KARLSRUHE (Germania)
Gentili Signori,
Premesso che il sottoscritto parla da esperto del settore (laurea in Ingegneria Nucleare con 110/110, Dottorato di Ricerca in Ingegneria dei Materiali, attualmente ricercatore nucleare presso il Forschungszentrum di Karlsruhe - Germania - in merito a tematiche di 'Partitioning & Transmutation'), vorrei far notare quanto segue:
- "...dal referendum del 1986 che decretò l’uscita dell’Italia dal nucleare".
Niente affatto, il referendum del 8-9 novembre 1987 (e non del 1986: l'incidente di Chernobyl si verificò il 26 aprile 1986) non era abrogativo, ovvero non poneva il quesito “nucleare si, nucleare no”, perché non poteva esserlo: la nostra costituzione vieta infatti i referendum abrogativi in materia di fisco e norme comunitarie, e trent’anni prima i capi di stato dei sei paesi della nascente Comunità Europea – fra cui l’Italia – avevano istituito l’Euratom con gli atti di Roma e si erano impegnati solennemente a sviluppare una ‘potente industria nucleare’. Riporto di seguito il TESTO dei referendum:
1-Volete che venga abrogata la norma che consente al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti?
2-Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone?
3-Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero?
I quesiti sono talmente intricati che anche un ingegnere nucleare non riuscirebbe a rispondere con tanta facilità: risulta evidente però che con essi il nucleare nel nostro paese in realtà non è MAI STATO ABOLITO (come si sente falsamente dire tanto spesso!). All'atto pratico, con le tre domande si chiedeva di cancellare alcune disposizioni di legge concepite per rendere più facili e rapidi gli insediamenti energetici (non necessariamente nucleari, ma anche a carbone!): la prima era stata creata per evitare che il sindaco di un piccolo paese di duemila abitanti dove era previsto l’insediamento di una centrale nucleare potesse opporsi ad oltranza, mentre la seconda era la cosiddetta “monetizzazione del rischio” per i comuni che ospitavano impianti di produzione di energia (fatto molto ingiusto a mio avviso, poiché è giusto invece che se un comune accetta di ospitare sul proprio territorio un impianto di un certo tipo di cui beneficia tutto il paese, è giusto che ne abbia un adeguato compenso!).
Si arrivò ad una moratoria di cinque anni, che per una interpretazione del tutto politica permane fino ad oggi. In seguito lo stesso onorevole Andreotti ebbe a dire: ”…se oggi andiamo a rileggere gli atti delle polemiche parlamentari attorno a questo problema, c’è da arrossire collettivamente non solo per la mancanza di senso scientifico di alcune posizioni di allora, ma anche per la miopia delle decisioni prese”
- "...si presenta come potenzialmente devastante per il modello di sviluppo che la nostra comunità e tutto il Salento sta cercando tenacemente di perseguire, finalizzata alla tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali ed alla crescita economica nel settore del turismo;"
Quindi si intende dire che l'industria nucleare è incompatibile, secondo costoro, con lo sviluppo turistico, con le risorse ambientali, e con lo sviluppo economico (!!!).
Tralasciando il fatto che per quanto riguarda lo sviluppo economico risulta palesemente il contrario, essendo quello di nuova generazione (Gen. III+) un impianto ad alta tecnologia in grado di fornire abbondante energia a basso prezzo, consentendo quindi il rilancio delle industrie energivore, vorrei far notare solo che i Paesi più visitati del mondo per turismo sono la Francia e gli Stati Uniti (assai ben più visitati del Salento!), eppure hanno, rispettivamente, 59 e 104 centrali nucleari funzionanti!
