Giacomo Battiato
Venerdi 31 Ottobre 2008
ROMA - La terza edizione del Festival internazionale del film di Roma premia a sorpresa «Resolution 819» di Giacomo Battiato con il Marco Aurelio d'oro del pubblico (75mila euro), mentre la critica sceglie «Opium war» del regista afghano Siddiq Barmak. La giuria era composta da Edoardo Bruno, Michel Ciment, Tahar Ben Jelloun, Emanuel Levy e Roman Gutek. Migliore attrice è stata riconosciuta Donatella Finocchiaro, interprete di «Galantuomini» di Edoardo Winspeare; migliore attore Bohdan Stupka, protagonista di «Serce na dloni» («Il cuore in mano») di Krzysztof Zanussi.
Donatella Finocchiaro
«RESOLUTION 819» - L'orrore dei corpi putrefatti, delle fosse comuni, dei massacri di massa e dei riconoscimenti delle vittime. Niente è risparmiato nel film italo-polacco-francese di Giacomo Battiato che ha vinto il premio del pubblico. Musiche di Ennio Morricone per raccontare le vittime di Srebrenica: 8mila bosniaci musulmani eliminati in quattro giorni del luglio 1995 da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladic.
La risoluzione delle Nazioni Unite cui rimanda il titolo è quella presa dal Consiglio di Sicurezza per accertare e condannare i crimini contro l'umanità perpetrati durante la guerra nei Balcani all'indomani dell'indipendenza della Bosnia Herzegovina. Con questo mandato l'Alta Corte di Giustizia de L'Aja inviò un volontario a Srebrenica, il poliziotto francese Jacques Calvez (nel film interpretato da Benoit Magimel), per trovare le prove del genocidio.
Sei lunghi anni di ricerche con un team internazionale per scoprire che era tutto vero, per ricostruire quei corpi delle vittime che erano stati in alcuni casi smembrati e sparsi in altre fosse dagli stessi serbi per deviare le ricerche. Tutto materiale che portò lo stesso Calvez a istruire il processo che oggi vede imputati Karadzic e Mladic.