Il Pontefice si confronta con i ragazzi al mega-raduno dell'Agorà e dice: «Cari giovani, andate controcorrente".

LORETO - Una folla di 400mila giovani da ogni parte d'Italia e del mondo ha accolto il Papa sulla spianata di Montorso nella giornata dell'Agorà.
Canti, appalusi prolungati e grida che scandivano il suo nome si sono susseguiti durante l'abbraccio del Pontefice, che ha girato tra i settori in «Papa-mobile», con accanto mons. Angelo Bagnasco, Presidente dei Vescovi italiani.
Gesù, la fede, la Chiesa e la società sono i temi al centro delle domande rivolte dai giovani al Papa, che ha parlato a braccio, incoraggiando i ragazzi ad «andare avanti», anche «in una situazione difficile».
«Nel progetto divino - ha detto Benedetto XVI - il mondo non conosce periferie». Per evitare di restare «ai margini della società e della storia», occorre comprendere che «la grandezza della nostra vita sta nello scoprire di essere amati e proprio per questo chiamati ad amare».
«La società oggi - ha affermato il Pontefice - ha bisogno della solidarietà e che Cristo sia presente al centro del mondo. Il mondo - ha aggiunto - deve cambiare». «Andate, vivete, amate! Agli occhi di Dio ciascuno di voi è importante».
«Non dovete aver paura di sognare, ad occhi aperti, grandi progetti di bene e non dovete lasciarvi scoraggiare dalle difficoltà»: è vibrante l'appello che Benedetto XVI lancia ai ragazzi.
I giovani hanno potuto inoltre meditare sulle parole rivolte loro dal Papa, in risposta alle testimonianze e alle storie di disagio raccontate dai ragazzi. «La vostra missione è cambiare il mondo - ha detto il Pontefice -. Abbiate il coraggio di sognare grandi progetti di bene».
Ratzinger ha esortato a immaginare un progetto di rinnovamento della società e ha invitato anche a rivalutare la famiglia fondata su un «sì definitivo tra un uomo e una donna, un sì che dura tutta la vita», e ha messo in guardia dalle
lusinghe «menzognere» della droga, «una truffa che distrugge la vita».
La Redazione