DPCM: cosa realmente prevede? Osservazioni e riflessioni

 "E’ stato pubblicato ed emesso il nuovo ed ennesimo DPCM finalizzato a contrastare, almeno sulla carta, la diffusione del contagio connesso al Covid 19. Sin da subito viene introdotta una novità spiacevole ma praticamente passata inosservata: non si parla più di congiunti ma di conviventi."




FIRENZE - Nota dell'ADUC (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori).

"E’ stato pubblicato ed emesso il nuovo ed ennesimo DPCM finalizzato a contrastare, almeno sulla carta, la diffusione del contagio connesso al Covid 19.

Contestualmente all’emanazione del nuovo decreto sono state pubblicate molteplici notizie, alcune veritiere altre meno, che hanno scatenato l’ironia sui social media soprattutto in relazione alla presunta segnalazione di feste private.

Niente di più sbagliato: non esiste il divieto di feste private poiché le stesse sono semplicemente “fortemente sconsigliate”.

Il DPCM, tuttavia, ha introdotto molteplici novità ed alcune di esse, che avrebbero meritato maggiore attenzione, sono passate in sordina.

Prima di segnalare quelli che, almeno per chi scrive, sono i passaggi salienti del DPCM bisogna rilevare che lo stesso è stato scritto, soprattutto in alcuni punti, malissimo.

Il cambio di idea su alcune restrizioni è oltremodo chiaro e purtroppo questa confusione non potrà che dare adito a dubbi interpretativi e a contestazioni.

Una delle poche certezze legate a questo DPCM è che lo stesso ha durata sino al 13 Novembre 2020; in quella data dovrà essere sostituito.

Si apre, quindi, la stagione dei decreti, che potrebbe portare alla fine del mese di Novembre all’emanazione di un DPCM contenente regole ancora più stringenti.

Ulteriore certezza è che alcuni settori, quali la scuola ed il trasporto pubblico, sono stati trattati con superficialità, con l’inevitabile conseguenza che si hanno regole severe in alcuni ambiti mentre in altri si va allo sbaraglio.

Ciò comporta che anche regole giuste e corrette vengano considerate delle barzellette.

Il decreto risulta essere decisamente lungo rispetto ai precedenti, si compone di dodici (12) articoli.

Pertanto faremo una disamina solo di alcuni articoli e solo dei commi contenenti le previsioni di maggiore rilievo.

L’articolo più rilevante, poiché ricco di statuizioni, è l’articolo 1 denominato: misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale.

Al I comma si prevede che su tutto il territorio nazionale è obbligatorio indossare sempre la mascherina.

Piccola precisazione: l’obbligo di indossare la mascherina è sempre stato in vigore anche nei luoghi aperti ma solo quando non era possibile mantenere la distanza di sicurezza.

Successivamente, indipendentemente dalla distanza che poteva essere mantenuta, dalle 18 alle 06 la mascherina andava sempre indossata.

Inutile dire che queste regole non sono state rispettate.

Dal 13.10 la mascherina DEVE sempre essere indossata ANCHE nei luoghi aperti.

Sono previste delle eccezioni: la mascherina può essere tolta solo e soltanto se i luoghi e le circostanze garantiscono in modo continuativo la condizione di isolamento.

Facciamo attenzione: non viene chiarito cosa si intenda con questa espressione e rimane la discrezionalità degli accertatori circa l’opportunità di elevare o meno la multa.

L’invito è quello alla prudenza poiché una multa pari ad € 400,00 potrebbe sempre arrivare!

Rimangono ferme le esenzioni precedentemente stabilite: ovvero soggetti che stanno svolgendo attività sportiva, bambini di età inferiore ai sei anni e persone affette da gravi disabilità che rendono incompatibili con le stesse l’utilizzo della mascherina.

Sin da subito viene introdotta una novità spiacevole ma praticamente passata inosservata: non si parla più di congiunti ma di conviventi.

La differenza è enorme.

