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FACCIA DA CUNEO OVVERO LE RAGIONI DI CHI SE NE IMPIPA
E' necessario tirare la cinghia, tanto c'è sempre chi se ne impipa e continua a mangiare gratis
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Martedi 18 Settembre 2007
NARDO’ (Lecce) - Ad agosto, preso da un’insolita, irrefrenabile e, a tutt’oggi, incomprensibile curiosità per le caste, gli antipatici, i pressappochisti, i figuri e i tromboni, ho abbandonato le rilassanti e balneari letture sull’energia rinnovabile e sui rigassificatori, per dedicarmi, con onorevole dedizione e sprezzo del pericolo, alle irritanti e nocive concettualizzazioni di Stella, Ricolfi, Simone, Travaglio e Giordano.
Ai primi di settembre, nonostante le cautele farmacologiche, è ricomparso il reflusso gastroesofageo e si è acuita l’irritazione del nervo sciatico. Del resto, come fare per uscire indenni dall’analisi delle contraddizioni della nostra giovane democrazia?
“Basta sprechi in Politica!”, continuano ad affermare solennemente i consueti "predicatori”, tant’è che in questi ultimi anni il numero dei dipendenti del Quirinale è cresciuto del 35 per cento, fino ad arrivare alla cifra record di 2158 unità, e sono aumentati finanche i corazzieri, da 274 a 297. A Montecitorio e a Palazzo Madama, invece, in cinque anni il numero degli addetti è aumentato di circa 365 unità.
Ovviamente ci si chiede come facciano Germania, Francia e Inghilterra a gestire le Istituzioni parlamentari, nonchè i Capi di Stato e la Corona, con un numero di dipendenti di gran lunga inferiore rispetto all’Italia. Forse, qualcuno dovrebbe spiegarcelo, così come dovrebbe spiegarci perchè dobbiamo continuare, nonostante l'euro, a tirare la cinghia e a comprendere il rigore del Ministro dell’Economia, che dall’anno prossimo ha promesso di assottigliare anche gli organici del pubblico impiego.
Ovviamente il rigore va applicato ovunque, altrimenti si rischia di rimanere allibiti dal fatto che in Senato, ad esempio, si spendono ben 2.155.747,92 euro, cioè 4 miliardi delle vecchie lire, per l’acquisto di prodotti igienico-sanitari da toilette, mentre a Montecitorio si arriva a pagare fino a 2 milioni e mezzo di euro per l’attività di facchinaggio.
La politica deve costare di meno andava in giro ripetendo nella primavera del 2006 l’ex premier Berlusconi.
Infatti, prima di chiudere la XIV legislatura, il Parlamento ha approvato all’unanimità una norma che fa crescere di quasi nove volte il tetto dei costi elettorali e all’apertura della XV legislatura i parlamentari, sempre con adesione trasversale, hanno deciso di aumentarsi le indennità del 4 per cento.
In compenso il Segretario dei DS Fassino ha proposto, in data odierna e con abile tempismo, di stoppare l’aumento automatico dello stipendio dei parlamentari ai costi della vita.
"Occorre fare sacrifici!”, continuano ad affermare categoricamente Padoa-Schioppa e Prodi. E’ giusto, a condizione, ovviamente, che si escluda Palazzo Chigi, che in cinque anni ha aumentato la spesa complessiva del 69 per cento, arrivando quest’anno a ben 391 milioni di euro, ossia ad 800 miliardi delle vecchie lire.
Pretendere sacrifici dagli altri è un’attività che stanca ed è giusto che i nostri politici, appena possono, si svaghino all’estero: li chiamano viaggi di lavoro, comunque con scorta e aereo di Stato. "E Pantalone paga”.
"E' necessario tirare la cinghia!”
Tutti d’accordo, ovviamente, parlamentari in testa, tanto i prezzi alla bouvette di Camera e Senato sono politici, e guai a chi li tocca. Sia chiaro: c’è sempre chi se ne impipa e continua a mangiare quasi gratis. Dall’appello, sono esclusi anche i dipendenti del Parlamento, quali ad esempio i commessi, ribattezzati assistenti parlamentari, che portano a casa in media stipendi di 115.419 euro l’anno.
”E’ indispensabile alzare l’età pensionabile per tutti!”.
Come al solito sono esclusi i nostri parlamentari, come ad esempio Veltroni, che riceve il vitalizio tranquillamente da quando ha compiuto i cinquant’anni.
Che dire poi di Giuseppe Gambale, esponente della Margherita, il quale dal 2006, ossia da quando ha lasciato il Parlamento, riceve a soli 42 anni un’onorevole pensione di 8455 euro al mese?
Un discorso a parte merita la "sprecopoli” delle Autonomie Locali, ma per il momento è opportuno fermarsi, anche perché non è giusto approfittare della vostra pazienza e della mia sciatalgia.
Angelo Losavio
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