Villa Vescovile
Venerdi 31 Agosto 2007
NARDO' (Lecce) - "Il fascino dell'alta moda tra '800 e '900 nella collezione di Pino Cordella" è il titolo della mostra che sarà inaugurata, nella stupenda e suggestiva cornice della Villa Vescovile di Nardò, in Località Cenate, venerdì 7 settembre, alle ore 20,00.
La storia della Sartoria Cordella abbraccia un arco di tempo di due secoli e la collezione di abiti d'epoca, oggi conservata presso il Centro Studi Cosimo Cordella, è una finestra su questo lungo cammino di famiglia.
L'idea di raccogliere un così ricco patrimonio si deve a Pino Cordella, figlio di Cosimo, che rientrato a Copertino dalla Francia nel 1935, dopo una lunga permanenza a Santiago del Cile,
ristrutturò la vecchia sartoria di famiglia, continuando la tradizione della famosa sartoria "Italia" di Buenos Aires.
"La preziosa collezione di abiti ed accessori di moda raccolti da Pino Cordella - ha scritto l'Assessore alla Cultura, Carlo Falangone, nella brochure di presentazione - ci consente di ripercorrere straordinariamente la storia dell'abbigliamento femminile del XX secolo. Una parte di questi pregiati ed esclusivi abiti ed accessori che vengono esposti nella sontuosa Villa Vescovile, nelle Cenate di Nardò, ci danno l'idea della donna dell'epoca, attenta ai mutamenti sociali, capace anche attraverso l'abbigliamento di esprimere la propria personalità e di comunicare i cambiamenti, la necessità di liberarsi del passato e il desiderio di maggiore libertà, per un ruolo più determinate ed emancipato nella società dell'epoca".
"La scelta di collocare la mostra di questi meravigliosi abiti - ha concluso l'Assessore Falangone - in una location prestigiosa e storica qual è la Villa Vescovile ed aver inserito l'evento nella IV Edizione del Festival Decò non è casuale, ma opportuna e utile per comprendere ancor di più il valore e il legame esistenti tra moda e fascino architettonico delle Ville costruite tra fine '800 e primi '900. Un nesso tra moda e architettura per conoscere e stimare ancor di più le abitudini sociali e culturali di quel particolare momento storico".
Angelo Losavio