Deposito nazionale rifiuti radioattivi. Marco Galante (M5S): “Mozione approvata in Consiglio segnale importante per ribadire il no della Puglia. Nessuna decisione sarà calata dall’alto”

 “La mozione approvata oggi all’unanimità in Consiglio regionale, firmata da tutti i capigruppo, è importante per ribadire il no alla potenziale localizzazione in Puglia e Basilicata del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi."


BARI - “La mozione approvata oggi all’unanimità in Consiglio regionale, firmata da tutti i capigruppo, è importante per ribadire il no alla potenziale localizzazione in Puglia e Basilicata del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Lo ribadiamo ancora una volta: nessuna decisione sarà calata dall’alto. La pubblicazione della Carta Nazionale Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che vede Altamura, Gravina e Laterza tra i 67 siti potenzialmente idonei, segna l’inizio di un confronto tra enti locali e Governo per arrivare, nel rispetto dei principi della partecipazione, alla individuazione del sito maggiormente idoneo a minimizzare i rischi connessi al deposito di rifiuti radioattivi”.

 

Lo dichiara il consigliere del M5S Marco Galante sulla mozione approvata in Consiglio regionale sulla localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi

 

“Dal 5 gennaio - continua Galante - si è entrati nella fase della consultazione pubblica, per questo è fondamentale l’istituzione della cabina di regia regionale prevista dalla mozione che, fornirà supporto tecnico e giuridico ai Comuni interessati ai fini della presentazione di osservazioni dettagliate e approfondite alla SOGIN. Ogni decisione deve essere assunta garantendo la massima partecipazione delle comunità locali e delle istituzioni che le rappresentano. Il Deposito Nazionale è un intervento fondamentale per permettere all’Italia di gestire in modo sicuro i rifiuti radioattivi che ora sono stoccati in siti non idonei, ma deve essere realizzato in una zona che presenti caratteristiche idonee a minimizzare i rischi e gli effetti negativi in termini di sostenibilità ambientale, di sviluppo sociale turistico ed economico e di impatto cumulativo dovuto alla presenza di altri impianti ed attività che producono esternalità ambientali e sanitarie negative. I siti individuati come potenzialmente idonei a cavallo tra Puglia e Basilicata sono aree ad alta vocazione turistica, alcune ricadenti nell’area del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, per questo vanno tutelate. Puglia e Basilicata hanno già pagato tanto da un punto di vista ambientale e sanitario, basti pensare all’Ilva, alla Raffineria ENI, ai pozzi petroliferi in Val d’Agri, e non possono essere ulteriormente penalizzate. Siamo certi che in sede di discussione con gli enti locali verranno chiariti tutti questi aspetti. Noi continueremo a difendere gli interessi della Puglia”.