Domani, primo maggio, Cgil, Cisl, Uil Puglia metteranno al centro delle manifestazioni in programma nel territorio regionale - così come previsto a livello nazionale - i temi della sicurezza del lavoro e di un reddito più equo.

BARI - Le troppi morti sul lavoro, “devono tornare al centro dell’attenzione e dell’impegno dell’intero Paese per rendere più sicura l’attività lavorativa a partire dalle condizioni di lavoro” e “dalle responsabilità delle imprese che non possono trincerarsi dietro l’affidamento di appalti, subappalti, esternalizzazioni”.
Lo sottolineano in una nota Cgil, Cisl, Uil Puglia che domani, primo maggio, metteranno al centro delle manifestazioni in programma nel territorio regionale – così come previsto a livello nazionale – i temi della sicurezza del lavoro e di un reddito più equo, “che non subisca la falcidie delle tassazioni”.
Dal canto suo, “anche il nuovo governo – si sottolinea – deve contribuire a mettere fine al dolore delle famiglie delle vittime dando vita ad una incisiva campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, elevando le rendite e gli indennizzi ma, soprattutto, convertendo in legge il decreto ministeriale varato ai primi di marzo nel quale è stata realizzata, da un lato, la piena coerenza con le direttive comunitarie e le convenzioni internazionali e dall’altro, il rispetto delle competenze in materia, attribuite alle regioni dall’art. 117 della costituzione”.
“Innalzamento dei livelli di tutela di tutte le prestazioni di lavoro, il rafforzamento delle prerogative delle rappresentanze in azienda, la rivisitazione e il coordinamento delle attività di vigilanza, l’inserimento nei programmi scolastici della materia della salute e sicurezza sul lavoro, la revisione del sistema delle sanzioni – si sottolinea – sono le richieste irrinunciabili che Cgil, Cisl, Uil sostengono”.
Allo stesso tempo, nel rispetto dell’art. 1 della Costituzione (“l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”), Cgil, Cisl, Uil “per questo primo maggio chiedono anche al nuovo governo più reddito e quindi, di riavviare il confronto sui temi della crescita e della redistribuzione attraverso l’alleggerimento del carico fiscale sui lavoratori dipendenti e sui pensionati; oltre ad un efficace calmiere dei prezzi e delle tariffe, così come previsto dal protocollo del 23 luglio scorso”.