Un congiunto è un parente, quindi poco importa se ci si vive o meno, e finora potevamo tranquillamente rimanere con gli stessi anche senza mascherina.

Adesso si parla di conviventi.

Di fatto possiamo rimanere senza mascherina vicino alle persone, penso agli studenti, con cui dividiamo casa ma non possiamo con sorelle, fratelli o genitori a meno che non si viva insieme.

Addirittura la norma consiglia fortemente di tenere la mascherina anche in casa, o nelle abitazioni private, quando si è alla presenza di persone non conviventi.

Questo cosa comporta?

Lo scopriremo solo tra un po' di tempo perché unendo questa previsione, con il divieto di feste in luoghi pubblici e privati, l’obbligo di mantenere sempre la distanza di sicurezza interpersonale e con il consiglio di non essere più di sei in casa, il rischio che venga contestato l’assembramento è dietro l’angolo.

Al 4 comma viene introdotta una bella novità ovvero che le mascherine non debbono essere necessariamente chirurgiche. Viene, infatti, previsto che possano essere utilizzate le mascherine di comunità.

Cosa sono?

Si tratta di quelle mascherine monouso oppure anche auto-prodotte che devono essere multistrato, altrimenti non proteggono, e che garantiscono comfort e respirabilità.

Al 6 comma si prevede che tutti abbiamo l’obbligo di rimanere a casa se hanno la febbre, lett. A, il limite è 37.5, e che dobbiamo contattare il nostro medico curante.

Si può ancora frequentare parchi, ville e giardini pubblici, lett. B, ma solo se si mantiene la distanza di sicurezza e si evitano assembramenti.

Ricordiamo la regola dei conviventi perché la multa potrebbe scattare anche se siamo al parco con i nostri figli o cuccioli e ci mettiamo a chiacchierare, senza mantenere la distanza, con nostra madre o altri familiari.

E’ previsto, alla lett. E, che ci possa essere la presenza del pubblico per gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra ma non oltre 1000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e 200 per le manifestazioni al chiuso. Si deve sempre mantenere la distanza di sicurezza, sia frontalmente che lateralmente, e va indossata la mascherina.

Consentito di andare in palestra, lett. F, ma con la turnazione, vietati gli assembramenti e il mancato rispetto della distanza di sicurezza.

Nonostante alcuni pareri contrari sono consentiti anche gli sport di contatto, lett. G, ma per assurdo rimangono chiuse le sale da ballo e le discoteche, lett. N.

Le manifestazioni sono consentite, lett. I, ma in maniera statica e col rispetto delle distanze di sicurezza e delle misure di contenimento.

La lettera N costituisce il pomo della discordia ed è quella che è stata interpretata malissimo ed ha originato tutti i meme sulle segnalazioni.

Che prevede?

“Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo o discoteche e locali assimilati, all’aperto e al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso o all’aperto. Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose sono consentire con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di evitare feste, nonché di evitare di ricevere persone non conviventi di numero superiore a sei”

Leggendo questo passaggio si nota sia il repentino cambio di rotta circa le restrizioni all’interno delle case dei singoli cittadini, sia l’assoluta confusione generata da una norma che avrebbe dovuto essere riscritta.

Dapprima si legge che sono vietate feste in luoghi chiusi ove, in assenza di specifiche ad esempio la dicitura locali commerciali, associazioni e club, rientrano anche le abitazioni private e successivamente si legge in casa, ovvero abitazioni private, vi sconsigliamo di fare feste e di invitare più di sei persone non conviventi.

La multa è dietro l’angolo!

Chi sono i conviventi?

Teoricamente coloro i quali hanno la medesima residenza.

Quindi chiunque viva insieme ma non abbia la medesima residenza non può essere definito convivente.

Ipotizziamo che il Legislatore abbia pensato, ma avrebbe dovuto spiegarlo, che conviventi sono tutti coloro che vivono insieme, tra questi comunque potrebbero non rientrare i familiari, anche quelli più stretti.

