Domenica 24 Gennaio 2010
BARI - Sia il primo film in concorso Fortapàsc di Marco Risi che l’anteprima al Petruzzelli di “The Lovely bones”(Amabili resti) di Peter Jackson si aprono infatti, con la morte annunciata del protagonista.
Due film, si intenda, molto diversi tra loro, ma con questo macabro comune denominatore seppure con accezioni diverse.
Fortapàsc, racconta la storia vera degli ultimi mesi di vita di un eroe dei nostri giorni Giancarlo Siani, ucciso a soli 26 anni dalla camorra, con dieci colpi di pistola, nel 1985 a Napoli, con l’ unica colpa di voler svolgere assiduamente il suo lavoro di giornalista.
“Esistono due tipi di giornalisti” lo aveva avvertito il suo direttore “i giornalisti impiegati” i servi di potere che mirano esclusivamente allo stipendio e i “giornalisti-giornalisti” quelli veri, che vanno fino in fondo, indagano alla ricerca della verità nuda e cruda, senza se e senza ma.
L’ errore di Giancarlo Siani è stato di avere lo spirito da “giornalista-giornalista” ma nel posto sbagliato, Torre Annunziata che, ai tempi, per le guerre tra clan appariva come un paese western, Fort Apache appunto. Con le sue indagini, che si spinsero oltre la scrittura di un articolo, Siani iniziò a dimostrare lo strano collegamento tra politica e malavita.
Fu invitato ad occuparsi di altro, ma lui non demorse, alla ricerca della verità come dovere morale da mettere a disposizione della collettività. Ciò evidentemente non piacque alla camorra che lo eliminò fisicamente mettendolo a tacere per sempre.
Proprio la sera in cui venne ucciso, 23 settembre 1985, a Napoli Vasco Rossi teneva un concerto al quale Giancarlo Siani, sarebbe dovuto andare con la sua ragazza….
Il film è stato presentato in sala dal suo stesso regista Marco Risi che parla di seconda chance, dato che è stato proiettato ai tempi del più celebre Gomorra, e quindi passato in sordina.
Risi ha diretto attori non famosissimi, emergenti, ma dalle ottime capacità: Libero de Rienzo (nel ruolo di Siani), Valentina Lodovini (nel ruolo della fidanzata) anche lei presente in sala e l’ attore pugliese Michele Riondino che sta avendo grande riscontro di pubblico per le sue numerose interpretazioni (“Il passato è una terra straniera”, “Dieci inverni” e “Mare Piccolo” anche quest’ ultimo in concorso).


Il regista Marco Risi La locandina del film
The Lovely bones, invece, racconta la storia di Susie una ragazzina di 14 anni uccisa in Pennsylvania da un misterioso quanto insospettabile vicino di casa, già colpevole dell’ omicidio di altre bambine, che ne ha poi nascosto il corpo esanime rendendo difficile alla famiglia e alle istituzioni il ritrovamento dei suoi resti. Intrappolata in una dimensione onirica tra cielo e terra, Susie si ritrova a dover scegliere tra la voglia di vendetta contro l’ uomo che le ha strappato la sua giovane vita e il desiderio di far superare il dolore ai suoi cari.
La storia tratta dall’ omonimo romanzo di Alice Sebold è stata adattata al grande schermo da Peter Jackson, il regista de “Il signore degli anelli” e di “King Kong”.
Tuttavia siamo di fronte ad un genere diverso per l’ autore, un po’ Ghost un pò new age, che ti trasporta in mondi paralleli e sconosciuti e con immagini fantastiche rese incredibilmente reali; c’è la tensione del giallo-horror che cresce e spaventa; ci sono i sentimenti, forti, recisi, eterni… veri. Il tutto promette allo spettatore carezze sul viso epugni nello stomaco. new age, che ti trasporta in mondi paralleli e sconosciuti e con immagini fantastiche rese incredibilmente reali; c’è la tensione del giallo-horror che cresce e spaventa; ci sono i sentimenti, forti, recisi, eterni… veri. Il tutto promette allo spettatore .
The Lovely bones" di Peter Jackson, un dramma familiare che fa riflettere sul senso della vita, sul carpe diem, e su quanto sia difficile (ma doveroso!) continuare a vivere dopo la scomparsa dei propri cari...
Francesco Mattia Ferrara