NARDO' (Lecce) - "Risi fa "l'inchino" a Porto Cesareo e il mare di Nardò diventerà recapito finale della fogna nera cesarina", affermano in una nota Mino Natalizio e Paolo Maccagnano, rispettivmente coordinatore e consigliere comunale del Movimento politico-culturale Noi X Nardò.
"Il tutto - puntualizzano i due - condizionato alla realizzazione di una condotta sottomarina lunga poco più di un chilometro, che in mare sono davvero poca cosa, e che partendo dallo scarico di Torre Inserraglio punterà verso Portoselvaggio e quindi Santa Caterina.
Insomma, i neritini e le loro speranze di legare lo sviluppo economico all'industria turistica di qualità devono sperare che il depuratore di Nardò e quello di Porto Cesareo funzionino alla perfezione, altrimenti è facile immaginare le conseguenze...
Stando a sentire l'enfatica giustificazione del sindaco, con questa operazione verrà restituito alla balneazione un tratto di mare, quello dove attualmente sbocca il nostro impianto di depurazione.
Noi, invece, rimaniamo della convinzione che per fare un "favore" a Porto Cesareo rischiamo pericolose conseguenze ambientali se, come possibile, il progetto dell'AQP dovesse in futuro presentare delle criticità tipo quelle che abbiamo letto nelle cronache sugli impianti di depurazione del Salento negli ultimi anni.
Forse è proprio vero che c'è chi ha deciso di puntare ad un turismo di massa piuttosto che a quello di qualità", concludono Natalizio e Maccagnano.