La mascherina, quindi, va sempre indossata e va rispettata la distanza di sicurezza, in virtù delle previsioni precedentemente indicate.

Per assurdo se una persona vive in una casa piccola ed invita i suoi familiari, senza superare il limite di sei persone, in caso di segnalazione, potrebbe essere multato poiché non indossare la mascherina e non rispettare le distanze comporta la creazione di un assembramento e, quindi, la legittimità di una multa!

Alla fine il cambio di rotta è servito solo a creare un limite maggiore.

Partendo dal presupposto di fatto che rispettare le regole avrebbe evitato l’emanazione di un nuovo DPCM, adesso, per evitare multe e restrizioni ulteriori, occorre evitare feste ed eccessivo affollamento nelle case.

Lett. S prevede la sospensione dei viaggi di istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche.

Lett. Z per il momento, ma la discrezionalità è lasciata a Regione e Province, possono proseguire le attività dei centri benessere, dei centri termali, dei centri culturali e dei centri sociali.

Rimangono ulteriori quesiti che sono passati inosservati ma che sono stati comunque disciplinati.

Cosa succede se dobbiamo andare al Pronto Soccorso (PS) oppure dobbiamo accompagnare qualcuno?

Cosa succede se abbiamo un genitore o un caro accolto in una RSA?

La risposta viene data dalla lett. aa) e dalla lett. bb) che prevedono il divieto per gli accompagnatori dei pazienti di rimanere nelle sale di attesa dei PS e della DEA mentre alle RSA si potrà accedere solo nei casi che saranno discrezionalmente indicati dalle singole strutture.

Cosa succede ai pub e ai ristoranti?

Questa norma è molto importante.

La risposta è data dalla lett. ee) che prevede che le attività di ristorazione, di cui vengono esplicitamente fatti rientrare anche i pub ed i bar, possono essere esercitate sino alle 24 con consumo al tavolo e sino alle 21 in assenza di consumo al tavolo.

Rimane garantita la consegna a domicilio e l’asporto.

E’ vietata la consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21 e anche prima delle 21 è consentita solo se si evita l’assembramento e si mantiene la distanza di sicurezza.

Cosa succede ai lavoratori anche se non dipendenti?

Le attività dovrebbero essere svolte in smart working, devono essere incentivate le ferie ed i congedi retribuiti.

Devono essere previsti protocolli più severi anti-contagio e devono essere incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi.

I successivi articoli del DPCM non assumono particolare rilevanza poiché si limitano a ribadire le normative precedentemente emanate, tanto per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali, quanto relativamente ai viaggi e agli spostamenti.

Piccola nota va dedicata all’art. 11, denominato esecuzione e monitoraggio, il quale prevede che sia il Prefetto ad assicurare il rispetto delle misure tutte contenute nel decreto.
 

Il rispetto potrà essere assicurato avvalendosi delle Forze di polizia, dei Vigili del Fuoco, Ispettorato del Lavoro e Carabinieri.

Appare evidente che chiunque possa intervenire per assicurare il rispetto delle norme.

A parere di chi scrive il rischio che ci possa essere un DPCM più stringente è palese, perché basta sostituire le parole fortemente sconsigliato con divieto, basta eliminare i limiti orari delle 24 e delle 21 per arrivare nuovamente alla chiusura di talune attività.

Ritengo che combinando alcune delle previsioni di questo DPCM sia molto facile elevare multe sia rendere impossibile una univoca interpretazione delle stesse.

Penso che la genericità delle norme, la discrezionalità concessa e il coordinamento di vari divieti consentano di bypassare l’intento del Legislatore di non entrare in casa dei singoli cittadini.

Non entrerà il Legislatore ma di sicuro basta una telefonata per segnalare o denunciare un assembramento per far entrare, intervenire, le forze dell’Ordine.