- "Che tale modello di sviluppo meglio si sposa e si raccorda con politiche energetiche indirizzate allo sviluppo ed alla utilizzazione delle energie alternative da fonte rinnovabile"
Vorrei solo far notare che, come ordine di grandezza, per installare la stessa POTENZA di un reattore EPR (tipo AREVA) da 1600 MWe occorrerebbero 1600 (!)aerogeneratori da 1 MWe, ma per produrre la stessa ENERGIA ne servirebbero circa 9500 (!!!). Alla faccia della trentina di pale eoliche che tanta preoccupazione destano (giustamente!) nella popolazione di Nardò!
- "Che l’utilizzazione delle fonti di energia alternativa, assieme ad una serie politica di risparmio e di contenimento dei consumi, appare come l’unica in grado di garantire nel breve termine il rispetto degli accordi di Kioto, e che un incremento di risorse per la ricerca in tale campo potrebbe portare ulteriori benefici ed innescare anche un nuovo modello di sviluppo economico, come avviene in altri paesi europei, come la Germania e la Spagna, che – pure essendo attualmente produttori di energia nucleare, si stanno avviando al superamento di tale modello di produzione energetica;"
Ossia una 'decrescita felice'. Equivalente a dire che la prima fonte di alimentazione è la dieta (!), oppure, se proprio si deve mangiare, si usi il caviale (ossia le energie - "presunte" alternative)! Quanto alla Germania può permettersi di vaneggiare in merito all'uscita dal nucleare, che comunque produce 1/3 del proprio fabbisogno (!). Si parla di spegnere gli impianti, ma i singoli Governatori si stanno opponendo assai energicamente (per ovvi motivi!!!), ed è verosimile che la vita di questi ultimi verrà allungata.
Vorrei far notare peraltro che l'Italia, grazie all'esteso uso della fonte idroelettrica, produce già quote di energia rinnovabile (e ad emissione zero quindi, almeno virtualmente) ben più grandi della Germania.
- "Che non bisogna dimenticare i rischi connessi al verificarsi di possibili incidenti nucleari, o alla dispersione di radiazioni nell’ambiente..."
Hanno i memebri del consiglio comunale idea di quale sia la probabilità che si verifichi un incidente nucleare serio in un impianto moderno (si parla di 1 su 1 000 000, e per gli impianti futuri di 1 su 10 000 000)? Ha una vaga idea di quali sono i sistemi e le tecnologie utilizzati nei moderni impianti? Mai sentito parlare di 'contenimento', di 'core catcher', o di 'ECCS'?
- "Che in materia di utilizzo dell’energia nucleare, rimangono aperti i problemi dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall’attività delle centrali o dal loro dismissione..."
Il problema sussiste, ma è sicuramente di natura nazionale, non locale. In ogni caso l'Italia continua a produrre rifiuti radioattivi ogni anno, e l'identificazione di un sito si renderà assolutamente necessaria comunque. Peraltro le tecnologie per lo smaltimento delle scorie sono ormai disponibili ed avanzatissime.
E ancora:
- "Molti di noi avranno visto Report..."
Si ma che razza di fonte sarebbe? Si prendono le decisioni in base ai sentito dire, senza averci capito nulla, nel nostro Comune? Direi che questo è davvero preoccupante, e non solo per questa vicenda, ma perchè prova con quale livello di (in)competenza si trattano gli argomenti, anche se squisitamente tecnici e di notevole importanza per la cittadinanza!
- "Abbiamo visto immagini di piscine lesionate contenenti reattori nucleari che provocano inquinamento nella falda."
Le piscine contengono il combustibile irraggiato semmai, di sicuro non reattori nucleari!
- "Abbiamo visto cittadini aprire i rubinetti dai quali fuoriusciva acqua non minerale ma nucleare, veniva quasi da suggerire ai poveretti di fare di necessità virtù e di industriarsi ad imbottigliarla e commerciarla come acqua energetica."
Perdonate l'ignoranza in materia, ma cos'è "l'acqua nucleare"? Cos'è "l' acqua energetica"???
