I familiari delle sette vittime del rogo avvenuto all'interno dell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino lo scorso 6 dicembre hanno raggiunto un accordo di massima con l'azienda per il risarcimento.

ROMA - I familiari delle sette vittime del rogo avvenuto all'interno dell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino lo scorso 6 dicembre hanno raggiunto un accordo di massima con l'azienda per il risarcimento.
Sara' formalizzato domani mattina a Torino alla vigilia dell'udienza preliminare, in programma martedi', in cui saranno esaminate le sei richieste di rinvio a giudizio chieste dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello.
L'offerta si aggira intorno ai due milioni di euro a famiglia. Omissioni, superficialita' e leggerezza per risparmiare denaro: e' questo l'atto d'accusa della Procura nei confronti dei dirigenti della multinazionale.
Nella quindicina di pagine dell'atto di fissazione dell'udienza preliminare si punta il dito soprattutto sull'amministratore delegato Harald Espenhahn, accusato di omicidio con dolo eventuale. Gli altri cinque imputati rispondono di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell'evento e l'omissione dolosa e aggravata di cautele antinfortunistiche.
In cambio dell'accordo, i familiari delle vittime non si costituiranno parte civile. E' probabile che il procedimento nei confronti della Thyssen si svolga con il rito abbreviato.