Emma Marcegaglia
Martedi 21 Aprile 2009
NARDO' (Lecce) - Il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, ieri, a margine dell’assemblea degli industriali di Cremona, ha detto che “il peggio della crisi è passato” e che a luglio dovrebbe esserci un’inversione di tendenza.
Per tutti, e non solo per gli industriali, il problema adesso è quello di capire in quanto tempo si potrà tornare alla crescita e per quanti mesi ancora si starà col fiato sul collo.
Analogamente, sul versante prettamente politico, c’è chi, da almeno tre lustri, spera in una concreta e radicale inversione di rotta, non solo per contenere i danni prodotti ed evitare di continuare ad esaltare la mediocrità, ma anche e soprattutto per restituire credibilità alle Istituzioni ed infondere fiducia e speranza nelle giovani generazioni.
In buona sostanza, si è sempre più convinti che la politica può e deve recuperare il suo posto fondamentale e insostituibile nella vita del Paese e nella coscienza dei cittadini, a condizione, ovviamente, come già evidenziato in altri contesti, che rifugga da esasperazioni e immeschinimenti, che ne indeboliscono fatalmente la forza di attrazione e persuasione, e che esprima, invece, cultura e moralità, arricchendosi di nuove motivazioni ideali.
In altri termini, come dice il presidente Napolitano, non è opportuno allontanarsi dalla politica, anzi “occorre parteciparvi in tutti i modi possibili, portarvi forze e idee più giovani”, continuare a rinnovarla e migliorarla culturalmente e moralmente.
Ovviamente, serve un clima più sereno e costruttivo, non certamente quello rissoso, da ballatoio, affermatosi negli ultimi anni.
Se la crisi economica e finanziaria potrà esaurire, in tempi brevi, i suoi effetti negativi, quella della classe politica, purtroppo, richiede tempi molto più lunghi ed un'appropriata terapia farmacologica.
In ogni caso, non si può non recepire il suggerimento di porre immediatamente fine, a partire dalle prossime elezioni amministrative ed europee, allo “show down” ridicolo e grottesco, alla riproposizione di una classe politica declamatoria e incapace, agli opportunismi di bottega, all’estemporaneità delle "soluzioni all'alka selzer" e all’inconcludenza delle posizioni personali.
Angelo Losavio