On.le Vincenzo Barba
Sabato 29 Novembre 2008
GALLIPOLI (Lecce) - Esprimo grandissima soddisfazione per la compattezza e il grande senso di responsabilità con cui l’Amministrazione Comunale di Gallipoli ha portato a termine, nella seduta di ieri del Consiglio Comunale, una pagina importante del programma politico-amministrativo che consentirà di far brillare ancor di più la stella della nostra città.
Dico ciò per evitare fraintendimenti dovuti a non puntuali resoconti giornalistici che possono ingenerare confusione nella comunità cittadina che ha il diritto democratico di essere aggiornata sull’evolversi delle questioni amministrative della propria città.
Esprimo pertanto le mie congratulazioni al Sindaco, alla Giunta e ai consiglieri di Maggioranza per l’ottima opera amministrativa che già sta dando i sui frutti, ma ancor di più ne darà nelle prossime settimane.
Eccellente è stata l’approvazione dell’Assestamento di Bilancio che ci consente di rimanere ancora nel Patto di Stabilità e quindi nel solco dei comuni virtuosi d’Italia -assai pochi, direi- che preferiscono la serietà dell’ordine dei conti al fumus confusionario delle parole. confusionario delle parole.
Molto bene sul mercato ittico, malgrado qualche intervento pasticciato di chi nell’opposizione ha iniziato a scimmiottare la figura del tribuno dipietrista, mercato ittico che, se la Regione Puglia rispetterà i tempi rapidi e veloci che sta imprimendo nostra progettazione comunale, verrà presto consegnato alla categoria degli amici pescatori.
Mirabile anche la scelta di stoppare le proposte pretestuose, esibizionistiche e trite e ritrite di chi, essendo a corto di argomenti, a giorni alterni, tira fuori la questione inutile del Premio Barocco, estemporanea rassegna del panorama estivo, assolutamente non in linea, per costi e qualità, con i progetti di sviluppo della nostra città che preferisce grandi eventi come, solo per fare qualche esempio, i concerti oceanici di e
Ecco, proprio per questo, tanto per sgombrare il campo da qualsiasi ombra di dubbio, mi preme sottolineare che le ragioni che hanno portato all’allontanamento del Premio Barocco da Gallipoli, ragioni serie, fondate e motivate, sono ancora lì - baluardi perenni e imperituri alla coerenza - a ricordarci che la strada del ritorno non è percorribile, almeno per il momento.
Così per come è organizzato, questo evento troppo costa alla città - in termini di risorse economiche e di peggioramento della qualità della vita per i fastidi urbanistici e l’intralcio alla vita socio-economica che comporta – senza dare nulla in cambio, poiché, ora come allora, tutti abbiamo convenuto che si tratta di uno spettacolo utile soltanto a rilanciare qualche soubrette e qualche personaggio caduto nel dimenticatoio e a soddisfare l’ego narcisistico ed ipertrofico degli organizzatori, senza promuovere l’immagine della Perla dello Jonio che fa solo da anonimo fondale a stacchetti e balletti.
Un amministratore, nel momento in cui utilizza le risorse pubbliche, deve sempre guardare al rapporto costi-benefici. Nel caso del Premio Barocco, questo rapporto pende enormemente dalla parte dei primi. Come si fa a pensare di poter impegnare milioni di euro per una serata di lustrini e paillettes?
Con quel denaro le varie amministrazioni possono partecipare a decine di fiere e borse turistiche degne di questo nome in cui far veicolare l’immagine della nostra Gallipoli e dell’intero Salento, attraverso la realizzazione di infiniti prodotti cartacei e audiovisuali che finiscano nelle case degli Italiani intenti ad organizzare la propria vacanza. Con quel denaro si possono attrezzare più cartelloni di eventi in grado, questi sì, di far traboccare di turisti la nostra città, andando a stuzzicare l’interesse e la curiosità di tanti target che possono essere affascinati dalla visita di Gallipoli.
Stando così le cose, non credo che sia all’ordine del giorno alcun ritorno del Premio che è andato via da Gallipoli sbattendo la porta e dicendo, ad alta voce, di aver trovato altrove l’America e che adesso si infiamma d’ardore per tornare a casa come l’esule in patria.
Da sempre abbiamo aderito all’idea della Provincia, dell’Apt e dei comuni di realizzare un calendario concertato degli eventi, in un ottica di collaborazione istituzionale e di promozione reale del territorio. Gallipoli vuole puntare sul suo Carnevale, sulle sue processioni dei Misteri, sulle sue bellezze architettoniche, sulle sue straordinarie spiagge e sulle sue cristalline acque, sulle bontà enogastronimiche, sulle svariate e diversificate serate-evento e così via…
Questo vuole essere il nostro contributo di qualità al turismo salentino.
Per il Premio Barocco non c’è posto, con buona pace dei suoi organizzatori e dei loro galoppini.
Mi sembra, pertanto, che mai come in questo momento si registri unione di intenti e perfetto idem sentire tra il sottoscritto, leader della nostra coalizione e del nostro partito, e l’Amministrazione Comunale espressione delle forze politiche, economiche e sociali che ci hanno chiesto di governare la città e di rappresentare il territorio con quella eccellente autorevolezza che tutti ci riconoscono, che sta rendendo granitico il nostro sodalizio politico e che porterà Gallipoli ad essere sempre più Perla dello Jonio e Faro del Mediterraneo nell’interesse delle nostre genti e del Salento tutto.
On.le Vincenzo Barba