Lo ha sottolineato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a conclusione della "marcia contro l’inquinamento" che si è tenuta oggi a Taranto e alla quale hanno partecipato tra le 15.000 e le 20.000 persone.

Nichi Vendola
TARANTO - «Deve cambiare la storia della Puglia e deve cambiare la storia del Mezzogiorno d’Italia. Siamo stati saccheggiati, siamo stati violentati, siamo stati feriti dal punto di vista della bellezza del nostro paesaggio, dal punto di vista dei cicli speculativi violenti che sempre nel nome del portare lavoro ci hanno sottratto l’anima, ci hanno sottratto la salute, tante volte ci hanno tolto il respiro».
Lo ha sottolineato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a conclusione della "marcia contro l’inquinamento" che si è tenuta oggi a Taranto e alla quale hanno partecipato tra le 15.000 e le 20.000 persone.

«Oggi – ha continuato il presidente della Regione – dobbiamo cambiare registro, a partire da Taranto, a partire dal no alle diossine, dobbiamo scrivere una storia nuova. Io mi gioco – ha detto ancora – tutto quello che valgo nella lotta politica per mettere al primo posto il diritto all’ambiente e il diritto alla salute».

Al corteo ha partecipato anche il sindaco di Bari, Michele Emiliano, segretario regionale del Pd, per il quale «la battaglia di Taranto diventa il simbolo di tutte le battaglie». Emiliano ha detto ancora di ritenere il disegno di legge regionale sull'abbattimento delle emissioni di diossina «finalmente uno spiraglio di luce in una notte buia».