BARI - «La sanità pugliese ha bisogno di risposte non di una competizione a chi alza di più la voce. E trovo francamente paradossale che, mentre l’assessore Pentassuglia porta in Commissione atti, numeri e risultati verificabili, il capogruppo di Fratelli d’Italia scelga di trasformare un confronto istituzionale in uno scontro politico. A Pentassuglia va il nostro pieno sostegno per il lavoro che sta portando avanti con serietà e per la determinazione con cui sta affrontando una delle sfide più importanti per il futuro della Puglia».
«La sanità pugliese ha bisogno di risposte non di una competizione a chi alza di più la voce. E trovo francamente paradossale che, mentre l’assessore Pentassuglia porta in Commissione atti, numeri e risultati verificabili, il capogruppo di Fratelli d’Italia scelga di trasformare un confronto istituzionale in uno scontro politico. A Pentassuglia va il nostro pieno sostegno per il lavoro che sta portando avanti con serietà e per la determinazione con cui sta affrontando una delle sfide più importanti per il futuro della Puglia».
Lo dichiara Stefano Minerva, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale intervenendo dopo quanto accaduto nella Commissione Sanità.
«Nessuno ha mai sostenuto che tutte le Case di comunità siano già pienamente operative. Esiste una differenza sostanziale tra raggiungere gli obiettivi infrastrutturali del PNRR e garantire la completa attivazione dei servizi. Una differenza che l’assessore ha spiegato con chiarezza e che chi ricopre responsabilità istituzionali dovrebbe conoscere. Vale la pena peraltro ricordare che quando, nell’aprile del 2021, il Parlamento fu chiamato ad approvare il PNRR Fratelli d’Italia scelse di astenersi e che se quella posizione avesse prevalso con ogni probabilità non avremmo nemmeno una Casa di comunità.
C’è poi una domanda che vorremmo rivolgere a Fratelli d’Italia: una volta realizzate le strutture con quali risorse pensano di farle funzionare? Perché dentro quelle Case di comunità devono esserci medici, infermieri, professionisti sanitari. E sul personale, sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale e sulla possibilità per le Regioni di garantire nuovi servizi, il Governo nazionale ha responsabilità precise.
Le Case di comunità non sono un trofeo da esibire né un bersaglio da colpire per guadagnare qualche titolo di giornale. Sono luoghi nei quali un anziano dovrà poter ricevere assistenza vicino a casa, un malato cronico essere seguito senza ricorrere continuamente all’ospedale, una famiglia trovare risposte senza affrontare interminabili attese. È questa la sanità territoriale che vogliamo costruire.
E se l’opposizione vuole davvero contribuire a renderla possibile anziché alimentare scontri in Commissione cominci a pretendere dal Governo che sostiene le risorse e il personale necessari a far funzionare quelle strutture. I cittadini non hanno bisogno di assistere a una guerra tra istituzioni ma di poter entrare in una Casa di comunità e trovare qualcuno che si prenda cura di loro. Ed è su questo che noi continueremo a lavorare».