Centrale nucleare
Lunedi 8 Febbraio 2010
NARDO' (Lecce) - Riceviamo da Bruno Tiene, delegato provinciale PD, la seguente nota, che pubblichiamo integralmente.
Bruno Tiene
"La Puglia non ha bisogno dell’installazione di centrali nucleari. Perché si dovrebbe installare una centrale nucleare sul territorio pugliese, dal momento che, grazie alle forze del mare, ai robusti venti di scirocco e di ponente alla presenza del sole per oltre dieci mesi l’anno, è possibile produrvi energia, e soprattutto da fonti rinnovabili?
Come farà l’Italia a rispettare i parametri dell’Unione Europea – per l’anno 2020 il 20% dell’energia dovrà provenire da fonti rinnovabili -, se già nel 2010, quando dovrebbe produrne almeno il 12%, ne sta ancora molto lontana?
Quale insieme di strategie sta perseguendo il Governo, se proprio alla Puglia, per natura e scelta popolare vocata a produrre soprattutto energia solare, eolica o da biocarburanti, vuole imporre invece una centrale nucleare? Non possiamo contribuire, noi pugliesi, alla produzione dell’energia rinnovabile esigita e richiesta dall’Italia, senza vederci imposto il nucleare?
Sappiamo da sempre che il nucleare esistente non ha affatto risolto il temibilissimo problema delle scorie; quello di “quarta generazione” non è concretamente applicabile prima del 2030; quello da “fusione” non si sa se e quando potrà davvero essere utilizzato.
Il fatto che questo Governo abbia impugnato davanti alla Corte Costituzionale anche la nostra Legge Regionale del 4 dicembre 2009, esprime l’evidente volontà di prevaricare le legittime aspettative della gente pugliese.
Poiché la giustizia, la pace, la salvaguardia del creato, lo sviluppo possibile e sostenibile, l’evidente vocazione turistica della Puglia, il rispetto delle autonomie locali sono esigenze interconnesse ed indissolubili, noi pugliesi non staremo certamente a goderci le ingiuste decisioni del Governo.
A differenza di chi critica e contesta la Corte Costituzionale, e si pone al di sopra di essa, quasi il diritto elettivo a Governare equivalga all’investitura di dribblare le leggi, noi attenderemo serenamente la decisione della Corte, ma pretendiamo già che tornino ad essere tenute nella dovuta considerazione le nostre ragioni, suffragate ampiamente dai pareri di eminenti studiosi e dalla compatibilità con il Bene Comune della Nazione.
Siamo pronti ad iniziare la protesta. I pugliesi ed in particolare i neritini, sono abituati a lottare per la libertà e la democrazia.
Gandhi ed Arneo insegnino."