Goletta Verde 2020. Legambiente Puglia presenta a Bari i dati sullo stato di salute dei depuratori

La Puglia continua a fare passi in avanti sulla chiusura del ciclo di tutela delle acque. Monitorate da Arpa Puglia e Guardia Costiera foci fluviali e scarichi in battigia. Al via la nuova edizione della campagna Non si butta un tubo nei tubi sui rifiuti da non buttare nel wc o nel lavandino.

 

BARI - In occasione della 34esima edizione di Goletta Verde, la campagna di Legambiente che tutela il mare da inquinamento, illegalità, fonti fossili e rifiuti, questa mattina Legambiente Puglia ha illustrato i dati sullo stato di salute dei 185 depuratori pugliesi e sul monitoraggio delle foci fluviale e degli scarichi in battigia svolto da Arpa Puglia e Guardia Costiera – Direzione Marittima di Bari. Hanno partecipato alla conferenza stampa Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia, Giovanni Giannini, assessore alle Infrastrutture della Regione Puglia, Vito Colucci, direttore generale di Autorità Idrica Pugliese, e il Contrammiraglio Giuseppe Meli,direttore marittimo della Puglia e della Basilicata ionica.

«Sulla chiusura del ciclo di tutela delle acque – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – la nostra Regione continua a fare passi in avanti. Scendono a due i depuratori che scaricano nel sottosuolo, diminuiscono gli agglomerati urbani sottoposti a procedura di infrazione e procedono gli interventi infrastrutturali di potenziamento della capacità di trattamento e abbattimento delle emissioni odorigene sugli impianti non conformi alla direttiva europea sulla depurazione. Chiediamo alla Regione Puglia di continuare a lavorare per il massimo utilizzo delle acque reflue depurate e affinate in agricoltura, ma soprattutto di puntare a ridurre la produzione dei fanghi di depurazione che continuano a essere conferiti in impianti di compostaggio fuori Regione».

Sono 185 gli impianti di depurazione in esercizio a servizio degli agglomerati pugliesi, di cui 181 gestiti da Acquedotto Pugliese e 4 direttamente dai comuni (Biccari, Lesina Marina, Sannicandro Garganico-Torre Mileto e Volturara Appula). La scarsa disponibilità idrica superficiale naturale condiziona fortemente la tipologia dei recapiti finali nella nostra Regione. Ciò comporta che solo il 7% dei recapiti finali dei depuratori è costituito da corpi idrici superficiali, il 75% da lame e altri corsi d’acqua effimeri/episodici o dal suolo (attraverso trincee drenanti) e il 16% recapita a mare. Per tali peculiarità territoriali, il Piano di Tutela delle Acque adottato a luglio 2019 prescrive per la metà dei depuratori che il trattamento sia spinto fino a rendere possibile il riutilizzo delle acque reflue.

Gli impianti che continuano a scaricare nel sottosuolo sono 2 (Lesina Marina e Manduria Vecchio). L’impianto di Casamassima vecchio, che fino al 2018 recapitava nel sottosuolo, è stato dismesso a luglio 2019 con contestuale attivazione dell’impianto di Casamassima nuovo.

Dal monitoraggio effettuato da Arpa Puglia lo scorso anno (2.455 controlli) emerge che sono 34 gli impianti di depurazione che nel 2019 hanno presentato una non conformità alla Direttiva comunitaria (91/271) sul trattamento delle acque reflue urbane. Di questi, 5 erano interessati da lavori in corso che hanno reso plausibile un decremento dell’efficienza depurativa (Bari Ovest, Ruvo di Puglia, Cerignola, Nardò, San Severo). Su 5 dei restanti 29sono stati programmati interventi di adeguamento/potenziamento e gli stessi risultano in corso di progettazione (Ascoli Satriano 1 e 2, Lizzanello, Salice Salentino e Volturino); su 1 è prevista la dismissione (Manduria Vecchio) mentre un altro è stato dismesso a luglio 2019 (Casamassima vecchio); per i restanti 22 (Apricena, Bisceglie, Candela, Carapelle, Carpino, Casalvecchio di Puglia, Castelluccio dei Sauri, Celenza Valfortore, Chieuti, Foggia 2 Borgo Incoronata, Lesina, Lucera A, Molfetta, Ordona, Orsara di Puglia, Rignano Garganico, Sannicandro Garganico, San Paolo di Civitate, Sant’Agata di Puglia, Stornara, Stornarella, Vieste) si procederà con la manutenzione straordinaria in attesa di definire la copertura finanziaria per gli interventi di adeguamento e/o potenziamento. Nel caso di Molfetta, Bisceglie e Lucera A, i fuori limite sono riconducili a una fase di avvio all’esercizio di nuove opere realizzate nell’ambito di interventi conclusi nel 2018, mentre per gli impianti di Stornara e Ordona si è rilevato un solo superamento, in concentrazione superiore ai limiti normativi, tale da poter essere riconducibile all’arrivo di uno scarico anomalo. Infatti, tra i fattori che possono inficiare il processo depurativo degli impianti ci sono anche gli scarichi anomali (arrivi impropri di acque meteoriche, di vegetazione e di natura lattiero-casearia).

