENUTO necessario adottare, ai sensi del combinato disposto degli artt. 13, comma 3, 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. c), del Codice, un provvedimento di carattere generale, con il quale  oltre a individuare le modalità semplificate per rendere l'informativa online agli utenti sull'archiviazione dei c.d. cookie sui loro terminali da parte dei siti Internet visitati  si intende fornire idonee indicazioni sulle modalità con le quali procedere all'acquisizione del consenso degli stessi, laddove richiesto dalla legge;

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VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento n. 1/2000;

RELATORE il dott. Antonello Soro;

PREMESSA

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4. L'informativa con modalità semplificate e l'acquisizione del consenso online.

Ai fini della semplificazione dell'informativa, si ritiene che una soluzione efficace, che fa salvi i requisiti previsti dall'art. 13 del Codice (compresa la descrizione dei singoli cookie), sia quella di impostare la stessa su due livelli di approfondimento successivi.

Nel momento in cui l'utente accede a un sito web, deve essergli presentata una prima informativa "breve", contenuta in un banner a comparsa immediata sulla home page (o altra pagina tramite la quale l'utente può accedere al sito), integrata da un'informativa "estesa", alla quale si accede attraverso un link cliccabile dall'utente.

Affinché la semplificazione sia effettiva, si ritiene necessario che la richiesta di consenso all'uso dei cookie sia inserita proprio nel banner contenente l'informativa breve. Gli utenti che desiderano avere maggiori e più dettagliate informazioni e differenziare le proprie scelte in merito ai diversi cookie archiviati tramite il sito visitato, possono accedere ad altre pagine del sito, contenenti, oltre al testo dell'informativa estesa, la possibilità di esprimere scelte più specifiche.

4.1. Il banner contenente informativa breve e richiesta di consenso.

Più precisamente, nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni  ossia di dimensioni tali da costituire una percettibile discontinuità nella fruizione dei contenuti della pagina web che si sta visitando  contenente le seguenti indicazioni:

a) che il sito utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall'utente nell'ambito della navigazione in rete;

b) che il sito consente anche l'invio di cookie "terze parti" (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all'informativa estesa, ove vengono fornite indicazioni sull'uso dei cookie tecnici e analytics, viene data la possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

d) l'indicazione che alla pagina dell'informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie;

e) l'indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un'immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie.

Il suindicato banner, oltre a dover presentare dimensioni sufficienti a ospitare l'informativa, seppur breve, deve essere parte integrante dell'azione positiva nella quale si sostanzia la manifestazione del consenso dell'utente. In altre parole, esso deve determinare una discontinuità, seppur minima, dell'esperienza di navigazione: il superamento della presenza del banner al video deve essere possibile solo mediante un intervento attivo dell'utente (appunto attraverso la selezione di un elemento contenuto nella pagina sottostante il banner stesso).

Resta ferma naturalmente la possibilità per gli editori di ricorrere a modalità diverse da quella descritta per l'acquisizione del consenso online all'uso dei cookie degli utenti, sempreché tali modalità assicurino il rispetto di quanto disposto dall'art. 23, comma 3, del Codice.

In conformità con i principi generali, è necessario in ogni caso che dell'avvenuta prestazione del consenso dell'utente sia tenuta traccia da parte dell'editore, il quale potrebbe a tal fine avvalersi di un apposito cookie tecnico, sistema che non sembra particolarmente invasivo (in tal senso, si veda anche il considerando 25 della direttiva 2002/58/CE).

La presenza di tale "documentazione" delle scelte dell'utente consente poi all'editore di non riproporre l'informativa breve alla seconda visita del medesimo utente sullo stesso sito, ferma restando naturalmente la possibilità per l'utente di negare il consenso e/o modificare, in ogni momento e in maniera agevole, le proprie opzioni relative all'uso dei cookie da parte del sito, ad esempio tramite accesso all'informativa estesa, che deve essere linkabile da ogni pagina del sito.

4.2. L'informativa estesa.

L'informativa estesa deve contenere tutti gli elementi previsti dall'art. 13 del Codice, descrivere in maniera specifica e analitica le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all'utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie. Deve essere raggiungibile mediante un link inserito nell'informativa breve, come pure attraverso un riferimento su ogni pagina del sito, collocato in calce alla medesima.

All'interno di tale informativa, deve essere inserito anche il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali l'editore ha stipulato accordi per l'installazione di cookie tramite il proprio sito. Qualora l'editore abbia contatti indiretti con le terze parti, dovrà linkare i siti dei soggetti che fanno da intermediari tra lui e le stesse terze parti. Non si esclude l'eventualità che tali collegamenti con le terze parti siano raccolti all'interno di un unico sito web gestito da un soggetto diverso dall'editore, come nel caso dei concessionari.

