Christian De Sica e Pupi Avati
Giovedi 11 Febbraio 2010

Luca Zingaretti, Laura Morante, Christian De Sica
Il regista Pupi Avati (Bologna, 3 Novembre 1938) ha completato, con in uscita il 19 Febbraio 2010 dell'ultimo film 'Il figlio più piccolo', la trilogia riguardante il ruolo del padre nella famiglia. Iniziata con il lungometraggio 'La cena per farli conoscere' (uscito venerdì 2 Febbraio 2007 con Diego Abatantuomo, Vanessa Incontrada, Violante Placido, Francesca Neri, Ines Sastre) dove è "presente" un padre assente e continuata, la trilogia, con il film 'Il papà di Givanna' (uscito venerdì 12 Settembre 2008 con Silvio Orlando, Francesca Neri, Ezio Greggio, Alba Rohrwacher, Serena Grandi, Manuela Morabito) con un padre iper-protettivo il regista conclude la visione della figura paterna con il personaggio più sgradevole e infido.
Il regista bolognese: "Questo è il terzo film in cui mi concentro sulla figura di un padre. […] Il terzo padre è il più indecente di tutti, il più infame. Chi conosce i miei film sa che non ho mai fatto un cinema di denuncia, perché non mi piace puntare il dito contro la gente, penso che ognuno debba saper prima giudicare se stesso. Ma il presente di questi ultimi tempi è diventato veramente indecente, perfino per una persona moderata come me. Non parlo solo della politica, che è l'ambito contro cui è più facile scagliarsi in modo un po' qualunquistico. Parlo di tutti gli ambiti in cui domina la volgarità, l'assioma che sei quello che hai, i rapporti interpersonali e una scorrettezza praticata in modo sistematico solo per raggiungere uno specifico fine.
È questo universo che porta anche una persona come me a insorgere. E senza nessun secondo fine, senza nessuna ragione specifica cerco di ricandidare l'innocenza più “cogliona”, quella più disarmante. In questa forma, in questo scontro-incontro fra una madre e un figlio che si somigliano nel loro praticare con convinzione l'ingenuità, vedo un modo per poter resettare, per ricominciare da capo. Vorrei ritrovare nella gente lo sguardo che apparteneva a Nik Novecento, senza vergognarsi dell'innocenza, del candore, dell'altruismo. Vorrei frequentare solo persone così, solo persone che credono nei sogni e nelle cose impossibili e cancellare dalla mia interlocuzione tutti gli altri. Proprio per questo motivo credo che d'ora in avanti mi occuperò quasi esclusivamente del presente, perché trovo sia davvero molto preoccupante e necessiti di una certa sorveglianza e attenzione."
Quindi, come ha dichiarato lo stesso regista emiliano, i personaggi del film si basano sulla realtà odierna dove non sono presenti, per fortuna, solo persone che danno importanza ai soldi ma esistono, ancora, persone che hanno voglia di sognare: "La storia di Christina e di Luca attinge a mani basse dalla cronaca italiana degli ultimi anni. Ma direi che c'è anche qualche cosa di più nella parte delle “macerie” bolognesi di Fiamma e suo figlio. È più questa parte ad essere ispirata dalla realtà, perché ragazzi come Nicola Nocella, giovani che parlano, sognano e si aspettano dalla vita quello che si aspetta il personaggio di Baldo, esistono, non sono frutto della mia fantasia."
L'inizio della trama del film di Pupi Avati, della durata di 100 minuti, prodotto da 01 Rai Cinema, distribuito da Medusa, è ambientata a Bologna nel periodo estivo del 1992. Appena conclusa la cerimonia di matrimonio avvenuta tra Luciano Baietti (Christian De Sica) e Fiamma (Laura Morante), già genitori di due bambini piccoli, lo sposo parte con un mazzo di documenti con i quali la sposa gli intesta i beni immobiliari lasciandola da sola con i figli. Anni più tardi, i due figli, Paolo il maggiore interpretato da Nicola Nocella e Baldo il minore interpretato da Nico Toffoli, hanno sviluppato caratteri diametralmente opposti. Il figlio maggiore odia il padre perché ha abbandonato la famiglia mentre il figlio più piccolo, dal carattere buono e mite, è un cinefilo e vive, ancora, con la madre.
Nel frattempo, Luciano Baietti conduce la bella vita sui colli laziali in una villa comprata con la truffa effettuata ai danni della moglie circondato da un soggetto alquanto pericoloso: il consigliere e artefice delle truffe Sergio Bollino (Luca Zingaretti). La bella vita è ormai alla fine. Luciano, dopo aver accumulato diversi debiti, su consiglio di Sergio Bollino, decide di trovare un prestanome sufficientemente ingenuo in modo da poter scaricare tutte le responsabilità dei debiti. La figura più adatta combacia con il figlio più piccolo Baldo che dopo aver sognato un futuro di prosperità si rende conto della situazione reale.
La sorpresa più grande del film è la presenza nel lungometraggio del comico Christian De Sica che interpreta un ruolo drammatico e di conseguenza si discosta notevolmente dai personaggi che solitamente interpreta nei cinepanettoni (Pupi Avati ha provato anche in passato con l'attore comico Massimo Boldi nel film 'Festival' del 1996). Questa avventura del comico romano è dovuta dal fatto che, molto probabilmente, ha intenzione di cambiare la propria figura di attore comico con quella di attore drammatico avvicinadosi di più ai personaggi diretti e interpretati da suo padre.
Christian De Sica: "Non rinnego niente dei miei film di Natale, ma ammetto che recitare con Avati un film drammatico è un’altra cosa. Avati è bravissimo a dirigere gli attori. Mi ha ricordato mio padre Vittorio. Li cura, li guida, li esalta come pochi autori italiani sanno fare. Non nascondo che in un paio di scene del Figlio più piccolo questo mascalzanone a tutto tondo che approfitta della devozione dell’ex moglie per fregarla una seconda volta riesce perfino a commuovere." […] "Spero che questo film convinca Pupi e altri grandi registi a darmi la possibilità ad interpretare altri grandi personaggi."
In 'Il figlio più piccolo' è il film nel quale la tristezza profonda presente in quasi tutti i film del regista bolognese è, in questo caso, ai massimi livelli.
Buona visione.
Fernando Graziano Antico