Nel settore depurazione, l’attuale programmazione prevede 197 interventi infrastrutturali volti al miglioramento complessivo del comparto depurativo tra adeguamento, potenziamento della capacità di trattamento, abbattimento delle emissioni odorigene e rifunzionalizzazione dei recapiti finali.Di questi, 58 risultano ultimati, 21 in esecuzione e 118 in fase di progettazione.

L’incremento della copertura del servizio di fognatura e depurazione e il contestuale miglioramento dell’efficienza dei depuratori ha comportato un progressivo incremento della produzione dei fanghi di depurazione tra il 2012 (circa 192.000 tonnellate di fango tal quale prodotto) e il 2018 (circa 218.200 tonnellate di fango tal quale prodotto). Nel 2019 si è registrata una flessione della produzione e la quantità complessiva di fanghi di depurazione prodotti negli impianti gestiti da Acquedotto Pugliese si è attestata sulle 190.000 tonnellate/anno. Tuttavia, continua ad aggravarsi la problematica relativa alla gestione dei fanghi di depurazione. La progressiva riduzione delle superfici disponibili al riutilizzo in agricoltura e la ridotta disponibilità degli impianti di compostaggio regionali ad accettare il fango prodotto dai depuratori, ha spinto Acquedotto Pugliese (dal 2014 in poi) a portare il fango fuori Regione e in discarica.

Nel 2019, i quantitativi di fango di depurazione prodotti sono stati così conferiti: l’81% in impianti di compostaggio fuori Regione o all’interno del territorio pugliese e il 19% in discarica. Non sono stati conferiti fanghi in agricoltura.

Nel Piano Regionale per la gestione dei rifiuti urbani, la Regione Puglia ha adottato una strategia volta a ridurre la produzione, sostenere il recupero e ridurre lo smaltimento in discarica dei fanghi di depurazione, entro i limiti previsti dalle indicazioni dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. In linea con il primo dei suddetti obiettivi, in aggiunta alle attività programmate a partire dal 2018 (manutenzione straordinaria per la fornitura di 60 stazioni di disidratazione meccanica) sono in corso le attività per la programmazione e progettazione di interventi di carattere strategico per superare l’emergenza attuale nella gestione dei fanghi di depurazione e ridurre le quantità da conferire a recapito finale (es: serre solari per essiccamento del fango, realizzazione di piattaforme per la raccolta e lo stoccaggio, installazione di impianti di lisi cellulare).

Negli ultimi anni, la Regione Puglia ha messo in campo numerose iniziative finalizzate a incentivare il riuso delle acque reflue in agricoltura, finanziando 32 interventi sugli impianti di Carovigno, San Pancrazio Salentino, Acquaviva, Cassano delle Murge, Fasano, Sammichele di Bari, Gioia del Colle, Barletta, Castellaneta, Castellana Grotte, Santa Cesarea Terme, Trani, Bisceglie, Pulsano, Faggiano, Conversano, Corato, Tricase, Zapponeta, Corsano, Ugento, San Donaci, Gravina di Puglia, Martina Franca, Molfetta, Ruvo-Terlizzi, Palagiano, Massafra, Sternatia-Zollino, Manfredonia, Margherita di Savoia e Taurisano.