Se ci si vuol riferire alla vicenda dei cittadini che si ritrovano con le falde contaminate da radionuclidi bisogna dire che la situazione è del tutto inaccettabile: tuttavia ciò è da attribuirsi anche agli effetti di rimbalzo dell'uscita del nostro Paese dal nucleare, in maniera frettolosa e forsennata, per fini tutt'altro che nobili (non ci credete? Leggete questo articolo :"Ilgas uccise l'atomo",
gas_uccise_atomo_co_0_9304074230.shtml).
- "E che dire poi della decisione di inserire, sempre nel famigerato decreto in discussione, la circostanza che l’energia prodotta dal nucleare deve essere annoverata tra le fonti di energia alternativa?"
Piaccia o no, è esattamente così: l'energia nucleare oggi è l'unica fonte abbondante, economica, compatibile con l'ambiente e ad emissioni di CO2 pressocchè nulle; rappresenta dunque l'unica seria possibilità per il nostro Paese di raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto.
- "Un’agenzia di rating come Moody’s ha sottolineato come l’energia nucleare è considerata non competitiva in assenza di finanziamenti pubblici consistenti."
La Moody parla di tempi di costruzione di 10-15 anni, costo per kW installato di 7000 $: cose completamente fuori dal mondo e prive di fondamento.
Del resto dimostrare che l'energia nucleare è fortemente conveniente è facile, fatti alla mano: come mai in Europa, dove l'energia nucleare copre circa 1/3 del fabbisogno elettrico, l'energia elettrica costa assai meno che in Italia (dove i presunti 'costosissimi impianti nucleari' non ci sono)? Come mai un Paese come gli USA, che ha tre parole d'ordine: money, money, money, produce il 20% del proprio fabbisogno con i suoi 104 impianti (civili, badate bene, quelli militari sono tutt'altra cosa)? Come mai, se l'energia nucleare è così costosa, in Francia si permettono di mettere le stufe elettriche pure all'aperto per scaldare i clienti per irraggiamento termico? Perchè questo Paese con i suoi 59 impianti "antieconomici" non è in recessione, al contrario di noi? Non dovrebbe andare fallito se la Moody avesse ragione?
"...se tutti i soldi spesi finora per il nucleare, e cioè per la propaganda per impianti mai entrati in funzione, per disastri territoriali e via dicendo, fossero stati spesi per potenziare le fonti rinnovabili, oggi saremmo in grado di essere tra i Paesi, se non il Paese più industrializzato d’Europa."
Si, per opera dello Spirito Santo però...
- "...l’Albania...è pronta a far convivere la sua popolazione con la fisiologica emissione di radiazioni che tutti gli Scienziati sono concordi nel dire esserci, malgrado tutte le norme di sicurezza, quando vi sono impianti nucleari."
Scoperta dell'acqua calda! Le radiazioni sono un fenomeno del tutto naturale, e sono presenti sempre e ovunque anche senza impianti nucleari: nell'acqua che beviamo, nell'aria che respiriamo, nei materiali da costruzione delle nostre case (specie se di tufo o granito), e persino nel corpo umano che, grazie al radiopotassio ed al radiocarbonio, emette circa 10 000 "colpi" al secondo. Quindi?
" ...Noi nuclearisti proponiamo un patto col diavolo..."
Neanche per sogno. Del resto la Santa Sede deplora l'uso della tecnologia nucleare per fini bellici (ovviamente, e credo ogni nuclearista condivida questa posizione!), ma sostiene senz'altro il suo utilizzo per fini pacifici. Quindi, se va bene al Papa, non credo nessuno possa parlare di 'patto col diavolo'...
- "Concludo dicendo che bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina che vogliono preparare pietanze al ragù nucleare da servire ai nostri figli"
E io concludo dicendo invece che i cittadini dovrebbero tenere d'occhio una certa classe politica arrogante ed incompetente: del resto i risultati, in particolare a Nardò, sono sotto gli occhi di tutti.
Vincenzo Romanelllo