Per il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, lo smaltimento nelle discariche di Grottaglie e Fragagnano finirà entro dicembre.
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BARI - Il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, in una nota diffusa in data odierna - afferma che i rifiuti provenienti dalla Provincia di Lecce potranno continuare ad essere smaltiti nelle discariche di Grottaglie e Fragagnano "soltanto fino al mese di dicembre" del corrente anno.
"Dopo – ha sottolineato il Presidente Florido – bisognerà pensare a soluzioni alternative”.
La decisione di smaltire i rifiuti salentini nelle due discariche tarantine, presa con ordinanza del Commissario Delegato per l’Emergenza Rifiuti in Puglia, Nichi Vendola, era stata “assunta all’insegna dello spirito di collaborazione e del senso di responsabilità per venire incontro alle difficoltà di smaltimento nell’area salentina”.
"Ma la nostra disponibilità a farci carico di queste esigenze, pur apprezzata e pubblicamente riconosciuta dai nostri interlocutori istituzionali della Provincia di Lecce – afferma ancora Gianni Florido – non può protrarsi a lungo e comunque non oltre il prossimo mese di dicembre, come del resto è previsto dallo stesso provvedimento”.
“A quanto pare, per quella data, cioè entro la fine dell’anno – prosegue la nota – difficilmente entreranno in funzione gli impianti di termovalorizzazione che serviranno a smaltire i rifiuti prodotti nel Salento e attualmente portati, appunto, nei siti tarantini”.
Per il Presidente della Provincia di Taranto, “date le condizioni attuali e considerata la capienza degli impianti ionici, è impensabile risolvere il problema con una eventuale proroga; bisogna anzi immaginare una soluzione alternativa e dunque procedere quanto prima alla individuazione di altre discariche, anche fuori regione, dove poter conferire i rifiuti leccesi”.
“Tale prospettiva – conclude Florido – chiama in causa soprattutto la Provincia di Lecce e la stessa struttura commissariale per l’emergenza rifiuti in Puglia. La Provincia di Taranto e tutti gli attori sociali e istituzionali interessati, infatti, hanno già fatto responsabilmente e fino in fondo la loro parte”.
La Redazione