Antonio Vaglio
Giovedi 6 Agosto 2009
NARDO’ (Lecce) - Si è definitivamente e irrimediabilmente rotto, alle 13,30 di oggi, in diretta televisiva su Telerama, il pluriennale idillio tra Giovanni Siciliano, leader di Città Nuova e Consigliere provinciale di Salento c’è, ed il sindaco Antonio Vaglio.
Ci si domanda quale concreto motivo può aver ingenerato tale incomponibile frattura: diversità di vedute sui temi fondamentali della gestione politico-amministrativa? ovvero semplice logoramento di un rapporto privo di condivisione e prospettiva?
A giudicare dall’asprezza dei toni utilizzati dai due protagonisti, ma anche e soprattutto dalle modalità interlocutorie, caratterizzate da un’acidula e pungente ironia, nonché da un marcato ed evidente livore, non c’è dubbio che, forse, qualcosa di nuovo potrà esserci sotto il sole di agosto.
La civica “Città Nuova”, nel recente passato, sia che corresse con il centrodestra, sia che si agganciasse al centrosinistra, pareva aver individuato il giusto mix per gestire inusitati spazi di potere.
Oggi il vento è cambiato e, nonostante la fortunosa elezione del suo leader, ottenuta peraltro con il decisivo sostegno del sindaco Vaglio, Città Nuova ha perso smalto, credibilità e spinta propulsiva e si è distinta per il suo morboso e disperato attaccamento alla poltrona.
La recente competizione elettorale, inoltre, pare abbia ingenerato una sorta di illusorio delirio di onnipotenza, che al leader della civica sta facendo perdere rapidamente lucidità e lungimiranza.
Il Toro insomma è uscito dall'arena con le corna spuntate, tant’è che i recenti accadimenti hanno portato un altro consigliere comunale, ossia il terzo, ad abbandonare la civica di “eccellenza”, che passa da 5 a 2 consiglieri comunali.
Alla luce dei nuovi scenari, la fiducia e la speranza potrebbero, quasi certamente, ritrovare nuova linfa e coloritura, se la minaccia di abbandonare la coalizione di centrosinistra, proferita solennemente dal leader Siciliano, si concretizzasse in impegno sostanziale e consentisse il varo immediato di un nuovo esecutivo.
A tutto ciò potrebbe far seguito l’opportunità per il sindaco Vaglio di riappropriarsi della leadership di primo cittadino e dell’orgoglio di determinare, in conseguenza del mandato popolare ricevuto, le scelte più consone al rilancio economico, sociale e culturale di una Città d’Arte, dell’Accoglienza e delle 5 Vele.
Nardò ha bisogno di una guida, costante e autorevole, nonché di amministratori capaci, accorti e responsabili, più inclini a perseguire il bene generale che gli interessi di bottega.
Il sindaco, poi, non può farsi condizionare da chicchessia, in quanto ha il dovere di tutelare la gestione della Cosa Pubblica e procedere con determinazione, fermezza e nell’esclusivo interesse dei soggetti amministrati.
La crisi, se breve e di prospettiva, può anche essere accettabile e giustificabile; qualora, invece, si protrae oltre misura e per biechi interessi di parte diventa inaccettabile, dannosa e ingenera sfiducia nelle persone e nelle Istituzioni.
“L’estate sta finendo e un anno se ne va - recita la mitica canzone in ritmo ska dei fratelli Righeira del 1985 – . In spiaggia di ombrelloni non ce ne sono più; è il solito rituale, ma ora manchi tu”.
E se il rituale può garantire stabilità e sicurezza, il cambiamento è sempre sinomimo di evoluzione, miglioramento e progresso.
Angelo Losavio