Carlo Verdone nel film Io, Loro e Lara
Giovedi 31 Dicembre 2009
ROMA - Arriva tra risate, etica e malinconia questo ultimo film di Carlo Verdone io, Loro e Lara che, a detta dello stesso attore-regista, non può essere considerato un film qualsiasi, ma di svolta. "Non ne potevo più di fare il borghese che fa le corna, non mi divertivo piu' - dice il regista -. Dopo trenta anni di questo lavoro non voglio morire di solo cinema, ma cambiare, fare cose che sono più nelle mie corde e spero solo che il pubblico mi incoraggi e mi segua".

E così parlando di questo film che sarà nelle sale il 5 gennaio in 650 copie distribuite dalla Warner (che lo ha anche prodotto), il regista spende in conferenza stampa una parola rara come etica. "Lo so - dice - oggi questa parola suona strana perché viviamo in un momento in cui si è perso il senso etico delle cose. E così in un Paese, che sembra vivere in una continua e violenta rissa di condominio, ho voluto raccontare di una persona retta, di una persona buona. E questo attraverso la figura di un sacerdote, uno di quelli che si trovano solo nei quartieri periferici come il Tuscolano e il Prenestino e che non parlano mai dal pulpito, ma sono in maglione in mezzo alla gente".
In Io loro e Lara, Verdone è infatti Carlo Mascolo, sacerdote missionario in Africa che in un momento di crisi mistica decide di tornare a Roma dalla sua famiglia.
Ma qui tutto è cambiato e nessuno di quelli che incontra sarà capace di dargli quell'ascolto che lui si aspetta. Intanto il padre Alberto (Sergio Fiorentini), è ormai totalmente fuori di testa. Parrucca giallo paglierino e viagra in tasca ha pensato bene di sposare la sua badante moldava: la prorompente Olga. Il fratello Luigi (Marco Giallini) di professione broker e invece ormai un cocainomane compulsivo oltre che donnaiolo.
Non va meglio alla sorella Beatrice (Anna Bonaiuto) psicologa molto più piena di problemi dei suoi stessi clienti. Infine, a rivelarsi piu sana di tutti sara la giovane e bella Lara (Laura Chiatti in versione castana) che entra nella vita di questa famiglia per mettere ancora piu scompiglio.
"E un film particolare, anche coraggioso e sulla carta un progetto poco commerciale", ribadisce Verdone nell'incontro stampa. Comunque, aggiunge, "voglio dedicare questo film a mio padre Mario (morto il 26 giugno di quest'anno) che, mentre lo giravo, mi chiedeva di non andare più all'ospedale a trovarlo. Non venire più, se no sbagli il film, mi diceva sempre preoccupandosi che potessi essere turbato dalle sue condizioni di salute". Il problema degli immigrati, riconosce il regista romano, "é sicuramente uno dei temi del film. Viviamo in un paese diffidente, più che razzista. Comunque più intollerante di altri paesi europei". Verdone confessa poi di aver già fatto vedere il film ad alcuni rappresentanti della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) .
"Ero preoccupato del loro giudizio, ma uno di loro mi si e avvicinato e mi ha detto che il mio sacerdote per loro era come una carezza". Io, loro e Lara è anche portatore di un messaggio di ottimismo. "Mi auguro che questo film possa far ritrovare il buon senso delle cose agli Italiani. C'é nel nostro paese un'atmosfera con nuvole grigie. Vorrei, ad esempio, più saggezza e meno presenzialismo in tv da parte di tutti. E poi che al più presto nasca una nuova generazione di giovani che sappia cambiare davvero le cose".
Io, Loro e Lara