Mariastella Gelmini
Giovedi 2 Luglio 2009
ROMA - La Corte Costituzionale dichiara la parziale illegittimità di due norme sui 'tagli' alla scuola previsti dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini a partire dal prossimo anno scolastico.
I giudici della Consulta salvano l'impianto complessivo degli interventi contenuti nel decreto sullo sviluppo economico, contestato da alcune Regioni ma ritenuto di esclusiva competenza statale.
Ma bocciano due punti: la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica; l'attribuzione anche allo Stato e non soltanto alle Regioni e agli enti locali delle misure necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o accorpamento di scuole nei piccoli Comuni.
Immediata la replica del ministro Gelmini. "Prendo atto con soddisfazione delle decisioni assunte dalla Corte Costituzionale, posto che è stata riconosciuta la legittimità costituzionale dell'impianto complessivo dell'articolo 64 del Dl. 112/2008. Per quanto riguarda specificamente le due disposizioni di cui e' stata affermata l'incostituzionalita' - aggiunge la Gelmini - va precisato che nessuno dei provvedimenti attuativi del menzionato articolo 64 si fonda su di esse e che in particolare per quel che riguarda il dimensionamento nei piccoli Comuni la norma dichiarata incostituzionale risulta superata dall'articolo 3 del Dl. 154/20082".
Per quel che riguarda invece criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica "si era gia' proceduto a trovare un accordo sul nella conferenza Stato-Regioni-Enti locali. Per questo - conclude il ministro dell'Istruzione - i punti giudicati incostituzionali sono da ritenersi marginali e da tempo superati".