Giovanni Pellegrino
Martedi 30 Dicembre 2008
LECCE - «Le competenze sono del Commissario regionale. La Provincia non interverrà se non quando ci saranno i sacchetti di spazzatura lungo le strade».
Così replica Il presidente della provincia di Lecce Giovanni Pellegrino all’invito dell’assesso re regionale all’Ecologia Michele Losappio ad intervenire sull’emergenza rifiuti.
«Le competenze sono di Vendola - dice Pellegrino - le inadempienze pure, quindi tocca a lui risolvere il problema ».
Domani, com'è noto, scadono i termini per la gestione della discarica di Ugento (a servizio dell’Ato Lecce 3) e per l’impianto provvisorio di biostabilizzazione di Poggiardo (a servizio dell’Ato Lecce 2) e, pertanto, dal 1° gennaio 2009 i rifiuti resteranno in strada, salvo provvedimenti straordinari d'urgenza da parte della Provincia o della Regione.
Il presidente Pellerino, ieri, da Palazzo dei Celestini ha risposto alla nota con cui l'assessore regionale Losappio ha invitato la Provincia «ad assumere i necessari provvedimenti contingibili ed urgenti, ai sensi dell’ar ticolo 191 del decreto 152 del 2006, sostenuti dalla circostanza che le soluzioni valutate e prospettate dalla Provincia opportunamente sono riconducibili al solo territorio della provincia di Lecce».
Secondo Giovanni Pellegrino, invece, «la Provincia non vuole togliere le castagne dal fuoco a nessuno, dal momento che non è stata lei a mettercele, e non può sopportare ora la croce visto che finora non è stata ascoltata», insiste. «Resto dell’avviso - fa sapere all’assessore regionale, ma anche al commissario, al prefetto ed al comandante della polizia provinciale - che la competenza ad intervenire sia, attualmente, del commissario straordinario ai sensi dell’ordinanza Pcdm 3642 del 16 gennaio 2008, e che un mio potere di intervento, ex articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006, potrebbe essere attivato solo davanti all’inerzia del commissario nell’esercizio di un potere suo proprio, che torno a sollecitare».
Il presidente dell'amministrazione provinciale sottolinea che dal 1° gennaio prossimo «viene a determinarsi una situazione emergenziale in due terzi del territorio provinciale, atteso che con la fine dell’anno [31 dicembre 2008] cessano di avere efficacia i titoli autorizzativi di Monteco a gestire la discarica Burgesi, ad Ugento, e Sud Gas l’impianto provvisorio di biostabilizzazione di Poggiardo».
L’emergenza «è venuta a determinarsi per i gravi ritardi nella realizzazione degli impianti previsti a regime nell’Ato Lecce 2 e nell’Ato Lecce 3 - continua Pellegrino -, certamente non imputabili alla Provincia ed anzi in parte determinati per le perplessità con cui la struttura commissariale ha accolto soluzioni da me suggerite».
La discarica di servizio-soccorso originariamente prevista a Corigliano - spiega il presidente Pellegrino -, «approvata con oltre un anno di ritardo rispetto a quando da me suggerito, e solo in seguito ad una sentenza del Tar che ne escludeva l’inizio del funzionamento fino a quando il rischio dell’inquina - mento delle falde idriche ipogee non fosse stato del tutto escluso»
Ma c’è un altra ragione per la quale il presidente ritiene di non disporre dei poteri per intervenire.
«Fino ad ora - ricorda - il problema dello smaltimento dei rifiuti nell’Ato Lecce 2 è stato risolto con una soluzione extraprovinciale, attraverso l’utilizzazione di impianti a Grottaglie ed a Fragagnano. La situazione emergenziale che viene ora a crearsi non può essere problema esclusivamente interno a questa provincia».
Pertanto, la Provincia interverrà solo davanti all’inerzia del commissario regionale. L’ipotesi resta la sopraelevazione della discarica di Ugento in maniera da consentire l’accoglimento temporaneo (dai sei ai nove mesi) dei rifiuti dell’Ato Lecce 2. E qui, il presidente Pellegrino non può fare a meno di condannare «l’egoismo municipalistico che stanno manifestando le popolazioni dell’Ato Lecce 3», rivolgendo, piuttosto, un invito alla solidarietà, «la stessa che ha mostrato nei nostri confronti il Tarantino».
«Tra l’altro - ha concluso - la miopia di pochi danneggia tutti. Tra le soluzioni cui può far ricorso la Provincia, non è da scartare quella di conferire i rifiuti nell’impianto di Trani, con costi ridotti rispetto a quelli che comportebbe la sopraelevazione di Burgesi».