Qui il nuovo

DPCM:  https://www.aduc.it/articolo/coronavirus+nuove+misure+fronteggiare+emergenza_31855.php

Sara Astorino, legale, consulente Aduc"

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Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie - 8 maggio 2014
(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014)

Registro dei provvedimenti
n. 229 dell'8 maggio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTA la direttiva 2002/58/CE del 12 luglio 2002, del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche;

VISTA la direttiva 2009/136/CE del 25 novembre 2009, del Parlamento europeo e del Consiglio, recante modifica della direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in  materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica, della direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa a tutela dei consumatori;

VISTO il decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 69 "Modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice in materia di protezione dei dati personali in attuazione delle direttive 2009/136/CE, in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, e 2009/140/CE in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa a tutela dei consumatori" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2012 n. 126);

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito "Codice") e, in particolare, gli artt. 13, comma 3 e 122, comma 1;

VISTA la precedente deliberazione del Garante recante "Avvio di una consultazione pubblica ai sensi dell'art. 122 volta ad individuare modalità semplificate per l'informativa di cui all'art. 13, comma 3, del Codice in materia di protezione dei dati personali" (Del. n. 359 del 22 novembre 2012, in Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 2012 n. 295);

TENUTO CONTO delle indicazioni fornite sul tema dal Gruppo di lavoro per la tutela dei dati personali ex art. 29, in particolare nella Opinion 04/2012 on Cookie Consent Exemption, adottata il 7 giugno 2012, e nel Working Document 02/2013 providing guidance on obtaining consent for cookies, adottato il 2 ottobre 2013 (disponibili rispettivamente ai link  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_en.pdf e  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2013/wp208_en.pdf);

TENUTO CONTO delle risultanze dei contributi pervenuti al Garante dai principali fornitori di servizi di comunicazione elettronica, nonché dalle associazioni dei consumatori e delle categorie economiche coinvolte che hanno partecipato alla suindicata consultazione pubblica;

CONSIDERATI gli ulteriori elementi emersi in occasione degli incontri tenutisi a settembre 2013 e febbraio 2014 presso l'Autorità, nell'ambito del tavolo di lavoro avviato dalla stessa al fine di sollecitare un nuovo e più diretto confronto con i suindicati soggetti, nonché con esponenti del mondo accademico e della ricerca che si occupano delle tematiche di interesse;

RITENUTO necessario adottare, ai sensi del combinato disposto degli artt. 13, comma 3, 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. c), del Codice, un provvedimento di carattere generale, con il quale  oltre a individuare le modalità semplificate per rendere l'informativa online agli utenti sull'archiviazione dei c.d. cookie sui loro terminali da parte dei siti Internet visitati  si intende fornire idonee indicazioni sulle modalità con le quali procedere all'acquisizione del consenso degli stessi, laddove richiesto dalla legge;

CONSIDERATO che la disciplina relativa all'uso dei c.d. cookie riguarda anche altri strumenti analoghi (come ad esempio web beacon/web bug, clear GIF o altri), che consentono l'identificazione dell'utente o del terminale e che quindi devono essere ricompresi nell'ambito del presente provvedimento;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento n. 1/2000;

RELATORE il dott. Antonello Soro;

PREMESSA

1. Considerazioni preliminari.

I cookie sono stringhe di testo di piccole dimensioni che i siti visitati dall'utente inviano al suo terminale (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Nel corso della navigazione su un sito, l'utente può ricevere sul suo terminale anche cookie che vengono inviati da siti o da web server diversi (c.d. "terze parti"), sui quali possono risiedere alcuni elementi (quali, ad esempio, immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine di altri domini) presenti sul sito che lo stesso sta visitando.

I cookie, solitamente presenti nei browser degli utenti in numero molto elevato e a volte anche con caratteristiche di ampia persistenza temporale, sono usati per differenti finalità: esecuzione di autenticazioni informatiche, monitoraggio di sessioni, memorizzazione di informazioni su specifiche configurazioni riguardanti gli utenti che accedono al server, ecc.