Al fine di mantenere distinta la responsabilità degli editori da quella delle terze parti in relazione all'informativa resa e al consenso acquisito per i cookie di queste ultime tramite il proprio sito, si ritiene necessario che gli editori stessi acquisiscano, già in fase contrattuale, i suindicati link dalle terze parti (con ciò intendendosi anche gli stessi concessionari).

Nel medesimo spazio dell'informativa estesa deve essere richiamata la possibilità per l'utente (alla quale fa riferimento anche l'art. 122, comma 2, del Codice) di manifestare le proprie opzioni in merito all'uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni. Qualora, poi, le tecnologie utilizzate dal sito siano compatibili con la versione del browser utilizzata dall'utente, l'editore potrà predisporre un collegamento diretto con la sezione del browser dedicata alle impostazioni stesse.

Si ricorda che l'uso dei cookie rientra tra i trattamenti soggetti all'obbligo di notificazione al Garante ai sensi dell'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, laddove lo stesso sia finalizzato a "definire il profilo o la personalità dell'interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a  monitorare l'utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per fornire i servizi medesimi agli utenti".

L'uso dei cookie è, invece, sottratto all'obbligo di notificazione sulla base di quanto previsto dal provvedimento del Garante del 31 marzo 2004, che ha inserito espressamente, tra i trattamenti esonerati dal suindicato obbligo, quelli "relativi all'utilizzo di marcatori elettronici o di dispositivi analoghi installati, oppure memorizzati temporaneamente, e non persistenti, presso l'apparecchiatura terminale di un utente, consistenti nella sola trasmissione di identificativi di sessione in conformità alla disciplina applicabile, all'esclusivo  fine di agevolare l'accesso ai contenuti di un sito Internet" (deliberazione n. 1 del 31 marzo 2004, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2004 n. 81).

Dal quadro sopra delineato, emerge pertanto che, mentre i cookie di profilazione, i quali hanno caratteristiche di permanenza nel tempo, sono soggetti all'obbligo di notificazione, i cookie che invece hanno finalità diverse e che rientrano nella categoria dei cookie tecnici, ai quali sono assimilabili anche i cookie analytics (v. punto 1, lett. a), del presente provvedimento), non debbono essere notificati al Garante.

6. Tempi di adeguamento.

Come già evidenziato in precedenza, il Garante è consapevole dell'impatto, anche economico, che la disciplina sui cookie avrà sull'intero settore della società dei servizi dell'informazione e, quindi, del fatto che la realizzazione delle misure necessarie a dare attuazione al presente provvedimento richiederà un notevole impegno, anche in termini di tempo.

In ragione di ciò, si ritiene pertanto congruo prevedere un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione della presente decisione in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati dal presente provvedimento di potersi avvalere delle modalità semplificate ivi individuate.

7. Conseguenze del mancato rispetto della disciplina in materia di cookie.

Si ricorda che per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati, oltre che nelle previsioni di cui all'art. 13 del Codice, nel presente provvedimento, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice).

L'installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice).

L'omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, ai sensi di quanto previsto dall'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice).

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE

1. ai sensi degli artt. 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. h), del Codice -ai fini dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa che i gestori di siti web, come meglio specificati in premessa, sono tenuti a fornire agli utenti in relazione ai cookie e agli altri dispositivi installati da o per il tramite del proprio sito  stabilisce che nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni contenente le seguenti indicazioni:

b) che il sito consente anche l'invio di cookie "terze parti" (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all'informativa estesa, che deve contenere le seguenti ulteriori indicazioni relative a:

•  uso dei cookie tecnici e analytics;

•  possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

• possibilità per l'utente di manifestare le proprie opzioni in merito all'uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni;

d) l'indicazione che alla pagina dell'informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie;

e) l'indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un'immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie;

2. ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. c), del Codice  ai fini di mantenere distinta la responsabilità dei gestori di siti web, come meglio specificati in motivazione, da quella delle terze parti  prescrive ai medesimi gestori di acquisire già in fase contrattuale i collegamenti (link) alle pagine web contenenti le informative e i moduli per l'acquisizione del consenso relativo ai cookie delle terze parti (con ciò intendendosi anche i concessionari).

Si dispone che copia del presente provvedimento sia trasmessa al Ministero della giustizia ai fini della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura dell'Ufficio pubblicazione leggi e decreti.

Roma, 8 maggio 2014

IL PRESIDENTE
Soro

IL RELATORE
Soro

IL SEGRETARIO GENERALE
Busia

 

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