In Puglia, nel 2019 sono 9 gli impianti (Acquaviva delle Fonti, Casarano, Corsano, Gallipoli, Ostuni, Fasano, Noci, San Pancrazio Salentino e Trinitapoli) che possono restituire un refluo idoneo al riutilizzo. Nello specifico, è stata riutilizzata l’acqua affinata presso gli impianti di Corsano (volume riutilizzato 2019 129.645 mc/anno), Gallipoli (volume riutilizzato 2019 120.043 mc/anno), Ostuni (volume riutilizzato 2019 301.391 mc/anno), e Fasano. A Noci le acque affinate alimenteranno il Lago Milecchia da cui partirà la distribuzione irrigua nella rete di competenza del Consorzio di Bonifica. A S. Pancrazio Salentino e a Trinitapoli, l’acqua, seppur affinata, non viene ancora distribuita in attesa dell’esecuzione dei lavori sulla rete irrigua, di competenza dei Consorzi di bonifica. Mentre ad Acquaviva delle Fonti il sistema integrato di affinamento e riuso non è ancora attivo.

Dei 27 agglomerati originariamente interessati dalla procedura di infrazione n. 2014/2059 ai danni dell’Italia per il mancato rispetto della direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane (91/271/CEE), a seguito di verifiche, la Commissione Europea ha confermato la non conformità per 14 agglomerati, oggetto della Causa C668/2019. In questi casi, i depuratori sono sottodimensionati (Andria, Bari, Bovino, Carlantino, Castrignano del Capo, Corato, Montemesola, San Ferdinando di Puglia, San Severo e Volturino) e inadeguati per vetustà delle opere (Ascoli Satriano) ovvero sono stati rilevati superamenti dei limiti allo scarico (Bitonto, Lucera, Molfetta). Nei primi due casi (sottodimensionamento e/o vetustà) sono in corso interventi strutturali di adeguamento/potenziamento che consentiranno di conseguire la conformità alla direttiva 91/271/CEE secondo la seguente scansione temporale: Andria e Corato nel 2020; Bari nel 2021, Montemesola e San Ferdinando di Puglia nel 2022, Carlantino, Castrignano del Capo e San Severo nel 2023, Volturino e Ascoli Satriano nel 2024, Bovino nel 2025. A questi si aggiungono altri 8 agglomerati interessati dalla procedura di infrazione n. 2017/2181 (Cerignola, Faggiano, Manduria, Manfredonia, Monteiasi, Margherita di Savoia, Palagiano e Serracapriola).

Con riferimento alla precedente procedura n.2004/2034, i 3 agglomerati oggetto di condanne della Corte di Giustizia Europea in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue sono Casamassima, Porto Cesareo e Taviano. Le criticità relative agli agglomerati di Casamassima e Porto Cesareo, per una quota parte del carico generato, sono state risolte nel 2019 anche se l’impianto di depurazione di Porto Cesareo non è ancora entrato in esercizio, mentre per l’agglomerato di Taviano sono in corso attività per il completamento della rete fognaria che dovrebbero concludersi entro il 2024.

Nel primo semestre 2020, ARPA Puglia e la Guardia Costiera – Direzione Marittima di Bari hanno monitorato, attraverso campionamenti, 10 siti lungo l’intera fascia marino-costiera pugliese, scelti sulla base delle potenziali criticità ambientali. In particolare, 5 dei 10 siti si riferiscono ad aree interessate dallo scarico in battigia di reflui urbani depurati (depuratori di Trani, Bisceglie, Molfetta, Monopoli e Nardò), gli altri 5 ad aree interessate dallo sbocco in mare di fiumi o canali (foce Candelaro - FG, foce Ofanto - BT, foce Bacino Grande - LE, foce Ostone - TA, foce Tara - TA). In tutti i siti sono state misurate, in campo o in laboratorio, alcune variabili (chimico-fisiche e microbiologiche: temperatura, pH, ossigeno, salinità, clorofilla “a”, silicati, azoto totale, azoto ammoniacale, azoto nitroso, azoto nitrico, fosforo totale, ortofosfato; Enterococchi intestinali, Escherichia coli) utili per valutare i potenziali impatti dei corsi d’acqua e degli scarichi sulla qualità delle acque marino-costiere. I risultati ottenuti dalle attività di monitoraggio non hanno evidenziato significative criticità ambientali riferite ai siti oggetto di indagine. In generale, i valori delle variabili misurate non hanno evidenziato superamenti o scostamenti significativi rispetto ai limiti e/o alle soglie imposte dalle norme.

