ENERGIA PULITA DAGLI SCARTI DELL'ANGURIA
Data: Mercoledi 26 Agosto 2009
SCIENZE



Uno studio sulla rivista Biotechnology for Biofuels dimostra che le angurie invendute possono essere agevolmente usate per produrre etanolo.



ROMA - Gli scarti di produzione dell'anguria potrebbero essere usati per produrre biocarburanti. Infatti uno studio sulla rivista Biotechnology for Biofuels dimostra che le angurie invendute possono essere agevolmente usate per produrre etanolo.

Lo studio è stato diretto da Wayne Fish del USDA-Agricultural Research Service presso il South Central Agricultural Research Laboratory di Lane in Oklahoma.

La produzione di etanolo in un modo che sia sostenibile per le popolazioni, e cioé senza togliere troppi ettari di terreno alle coltivazioni agricole, può essere incentivata recuperando scarti di produzione che oggi semplicemente vanno persi.

La coltivazione dell'anguria produce molti scarti, il 20% del prodotto resta sui campi perché ha una forma esteticamente non appetibile e che quindi il consumatore difficilmente acquisterebbe, oppure perché presenta macchie o imperfezioni sulla buccia, anche queste dei deterrenti alla vendita.

Piuttosto che perderli, questi scarti possono essere utilizzati per produrre etanolo: gli esperti hanno infatti dimostrato che dal succo zuccherino dell'anguria si può ricavare facilmente, per processo di fermentazione, etanolo.

I ricercatori hanno calcolato che si ottengono 0,4 grammi di etanolo per ogni grammo di zucchero, e che quindi per ogni ettaro di angurie si possono produrre 220 litri di etanolo, una quantità non trascurabile, soprattutto se pensiamo che per produrla sono stati usati scarti, quindi con un processo a 'costo zero'.





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