Al fine di giungere a una corretta regolamentazione di tali dispositivi, è necessario distinguerli  posto che non vi sono delle caratteristiche tecniche che li differenziano gli uni dagli altri  proprio sulla base delle finalità perseguite da chi li utilizza. In tale direzione si è mosso, peraltro, lo stesso legislatore, che, in attuazione delle disposizioni contenute nella direttiva 2009/136/CE, ha ricondotto l'obbligo di acquisire il consenso preventivo e informato degli utenti all'installazione di cookie utilizzati per finalità diverse da quelle meramente tecniche (cfr. art. 1, comma 5, lett. a), del d. lgs. 28 maggio 2012, n. 69, che ha modificato l'art. 122 del Codice).

Al riguardo, e ai fini del presente provvedimento, si individuano pertanto due macro-categorie: cookie "tecnici" e cookie "di profilazione".

a. Cookie tecnici.

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice).

Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate); cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso; cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.

Per l'installazione di tali cookie non è richiesto il preventivo consenso degli utenti, mentre resta fermo l'obbligo di dare l'informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice, che il gestore del sito, qualora utilizzi soltanto tali dispositivi, potrà fornire con le modalità che ritiene più idonee.

b. Cookie di profilazione.

I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. In ragione della particolare invasività che tali dispositivi possono avere nell'ambito della sfera privata degli utenti, la normativa europea e italiana prevede che l'utente debba essere adeguatamente informato sull'uso degli stessi ed esprimere così il proprio valido consenso.

Ad essi si riferisce l'art. 122 del Codice laddove prevede che "l'archiviazione delle informazioni nell'apparecchio terminale di un contraente o di un utente o l'accesso a informazioni già archiviate sono consentiti unicamente a condizione che il contraente o l'utente abbia espresso il proprio consenso dopo essere stato informato con le modalità semplificate di cui all'articolo 13, comma 3" (art. 122, comma 1, del Codice).

2. Soggetti coinvolti: editori e "terze parti".

Un ulteriore elemento da considerare, ai fini della corretta definizione della materia in esame, è quello soggettivo. Occorre, cioè, tenere conto del differente soggetto che installa i cookie sul terminale dell'utente, a seconda che si tratti dello stesso gestore del sito che l'utente sta visitando (che può essere sinteticamente indicato come "editore") o di un sito diverso che installa cookie per il tramite del primo (c.d. "terze parti").

Sulla base di quanto emerso dalla consultazione pubblica, si ritiene necessario che tale distinzione tra i due soggetti sopra indicati venga tenuta in debito conto anche al fine di individuare correttamente i rispettivi ruoli e le rispettive responsabilità, con riferimento al rilascio dell'informativa e all'acquisizione del consenso degli utenti online.

Vi sono molteplici motivazioni per le quali non risulta possibile porre in capo all'editore l'obbligo di fornire l'informativa e acquisire il consenso all'installazione dei cookie nell'ambito del proprio sito anche per quelli installati dalle "terze parti".
In primo luogo, l'editore dovrebbe avere sempre gli strumenti e la capacità economico-giuridica di farsi carico degli adempimenti delle terze parti e dovrebbe quindi anche poter verificare di volta in volta la corrispondenza tra quanto dichiarato dalle terze parti e le finalità da esse realmente perseguite con l'uso dei cookie. Ciò è reso assai arduo dal fatto che l'editore spesso non conosce direttamente tutte le terze parti che installano cookie tramite il proprio sito e, quindi, neppure la logica sottesa ai relativi trattamenti. Inoltre, non di rado tra l'editore e le terze parti si frappongono soggetti che svolgono il ruolo di concessionari, risultando di fatto molto complesso per l'editore il controllo sull'attività di tutti i soggetti coinvolti.

I cookie terze parti potrebbero, poi, essere nel tempo modificati dai terzi fornitori e risulterebbe poco funzionale chiedere agli editori di tenere traccia anche di queste modifiche successive.

Occorre tenere conto inoltre del fatto che spesso gli editori, che comprendono anche persone fisiche e piccole imprese, sono la parte più "debole" del rapporto. Laddove invece le terze parti sono solitamente grandi società caratterizzate da notevole peso economico, servono normalmente una pluralità di editori e possono essere, rispetto al singolo editore, anche molto numerose.