Si conferma l’impegno e la visione strategica di Arpa Puglia sui temi del mare e sulla qualità delle acque in generale in Puglia- sottolinea Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia -. Questa visione plasticamente concentrata nella sede del Centro Regionale Mare di Bari, si concretizza non solo per l’impegno e la qualità tecnico scientifica delle attività, ma anche per la strategia istituzionale che vede coinvolto in maniera sinergica ed operativa la Capitaneria di Porto, la Guardia di Finanza, l’Università, i Centri di Ricerca e le associazioni ambientaliste, tutti impegnati nella difesa e nella tutela di un capitale naturale fondamentale per la Puglia: il mare”.

A margine della conferenza l’associazione ambientalista ha presentato l’edizione aggiornata di Non si butta un tubo nei tubi,l’identikit dei rifiuti da non buttare nel wc o nel lavandino per non compromettere il sistema di depurazione. È un vademecum che identifica prodotti e materiali gettati spesso nelle tubature delle abitazioni, danneggiando gravemente il sistema idrico. Tra questi ci sono oli e grassi da cucina, prodotti per l’igiene personale e la medicazione cutanea, cicche e oggetti in lattice e plastica non biodegradabili. Non si butta un tubo nei tubi vuole educare al loro corretto smaltimento, per preservare il ciclo depurativo delle acque e le spiagge su cui tali materiali vanno a finire.

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Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie - 8 maggio 2014
(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014)

Registro dei provvedimenti
n. 229 dell'8 maggio 2014

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTA la direttiva 2002/58/CE del 12 luglio 2002, del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche;

VISTA la direttiva 2009/136/CE del 25 novembre 2009, del Parlamento europeo e del Consiglio, recante modifica della direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in  materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica, della direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa a tutela dei consumatori;

VISTO il decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 69 "Modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice in materia di protezione dei dati personali in attuazione delle direttive 2009/136/CE, in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, e 2009/140/CE in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa a tutela dei consumatori" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2012 n. 126);

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito "Codice") e, in particolare, gli artt. 13, comma 3 e 122, comma 1;

VISTA la precedente deliberazione del Garante recante "Avvio di una consultazione pubblica ai sensi dell'art. 122 volta ad individuare modalità semplificate per l'informativa di cui all'art. 13, comma 3, del Codice in materia di protezione dei dati personali" (Del. n. 359 del 22 novembre 2012, in Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 2012 n. 295);

TENUTO CONTO delle indicazioni fornite sul tema dal Gruppo di lavoro per la tutela dei dati personali ex art. 29, in particolare nella Opinion 04/2012 on Cookie Consent Exemption, adottata il 7 giugno 2012, e nel Working Document 02/2013 providing guidance on obtaining consent for cookies, adottato il 2 ottobre 2013 (disponibili rispettivamente ai link  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_en.pdf e  http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2013/wp208_en.pdf);

TENUTO CONTO delle risultanze dei contributi pervenuti al Garante dai principali fornitori di servizi di comunicazione elettronica, nonché dalle associazioni dei consumatori e delle categorie economiche coinvolte che hanno partecipato alla suindicata consultazione pubblica;

CONSIDERATI gli ulteriori elementi emersi in occasione degli incontri tenutisi a settembre 2013 e febbraio 2014 presso l'Autorità, nell'ambito del tavolo di lavoro avviato dalla stessa al fine di sollecitare un nuovo e più diretto confronto con i suindicati soggetti, nonché con esponenti del mondo accademico e della ricerca che si occupano delle tematiche di interesse;

