Premio Barocco 2009
Mercoledi 31 Marzo 2010
GALLIPOLI (Lecce) - "Avendo appreso dagli organi di comunicazione di massa l’eventuale ritorno del “Premio Barocco” a Gallipoli, la prima cosa che mi viene da pensare è che, come volevasi dimostrare, le intimidazioni del “Patron” di portare il suo evento in Sicilia, in Calabria, in Campania e nel Nord della Puglia, non solo non hanno sortito effetto, ma, a quanto ci pare di capire, non hanno sortito alcun interesse."
E' quanto afferma in una nota l'on. Vincenzo Barba (Pdl), che così prosegue: "Ciò significa in maniera inequivocabile che per il semplice fatto che nessuno si sia dimostrato interessato all’organizzazione del “Premio Barocco”, quell’evento, lemme lemme, alla chetichella, torna a Gallipoli ed il “Patron” sarebbe così costretto a mangiare una minestra riscaldata per evitare di gettarsi dalla finestra…
Cartenì, in maniera furba ed arrogante, a testa bassa contro tutto e contro tutti (soprattutto contro la coerenza comportamentale), paventa l’appoggio e/o gli auspici di fantomatici imprenditori che si sarebbero dimostrati interessati a supportarlo e per accontentare i quali egli, facendo chissà quale miracolo…, facendo chissà quale sforzo…, facendo chissà quale sacrificio…, sarebbe perfino disposto a far tornare il “Premio Barocco” nella “Città Bella”. Addirittura…
Per le tante motivazioni a tutti note, - incalza l'on. Barba - noi siamo da sempre fermamente convinti che la presenza di tale premio in città sarebbe quanto mai dannosa, d’intralcio alla vivibilità quotidiana ed inauspicabile, poiché ne risentirebbe l’immagine vera di Gallipoli, essendo il coinvolgimento della kermesse riservato per i pochissimi che ne traggono benessere economico e mezzi di sostentamento per la loro cerchia."
Per l'on. Vincenzo Barba "non è una novità che tale manifestazione vada avanti attraverso il continuo cambio della ragione sociale del gruppo organizzatore, nel quale, a rotazione, tutti si improvvisano amministratori e/o padroncini che spuntano come funghi in autunno. A turno e a rotazione tutti si nominano amministratori delegati: figli, sorelle, mogli e cognati, nonne e bisnonne, evitando a chiunque di poter intraprendere iniziative legali per il recupero di già esistenti situazioni debitorie – restate ferme sin dal primo istante dell’assunzione dell’impegno e ad oggi ancora esistenti ed inevase nonostante le svariate sollecitazioni pervenute dagli istituti bancari -.
Quindi invito Cartenì e/o chi lo coadiuva dietro le quinte, atteggiandosi a grande “general manager” che tutto sa, a prodigarsi principalmente ad assolvere agli impegni già sottoscritti, impegni che oramai raggiungono livelli astronomici, e di pensare a dedicarsi al sociale, al vero coinvolgimento della città, a cose serie e concrete che ci facciano essere e non apparire per 13 minuti circa o poco più, che dovrebbero costarci un occhio della fronte.
Pertanto faccio appello a tutte le istituzioni (Regione, Provincia, comuni ed in particolare al Comune di Gallipoli), - conclude il parlamentare gallipolino - a non farsi coinvolgere dai pietistici inviti del “Patron” Cartenì, perché del suo scappa-scappa, del suo mordi-e-fuggi, del suo cambia-bandiera politico, del suo ossequioso accomodamento nei confronti di qualsiasi vincitore politico, a qualsiasi parrocchia esso appartenga, siamo tutti stanchi e un po’ disgustati.
Quei soldi vengano destinati al sociale, a chi non ha né una casa e tantomeno un letto su cui dormire perché a nessuno importa niente se la presentatrice del “Premio” sarà la sig.ra Clerici, la sig.ra Carlucci, la sig.ra Farinon o chicchessia."