NARDO' (LE), PORTO TURISTICO E PER DIPORTO: A QUANDO?
Data: Mercoledi 30 Aprile 2008
POLITICA



"E' lecito chiedere all'Amministrazione Comunale - sostiene il capogruppo AN Giuseppe Fracella - quali sono i reali intendimenti e perchè mai si sia ancora restii nell'iniziare l'iter procedurale che porti alla realizzazzione di un porto turistico."


Giuseppe Fracella


NARDO' (Lecce) - Riceviamo dal capogruppo consiliare di Alleanza Nazionale, Giuseppe Fracella, la seguente nota, che pubblichiamo integralmente.

"Fino ad ora abbiamo solo speso pubblici fondi per commissionare e pagare uno studio che attestasse l'idoneità del litorale neretino ad ospitare un'infrastruttura diportistica e di approdo per un turismo nautico sempre più gettonato.

Per la realizzazione invece tutto tace nonostante da più parti si solleciti la necessità di un'importante opera pubblica utile ad alimentare flussi turistici e soprattutto per dare un servizio a centinaia di diportisti neretini e non costretti ad emigrare presso analoghe strutture site nei comuni limitrofi di Porto Cesareo e Gallipoli, certamente più attenti a far decollare lo sviluppo del territorio.

Oltretutto non si riesce a capire come mai si utilizzino fondi pubblici per uno studio di fattibilità, si presenti in pompa magna lo stesso, si identifichino tre aree idonee ad ospitare la struttura e poi si termini il discorso senza dare logica conseguenza a quanto previsto e richiesto, sia dagli operatori turistici e sia dai tanti proprietari di piccole e medie imbarcazioni da diporto, che versano ingenti somme di denaro a gestori di analoghe iniziative tutte allocate fuori i confini del territorio di Nardò.

Allora è lecito chiedere all'Amministrazione Comunale quali sono i reali intendimenti e perchè mai si sia ancora restii nell'iniziare l'iter procedurale che porti alla realizzazzione di un porto turistico al servizio della collettività neretina e non solo.

I vantaggi economici sarebbero molteplici così come le occasioni di lavoro ed oltretutto servirebbe a calmierare i prezzi attualmente richiesti per l'ormeggio di una piccola o media imbarcazione presso l'unica e piccola struttura di Santa Caterina.

Non si tratterebbe solo di un investimento per il turismo nautico, ma di una vera e propria opera pubblica da destinare in parte anche al sempre crescente interesse verso una nautica da diporto diventata oramai alla portata di tutti.

Si stimano infatti in oltre 250, tra neretini e cittadini di altri comuni dell'immediato entroterra, i proprietari di natanti da diporto che ormeggiano le imbarcazioni per l'intero anno o per lunghi periodi presso altre strutture della costa ionico-salentina, oltre agli altrettanti proprietari e detentori di imbarcazioni munite e trasportate con appositi carrelli/rimorchi, che comunque utilizzano gli scali di alaggio autorizzati ed improvvisati e spesso senza il servizio di parcheggio carrelli.

Dichiare il reale interesse per una tale operazione servirebbe ad incentivare la ricerca di appositi fondi strutturali o ad invogliare capitali privati disponibili e pronti nel finanziare e cogestire con l'Ente pubblico quello che di fatto è un pubblico servizio destinato a decongestionare le aree sature e con un traffico già difficile e problematico come Santa Caterina.

Lo studio a suo tempo commissionato individuo' tre aree idonee, tra cui quella di Santa Maria al Bagno e proprio in quest'area da tempo si nota una lenta ma incessante opera di erosione della costa e della litoranea che da punta dell'Aspide porta a S. Maria al Bagno.

Perchè allora non studiare la possibilità di un'opera pubblica a basso impatto ambientale che possa ottemperare alla duplice necessità?

Quando e se l'Amministrazione intenderà muoversi in questa direzione troverà una minoranza attenta a collaborare."



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