RITENUTO necessario adottare, ai sensi del combinato disposto degli artt. 13, comma 3, 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. c), del Codice, un provvedimento di carattere generale, con il quale  oltre a individuare le modalità semplificate per rendere l'informativa online agli utenti sull'archiviazione dei c.d. cookie sui loro terminali da parte dei siti Internet visitati  si intende fornire idonee indicazioni sulle modalità con le quali procedere all'acquisizione del consenso degli stessi, laddove richiesto dalla legge;

CONSIDERATO che la disciplina relativa all'uso dei c.d. cookie riguarda anche altri strumenti analoghi (come ad esempio web beacon/web bug, clear GIF o altri), che consentono l'identificazione dell'utente o del terminale e che quindi devono essere ricompresi nell'ambito del presente provvedimento;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento n. 1/2000;

RELATORE il dott. Antonello Soro;

PREMESSA

1. Considerazioni preliminari.

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Al fine di giungere a una corretta regolamentazione di tali dispositivi, è necessario distinguerli  posto che non vi sono delle caratteristiche tecniche che li differenziano gli uni dagli altri  proprio sulla base delle finalità perseguite da chi li utilizza. In tale direzione si è mosso, peraltro, lo stesso legislatore, che, in attuazione delle disposizioni contenute nella direttiva 2009/136/CE, ha ricondotto l'obbligo di acquisire il consenso preventivo e informato degli utenti all'installazione di cookie utilizzati per finalità diverse da quelle meramente tecniche (cfr. art. 1, comma 5, lett. a), del d. lgs. 28 maggio 2012, n. 69, che ha modificato l'art. 122 del Codice).

Al riguardo, e ai fini del presente provvedimento, si individuano pertanto due macro-categorie: cookie "tecnici" e cookie "di profilazione".

a. Cookie tecnici.

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Ad essi si riferisce l'art. 122 del Codice laddove prevede che "l'archiviazione delle informazioni nell'apparecchio terminale di un contraente o di un utente o l'accesso a informazioni già archiviate sono consentiti unicamente a condizione che il contraente o l'utente abbia espresso il proprio consenso dopo essere stato informato con le modalità semplificate di cui all'articolo 13, comma 3" (art. 122, comma 1, del Codice).

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Il Garante, consapevole della portata della presente decisione, ritiene pertanto necessario che le misure prescritte nella stessa -ai sensi di quanto previsto dall'art. 122, comma 1, del Codice  siano, da un lato, tali da consentire agli utenti di esprimere scelte realmente consapevoli sull'installazione dei cookie mediante la manifestazione di un consenso espresso e specifico (come previsto dall'art. 23 del Codice) e, dall'altro, presentino il minore impatto possibile in termini di soluzione di continuità della navigazione dei medesimi utenti e della fruizione, da parte loro, dei servizi telematici.

Di tali opposte esigenze, emerse chiaramente anche in occasione della consultazione pubblica e degli incontri tenuti dall'Autorità, si tiene conto in primo luogo nella determinazione delle modalità con le quali rendere l'informativa in forma semplificata.

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4.2. L'informativa estesa.

L'informativa estesa deve contenere tutti gli elementi previsti dall'art. 13 del Codice, descrivere in maniera specifica e analitica le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all'utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie. Deve essere raggiungibile mediante un link inserito nell'informativa breve, come pure attraverso un riferimento su ogni pagina del sito, collocato in calce alla medesima.

All'interno di tale informativa, deve essere inserito anche il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali l'editore ha stipulato accordi per l'installazione di cookie tramite il proprio sito. Qualora l'editore abbia contatti indiretti con le terze parti, dovrà linkare i siti dei soggetti che fanno da intermediari tra lui e le stesse terze parti. Non si esclude l'eventualità che tali collegamenti con le terze parti siano raccolti all'interno di un unico sito web gestito da un soggetto diverso dall'editore, come nel caso dei concessionari.

Al fine di mantenere distinta la responsabilità degli editori da quella delle terze parti in relazione all'informativa resa e al consenso acquisito per i cookie di queste ultime tramite il proprio sito, si ritiene necessario che gli editori stessi acquisiscano, già in fase contrattuale, i suindicati link dalle terze parti (con ciò intendendosi anche gli stessi concessionari).