Si ritiene pertanto che, anche in ragione delle motivazioni sopra indicate, non si possa obbligare l'editore ad inserire sull'home page del proprio sito anche il testo delle informative relative ai cookie installati per il suo tramite dalle terze parti. Ciò determinerebbe peraltro una generale mancanza di chiarezza dell'informativa rilasciata dall'editore, rendendo nel contempo estremamente faticosa per l'utente la lettura del documento e quindi la comprensione delle informazioni in esso contenute, con ciò vanificando anche l'intento di semplificazione previsto dall'art. 122 del Codice.

Analogamente, per quanto concerne l'acquisizione del consenso per i cookie di profilazione, dovendo necessariamente -per le ragioni suesposte  tenere distinte le rispettive posizioni di editori e terze parti, si ritiene che gli editori, con i quali gli utenti instaurano un rapporto diretto tramite l'accesso al relativo sito, assumono necessariamente una duplice veste.

Tali soggetti, infatti, da un lato sono titolari del trattamento quanto ai cookie installati direttamente dal proprio sito; dall'altro, non potendo ravvisarsi una contitolarità con le terze parti per i cookie che le stesse installano per il loro tramite, si ritiene corretto considerarli come una sorta di intermediari tecnici tra le stesse e gli utenti. Ed è, quindi, in tale veste che, come si vedrà più avanti, sono chiamati ad operare nella presente deliberazione, con riferimento al rilascio dell'informativa e all'acquisizione del consenso degli utenti online con riguardo ai cookie delle terze parti.

3. Impatto della disciplina in materia di cookie sulla rete.

I cookie svolgono diverse e importanti funzioni nell'ambito della rete. Qualunque decisione in merito alle modalità di informativa e consenso online, riguardando in pratica chiunque abbia un sito Internet, avrà quindi un fortissimo impatto su un numero enorme di soggetti, che presentano peraltro, come si è detto, natura e caratteristiche profondamente diverse tra loro.

Il Garante, consapevole della portata della presente decisione, ritiene pertanto necessario che le misure prescritte nella stessa -ai sensi di quanto previsto dall'art. 122, comma 1, del Codice  siano, da un lato, tali da consentire agli utenti di esprimere scelte realmente consapevoli sull'installazione dei cookie mediante la manifestazione di un consenso espresso e specifico (come previsto dall'art. 23 del Codice) e, dall'altro, presentino il minore impatto possibile in termini di soluzione di continuità della navigazione dei medesimi utenti e della fruizione, da parte loro, dei servizi telematici.

Di tali opposte esigenze, emerse chiaramente anche in occasione della consultazione pubblica e degli incontri tenuti dall'Autorità, si tiene conto in primo luogo nella determinazione delle modalità con le quali rendere l'informativa in forma semplificata.

È peraltro convinzione del Garante che i due temi, dell'informativa e del consenso, vadano necessariamente trattati in maniera congiunta, onde evitare che il ricorso a modalità di espressione del consenso online che richiedano operazioni eccessivamente complesse da parte degli utenti vanifichino la semplificazione realizzata nell'informativa.

4. L'informativa con modalità semplificate e l'acquisizione del consenso online.

Ai fini della semplificazione dell'informativa, si ritiene che una soluzione efficace, che fa salvi i requisiti previsti dall'art. 13 del Codice (compresa la descrizione dei singoli cookie), sia quella di impostare la stessa su due livelli di approfondimento successivi.

Nel momento in cui l'utente accede a un sito web, deve essergli presentata una prima informativa "breve", contenuta in un banner a comparsa immediata sulla home page (o altra pagina tramite la quale l'utente può accedere al sito), integrata da un'informativa "estesa", alla quale si accede attraverso un link cliccabile dall'utente.

