Domenica 15 Marzo 2009
BRISBANE (Australia) - Circa la meta' dei 65 chilometri di spiaggia australiana inquinata dall'ingente quantitativo di petrolio riversato sull'oceano da una nave cargo e' stata ripulita dal personale locale. Lo hanno annunciato fonti dell'autorita' locale, spiegando che l'operazione ha richiesto l'impegno di centinaia di lavoratori.
Il governo australiano ha dichiarato "zona disastrata" circa 65 chilometri di spiaggia dopo che, questa settimana, una nave cargo ha rilasciato petrolio dopo essere stata colpita da una tempesta.
La fuoriuscita di greggio, hanno detto le autorita' del Queensland, e' dieci volte maggiore di quanto non si fosse pensato. Il cargo, infatti, ha perso 230 tonnellate di petrolio non solo 20,30 come si pensava all'inizio.
Tra le coste colpite dalla marea nera anche aree turistiche lungo la Sunshine Coast e le isole Moreton e Bribie. Le autorita' australiane hanno fatto sapere che ritengono responsabili gli armatori per il danno ecologico.
Ma la possibile catasfrofe ecologica rischia di avere anche pesanti conseguenze politiche. La settimana prossima, infatti, nel Queensland si va al voto per il rinnovo del governo regionale e l'opposizione conservatrice e' passata all'attacco.
Il leader conservatore Lawrence Springborg ha attaccato l'esecutivo locale e lo ha accusato di non aver saputo gestire l'emergenza: "e' stata una de'bacle di proporzioni straordinarie".