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Inserito 22 Settembre 2026
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da Redazione
«È davvero paradossale che si scateni un putiferio per la legittima decisione della Giunta Poli Bortone di vagliare e approvare la programmazione annuale della Biblioteca comunale OgniBene. Uno spazio pubblico di tutti, e non solo di una parte ...»
LECCE - Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, presidente del gruppo Fratelli d’Italia.
«La cultura non è un feudo. Peccato che la sinistra se lo ricordi solo quando sono “gli altri” a volerlo “occupare”.
È davvero paradossale che si scateni un putiferio per la legittima decisione della Giunta Poli Bortone di vagliare e approvare la programmazione annuale della Biblioteca comunale OgniBene. Uno spazio pubblico di tutti, e non solo di una parte, sempre la stessa parte, quella che s’intesta una presunta superiorità culturale e pretende di continuare ad usare in maniera esclusiva un contenitore culturale collettivo.
Fa specie l’attacco scomposto di certi esponenti politici cittadini, che hanno la sfacciataggine di accusare il sindaco Adriana Poli Bortone e la sua Giunta di ciò in cui si sono dimostrati maestri: il controllo bolscevico di uno spazio civico nato per essere libero, aperto e partecipato.
La delibera della Giunta Poli Bortone non è un atto di censura, bensì un doveroso esercizio di responsabilità amministrativa. È compito di un'amministrazione comunale democratica guidare, pianificare e vigilare sulle attività finanziate con i soldi dei contribuenti, garantendo pluralismo, trasparenza e aderenza alle linee programmatiche scelte dai cittadini.
La verità è che la sinistra – non solo a Lecce, quando era alla guida del Comune – ma in tutta la Puglia da oltre vent’anni, ha monopolizzato la cultura facendone un serbatorio di propaganda e voti, per gli amici e per gli amici degli amici. Sempre gli stessi, sempre selezionati e finanziati in bandi pubblici spesso “sartoriali”: una cerchia di “eletti” che campa grazie ai soldi dei pugliesi.
Esprimiamo pieno e convinto sostegno al sindaco Poli Bortone e alla sua Giunta. Non arretrino di un passo di fronte all’arroganza di chi, sotto la bandiera di una falsa indipendenza, tenta di difendere fortini di potere e consenso. La cultura a Lecce torna ad essere di tutti, finalmente aperta all'intera comunità».