ESERCITAZIONE CON IL PREDATOR, L'AEREO SENZA PILOTA
Data: Venerdi 31 Luglio 2009
TECNOLOGIA



Presto il velivolo verrà utilizzato dall’Italia, informa l’Aeronautica Militare, per “rispondere tempestivamente alle disposizioni del ministro La Russa ad incrementare la copertura delle truppe”.


L’aereo senza pilota: il Predator


ROMA – Nuove possibilità operative per l’aereo senza pilota Predator. Presto il velivolo verrà utilizzato dall’Italia, informa l’Aeronautica Militare, per “rispondere tempestivamente alle disposizioni del ministro La Russa ad incrementare la copertura delle truppe”.
 
Lunedì prossimo l’aereo‘a pilotaggio remoto’, Predator dell’Aeronautica Militare atterrerà sulla base di Decimomannu, in Sardegna, guidato tramite collegamento satellitare dalla base madre del 32° Stormo di  Amendola (Foggia).
 
L’operazione Shardan 2009’, che si concluderà venerdì 7 agosto, consentirà di testare per la prima volta la capacità di condurre missioni controllando il velivolo senza pilota da distanze remote. L’occasione servirà anche come valido test per tutto il sistema del controllo e gestione dello spazio aereo nazionale, militare e civile,chiamato a condividere la nuova realtà rappresentata dai ‘velivoli a pilotaggio remoto’.
 
 Il Predator, nella nuova versione aggiornata, arriverà in tarda mattinata, dopo un volo di circa 8 ore, a Decimomannu, utilizzando un apposito corridoio aereo per dirigersi sulla Sardegna.
 
Fino ad oggi, in Italia, come accaduto recentemente al G8 a L’Aquila, il velivolo Predator ha operato solo dall’aeroporto militare di Amendola, dove ha sede il 28° Gruppo, unico Reparto dell’Aeronautica Militare ad essere equipaggiato con velivoli a pilotaggio remoto.
 
Stessa situazione in Afghanistan: il Predator è attualmente impiegato con compiti operativi di sorveglianza e ricognizione, decollando ed atterrando dalla base aerea di Herat, sede della Joint Air Task Force della missione multinazionale Isaf.
 
Con l’atterraggio a Decimomannu l’Italia diviene l’unica nazione in ambito europeo a sviluppare la capacità di operare “da remoto” con velivoli come il Predator.
 
Capacità che sarà utilizzata al più presto per controllare dall’Italia il velivolo in Afghanistan. Il Predator, nelle operazioni in Iraq ed in quelle ancora in corso in Afghanistan, ha effettuato oltre 5.000 ore di volo.
 
 




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