Affinché la semplificazione sia effettiva, si ritiene necessario che la richiesta di consenso all'uso dei cookie sia inserita proprio nel banner contenente l'informativa breve. Gli utenti che desiderano avere maggiori e più dettagliate informazioni e differenziare le proprie scelte in merito ai diversi cookie archiviati tramite il sito visitato, possono accedere ad altre pagine del sito, contenenti, oltre al testo dell'informativa estesa, la possibilità di esprimere scelte più specifiche.

4.1. Il banner contenente informativa breve e richiesta di consenso.

Più precisamente, nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni  ossia di dimensioni tali da costituire una percettibile discontinuità nella fruizione dei contenuti della pagina web che si sta visitando  contenente le seguenti indicazioni:

a) che il sito utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall'utente nell'ambito della navigazione in rete;

b) che il sito consente anche l'invio di cookie "terze parti" (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all'informativa estesa, ove vengono fornite indicazioni sull'uso dei cookie tecnici e analytics, viene data la possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

d) l'indicazione che alla pagina dell'informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie;

e) l'indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un'immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie.

Il suindicato banner, oltre a dover presentare dimensioni sufficienti a ospitare l'informativa, seppur breve, deve essere parte integrante dell'azione positiva nella quale si sostanzia la manifestazione del consenso dell'utente. In altre parole, esso deve determinare una discontinuità, seppur minima, dell'esperienza di navigazione: il superamento della presenza del banner al video deve essere possibile solo mediante un intervento attivo dell'utente (appunto attraverso la selezione di un elemento contenuto nella pagina sottostante il banner stesso).

Resta ferma naturalmente la possibilità per gli editori di ricorrere a modalità diverse da quella descritta per l'acquisizione del consenso online all'uso dei cookie degli utenti, sempreché tali modalità assicurino il rispetto di quanto disposto dall'art. 23, comma 3, del Codice.

In conformità con i principi generali, è necessario in ogni caso che dell'avvenuta prestazione del consenso dell'utente sia tenuta traccia da parte dell'editore, il quale potrebbe a tal fine avvalersi di un apposito cookie tecnico, sistema che non sembra particolarmente invasivo (in tal senso, si veda anche il considerando 25 della direttiva 2002/58/CE).

La presenza di tale "documentazione" delle scelte dell'utente consente poi all'editore di non riproporre l'informativa breve alla seconda visita del medesimo utente sullo stesso sito, ferma restando naturalmente la possibilità per l'utente di negare il consenso e/o modificare, in ogni momento e in maniera agevole, le proprie opzioni relative all'uso dei cookie da parte del sito, ad esempio tramite accesso all'informativa estesa, che deve essere linkabile da ogni pagina del sito.

4.2. L'informativa estesa.

L'informativa estesa deve contenere tutti gli elementi previsti dall'art. 13 del Codice, descrivere in maniera specifica e analitica le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all'utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie. Deve essere raggiungibile mediante un link inserito nell'informativa breve, come pure attraverso un riferimento su ogni pagina del sito, collocato in calce alla medesima.

All'interno di tale informativa, deve essere inserito anche il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali l'editore ha stipulato accordi per l'installazione di cookie tramite il proprio sito. Qualora l'editore abbia contatti indiretti con le terze parti, dovrà linkare i siti dei soggetti che fanno da intermediari tra lui e le stesse terze parti. Non si esclude l'eventualità che tali collegamenti con le terze parti siano raccolti all'interno di un unico sito web gestito da un soggetto diverso dall'editore, come nel caso dei concessionari.

Al fine di mantenere distinta la responsabilità degli editori da quella delle terze parti in relazione all'informativa resa e al consenso acquisito per i cookie di queste ultime tramite il proprio sito, si ritiene necessario che gli editori stessi acquisiscano, già in fase contrattuale, i suindicati link dalle terze parti (con ciò intendendosi anche gli stessi concessionari).