Nel medesimo spazio dell'informativa estesa deve essere richiamata la possibilità per l'utente (alla quale fa riferimento anche l'art. 122, comma 2, del Codice) di manifestare le proprie opzioni in merito all'uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni. Qualora, poi, le tecnologie utilizzate dal sito siano compatibili con la versione del browser utilizzata dall'utente, l'editore potrà predisporre un collegamento diretto con la sezione del browser dedicata alle impostazioni stesse.

Si ricorda che l'uso dei cookie rientra tra i trattamenti soggetti all'obbligo di notificazione al Garante ai sensi dell'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, laddove lo stesso sia finalizzato a "definire il profilo o la personalità dell'interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a  monitorare l'utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per fornire i servizi medesimi agli utenti".

L'uso dei cookie è, invece, sottratto all'obbligo di notificazione sulla base di quanto previsto dal provvedimento del Garante del 31 marzo 2004, che ha inserito espressamente, tra i trattamenti esonerati dal suindicato obbligo, quelli "relativi all'utilizzo di marcatori elettronici o di dispositivi analoghi installati, oppure memorizzati temporaneamente, e non persistenti, presso l'apparecchiatura terminale di un utente, consistenti nella sola trasmissione di identificativi di sessione in conformità alla disciplina applicabile, all'esclusivo  fine di agevolare l'accesso ai contenuti di un sito Internet" (deliberazione n. 1 del 31 marzo 2004, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2004 n. 81).

Dal quadro sopra delineato, emerge pertanto che, mentre i cookie di profilazione, i quali hanno caratteristiche di permanenza nel tempo, sono soggetti all'obbligo di notificazione, i cookie che invece hanno finalità diverse e che rientrano nella categoria dei cookie tecnici, ai quali sono assimilabili anche i cookie analytics (v. punto 1, lett. a), del presente provvedimento), non debbono essere notificati al Garante.

6. Tempi di adeguamento.

Come già evidenziato in precedenza, il Garante è consapevole dell'impatto, anche economico, che la disciplina sui cookie avrà sull'intero settore della società dei servizi dell'informazione e, quindi, del fatto che la realizzazione delle misure necessarie a dare attuazione al presente provvedimento richiederà un notevole impegno, anche in termini di tempo.

In ragione di ciò, si ritiene pertanto congruo prevedere un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione della presente decisione in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati dal presente provvedimento di potersi avvalere delle modalità semplificate ivi individuate.

7. Conseguenze del mancato rispetto della disciplina in materia di cookie.

Si ricorda che per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati, oltre che nelle previsioni di cui all'art. 13 del Codice, nel presente provvedimento, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice).

L'installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice).

L'omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, ai sensi di quanto previsto dall'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice).

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE

1. ai sensi degli artt. 122, comma 1 e 154, comma 1, lett. h), del Codice -ai fini dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa che i gestori di siti web, come meglio specificati in premessa, sono tenuti a fornire agli utenti in relazione ai cookie e agli altri dispositivi installati da o per il tramite del proprio sito  stabilisce che nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni contenente le seguenti indicazioni:

b) che il sito consente anche l'invio di cookie "terze parti" (laddove ciò ovviamente accada);

c) il link all'informativa estesa, che deve contenere le seguenti ulteriori indicazioni relative a:

•  uso dei cookie tecnici e analytics;

•  possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;

• possibilità per l'utente di manifestare le proprie opzioni in merito all'uso dei cookie da parte del sito anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per configurare tali impostazioni;

d) l'indicazione che alla pagina dell'informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie;

e) l'indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un'immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie;

2. ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. c), del Codice  ai fini di mantenere distinta la responsabilità dei gestori di siti web, come meglio specificati in motivazione, da quella delle terze parti  prescrive ai medesimi gestori di acquisire già in fase contrattuale i collegamenti (link) alle pagine web contenenti le informative e i moduli per l'acquisizione del consenso relativo ai cookie delle terze parti (con ciò intendendosi anche i concessionari).

Si dispone che copia del presente provvedimento sia trasmessa al Ministero della giustizia ai fini della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura dell'Ufficio pubblicazione leggi e decreti.

Roma, 8 maggio 2014

IL PRESIDENTE
Soro

IL RELATORE
Soro

IL SEGRETARIO GENERALE
Busia

 

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