RIFIUTI, IGNAZIO ZULLO: "EMILIANO, IL PRESIDENTE DELLA LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE NON FA PARTECIPARE ALLE DECISIONI NEPPURE LA SUA MAGGIORANZA"

"Praticamente decide tutto lui con qualche dirigente fedelissimo, anche quando la competenza appartiene a qualche assessore che puntualmente viene ignorato."

 

BARI - Il presidente del gruppo regionale di Direzione Italia, Ignazio Zullo, si associa alla richiesta di dimissione del Dg dell’Ager.

"Stentiamo a credere che il presidente Emiliano fautore della Legge sulla Partecipazione, colui che difende a denti stretti, contro i fantomatici “poteri forti”, l’autonomia dei territori – si pensi a Tap e Ilva – poi prende decisioni senza consultare né i territori, ma per quello che appare anche la sua stessa maggioranza. Praticamente decide tutto lui con qualche dirigente fedelissimo, anche quando la competenza appartiene a qualche assessore che puntualmente viene ignorato.

E’ il caso del Piano di dislocazione degli impianti pubblici per il trattamento dei rifiuti che sembra praticamente imposto dall’alto sui territori senza che siano stati consultati non solo i cittadini, ma anche i rappresentati eletti di questi. Altrimenti non si spiegherebbero le dichiarazioni di un consigliere regionale serio e autorevole come Ruggiero Mennea del Pd, lo stesso partito di Emiliano, che oggi chiede addirittura le dimissioni del direttore generale dell’Ager (Agenzia regionale dei Rifiuti), Grandaliano. Mennea, non un consigliere dell’opposizione, per ben due volte ha ufficialmente chiesto notizie sullo stato della progettazione di suddetti impianti, ma non ha mai ricevuto risposte in merito. Anzi quelle ricevute dal Dg in questione sono la dimostrazione di come questi direttori voluti da Emiliano in ogni settore strategico della Puglia non solo servono a commissariare gli assessori, ma anche ad agire in disprezzo delle Istituzioni. Per questo ci uniamo nella richiesta di dimissioni di Grandaliano.

Questo è Emiliano! Un presidente che accusa i governi nazionali e poi si comporta peggio di loro. Un presidente bravo con le chiacchiere che hanno, ormai, stancato tutti. Pure i suoi consiglieri di maggioranza."