Nel medesimo spazio dell'informativa estesa deve essere richiamata la possibilità per l'utente (alla quale fa riferimento anche l'art. 122, comma 2, del Codice) di manifestare le proprie opzioni in merito all'uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni. Qualora, poi, le tecnologie utilizzate dal sito siano compatibili con la versione del browser utilizzata dall'utente, l'editore potrà predisporre un collegamento diretto con la sezione del browser dedicata alle impostazioni stesse.

Si ricorda che l'uso dei cookie rientra tra i trattamenti soggetti all'obbligo di notificazione al Garante ai sensi dell'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, laddove lo stesso sia finalizzato a "definire il profilo o la personalità dell'interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a  monitorare l'utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per fornire i servizi medesimi agli utenti".

L'uso dei cookie è, invece, sottratto all'obbligo di notificazione sulla base di quanto previsto dal provvedimento del Garante del 31 marzo 2004, che ha inserito espressamente, tra i trattamenti esonerati dal suindicato obbligo, quelli "relativi all'utilizzo di marcatori elettronici o di dispositivi analoghi installati, oppure memorizzati temporaneamente, e non persistenti, presso l'apparecchiatura terminale di un utente, consistenti nella sola trasmissione di identificativi di sessione in conformità alla disciplina applicabile, all'esclusivo  fine di agevolare l'accesso ai contenuti di un sito Internet" (deliberazione n. 1 del 31 marzo 2004, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2004 n. 81).

Dal quadro sopra delineato, emerge pertanto che, mentre i cookie di profilazione, i quali hanno caratteristiche di permanenza nel tempo, sono soggetti all'obbligo di notificazione, i cookie che invece hanno finalità diverse e che rientrano nella categoria dei cookie tecnici, ai quali sono assimilabili anche i cookie analytics (v. punto 1, lett. a), del presente provvedimento), non debbono essere notificati al Garante.

6. Tempi di adeguamento.

Come già evidenziato in precedenza, il Garante è consapevole dell'impatto, anche economico, che la disciplina sui cookie avrà sull'intero settore della società dei servizi dell'informazione e, quindi, del fatto che la realizzazione delle misure necessarie a dare attuazione al presente provvedimento richiederà un notevole impegno, anche in termini di tempo.

In ragione di ciò, si ritiene pertanto congruo prevedere un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione della presente decisione in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati dal presente provvedimento di potersi avvalere delle modalità semplificate ivi individuate.

7. Conseguenze del mancato rispetto della disciplina in materia di cookie.

Si ricorda che per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati, oltre che nelle previsioni di cui all'art. 13 del Codice, nel presente provvedimento, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice).

L'installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice).

L'omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, ai sensi di quanto previsto dall'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice).

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE

1. ai sensi degli artt. 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. h), del Codice -ai fini dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa che i gestori di siti web, come meglio specificati in premessa, sono tenuti a fornire agli utenti in relazione ai cookie e agli altri dispositivi installati da o per il tramite del proprio sito  stabilisce che nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni contenente le seguenti indicazioni:

b) che il sito consente anche l'invio di cookie "terze parti" (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all'informativa estesa, che deve contenere le seguenti ulteriori indicazioni relative a:

•  uso dei cookie tecnici e analytics;

•  possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

• possibilità per l'utente di manifestare le proprie opzioni in merito all'uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni;

d) l'indicazione che alla pagina dell'informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie;

e) l'indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un'immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie;

2. ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. c), del Codice  ai fini di mantenere distinta la responsabilità dei gestori di siti web, come meglio specificati in motivazione, da quella delle terze parti  prescrive ai medesimi gestori di acquisire già in fase contrattuale i collegamenti (link) alle pagine web contenenti le informative e i moduli per l'acquisizione del consenso relativo ai cookie delle terze parti (con ciò intendendosi anche i concessionari).

Si dispone che copia del presente provvedimento sia trasmessa al Ministero della giustizia ai fini della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura dell'Ufficio pubblicazione leggi e decreti.

Roma, 8 maggio 2014

IL PRESIDENTE
Soro

IL RELATORE
Soro

IL SEGRETARIO GENERALE
Busia

 

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