DISEGNO DI LEGGE SUL MADE IN ITALY
Data: Venerdi 5 Marzo 2010
POLITICA



L'on. Ugo Lisi (Pdl) esprime "soddisfazione per l’autorizzazione che il Senato della Repubblica ha concesso alla Commissione Industria per riunirsi a discutere, in sede deliberante, il Disegno di Legge relativo all’etichettatura dei prodotti tessili".


On. Ugo Lisi


LECCE - "Mi sia consentito esprimere soddisfazione per l’autorizzazione che il Senato della Repubblica ha concesso alla Commissione Industria per riunirsi a discutere, in sede deliberante, il Disegno di Legge relativo all’etichettatura dei prodotti tessili e sul Made in Italy, iniziativa di cui mi onoro di far parte dei promotori."
 
Lo afferma in una nota l'on. Ugo Lisi (Pdl), secondo il quale "i danni causati al sistema imprenditoriale ed economico italiano da parte della contraffazione (i settori maggiormente colpiti sono quelli farmaceutico, alimentare, tessile-calzaturiero e della produzione dei giocattoli) non sono quantificabili in modo preciso, vista la vastità del fenomeno, ma le stime più attendibili parlano di un giro di affari annuo quantificabile tra i 3,5 e i 7 miliardi di euro e, cercare di ridurre drasticamente queste cifre e informare pienamente il consumatore sull’origine dei prodotti, è uno degli obiettivi principali che questa iniziativa si pone.
 
Con il Disegno di Legge sull’etichettatura dei prodotti tessili e sul Made in Italy - puntualizza il parlamentare leccese - si è voluto introdurre un sistema di etichettatura obbligatoria che evidenza il luogo di origine di ciascuna delle fasi di lavorazione, al fine di assicurare la tracciabilità dei prodotti. Inoltre, a tutela delle imprese che realmente operano ed investono sul nostro territorio abbiamo consentito l’uso dell’indicazione “Made in Italy” esclusivamente per quei prodotti le cui fasi di lavorazione abbiano avuto luogo prevalentemente nel territorio italiano.
 
Le produzioni italiane - precisa l'on. Lisi - subiscono, da sempre, una concorrenza agguerrita e sleale da parte di prodotti e merci contraffatti che giungono in Italia da altri paesi. I prodotti contraffatti attraggono il consumatore grazie al loro costo molto più basso rispetto agli originali. Tale differenza nel prezzo finale è dovuto al fatto che i beni contraffatti sono prodotti con standard qualitativi e di sicurezza inesistenti e con costi del lavoro molto più bassi.
 
Per questo, a tutela delle imprese che realmente operano ed investono sul nostro territorio, abbiamo consentito l’uso dell’indicazione “Made in Italy”, esclusivamente per quei prodotti le cui fasi di lavorazione abbiano avuto luogo prevalentemente nel territorio italiano. Si sono previste, altresì, rivelanti sanzioni amministrative e pecuniarie ed il sequestro e la confisca delle merci nel caso di violazione della disposizione del provvedimento.
 
Insomma la lotta alla contraffazione e la tutela del “Made in Italy” - conclude l'on. Ugo Lisi - ci paiono ulteriori strumenti da affidare nelle mani degli imprenditori capaci che amano il Sud, per continuare ad investire sul nostro territorio, senza avvertire il fiato sul collo della concorrenza sleale, che è la causa di un generale impoverimento del settore."
 
 




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