Il convegno, coordinato da Antonella Bianco, Presidente di Bianco Igiene Ambientale, ha visto la partecipazione di , Assessore all’Ambiente della Provincia di Lecce, , Dipartimento di Ingegneria dell'Innovazione dell’Università del Salento, , Responsabile amministrativo di Bianco Igiene Ambientale, , Focus Management, Silvano Macculi, Coordinatore Assoato Puglia, Maurizio Villani, Tributarista patrocinante in Cassazione, Annalisa Malerba, Istruttore Tecnico Direttivo del Settore Urbanistica ed Ambiente del Comune di Nardò, , Responsabile rapporti con il territorio del Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai), , Direttore del Consorzio dei Comuni dei Navigli, , Responsabile per la Regione Puglia di Comieco – Area Riciclo e Recupero, , Responsabile nazionale dell’Area Comunicazione e Relazioni esterne di Corepla.
Nel corso del convegno è stato affrontato il tema della gestione dei rifiuti e della Tariffa di Igiene Ambientale attraverso le testimonianze di tecnici, imprenditori, professionisti e responsabili dei Consorzi nazionali.
L'articolo 49 del Decreto Ronchi (D.Lgs 22/1997) prevedeva che dal 1 gennaio 1999 i comuni dovessero sostituire la Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (T.A.R.S.U.) con la Tariffa di Igiene Ambientale (T.I.A.). Questo passaggio consentirebbe alle Amministrazioni Comunali di modificare la metodologia di calcolo inerente la gestione dei rifiuti.
Sebbene molto importante questo tema è ancora poco dibattuto in un’area come quella pugliese ad alto valore territoriale ed ambientale. Le esperienze di tariffazione sono tuttora limitate nel numero (oggi solo sei comuni in Puglia hanno completato il passaggio al sistema tariffario) e sono ancora poco evidenti i vantaggi collegati all’applicazione della Tariffa in termini di aumento della raccolta differenziata e di benefici economici per i cittadini.
Questa situazione è determinata da diversi fattori: il ciclo dei rifiuti non completo anche per l’assenza di impianti di compostaggio, la scarsa sensibilità alla raccolta differenziata, il letargo legislativo che ancora oggi, a distanza di dieci anni dall’emanazione del Decreto Ronchi, impedisce, di fatto, l’entrata in vigore della Tariffa.
“Tariffa di Igiene Ambientale: una vera opportunità?”: questo l’interrogativo a cui si è cercato di dare risposta nel corso dell’iniziativa. Il punto di partenza è stata l’esperienza vissuta da Bianco Igiene Ambientale a Nardò, primo Comune in Puglia ad aver sostituito la vecchia Tassa sui rifiuti solidi urbani con la Tariffa di Igiene Ambientale. “Abbiamo fortemente voluto questo convegno”, ha sottolineato Antonella Bianco, Presidente di Bianco Igiene Ambientale, “che è stato realizzato grazie al patrocinio della Provincia di Lecce. La nostra azienda applica la tariffa da dieci anni. La tariffa va affrontata da diversi punti di vista che abbiamo cercato di approfondire nel corso del convegno”.
L’apertura dei lavori è stata affidata all’Assessore all’Ambiente della Provincia di Lecce Gianni Scognamillo che ha sottolineato le difficoltà nella gestione dei rifiuti nel Salento ma che ha precisato anche il grande lavoro svolto nel corso degli ultimi anni. “Quella dei rifiuti è una delle questioni che pesano in maniera sempre più forte sui bilanci comunali. La Provincia di Lecce in questi ultimi anni si è sforzata molto, in collaborazione con altre istituzioni, per tamponare le crisi finanziare che hanno coinvolto numerosi comuni. Ma si tratta di un problema generale”, ha precisato l’Assessore provinciale. “La cosa fondamentale, secondo me, è implementare la raccolta differenziata che è alla base del ciclo virtuoso. Noi speriamo che nell’arco di un anno si possa finalmente voltare pagina, chiudere il periodo di transizione e arrivare alla Tariffa in tutti i Comuni”.
Il professore Gianpaolo Ghiani, Docente di Ricerca Operativa presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento, oltre a portare il saluto del Rettore Domenico Laforgia, ha illustrato il progetto Raccorsu (Razionalizzazione Ottimizzazione del sistema Raccolta dei Rifiuti solidi urbani) condotto dalle Università di Lecce, Bologna e della Calabria e dalla Bianco. “Il progetto parte da una constatazione: il settore della raccolta dei rifiuti è a bassa tecnologia. Oggi le alte tecnologie sono a basso costo. Perché non utilizzare le tecnologie per migliorare il servizio e risparmiare? Le tecnologie possono infatti essere utilizzate per razionalizzare la pianificazione, il monitoraggio e il controllo di servizi di igiene ambientale”.
Il responsabile amministrativo di Bianco Igiene Ambientale Andrea Bianco ha illustrato l’attività dell’azienda, fortemente radicata sul territorio. Con un organico formato da duecentosessanta unità, presta servizio in dieci Comuni della Provincia di Lecce e si è attrezzata sin dalla emanazione del Decreto Ronchi per affrontare il passaggio da TARSU a TIA, formando un Team di persone altamente specializzato che oggi rappresenta la Divisione Tariffa di Bianco Igiene Ambientale. Andrea Bianco ha anche illustrato nel dettaglio il funzionamento della Tariffa di Igiene Ambientale e tutti i passaggi che hanno condotto Nardò al passaggio da tassa a tariffa con particolare attenzione anche al rapporto con l’utenza.
Del rapporto con l’utenza e delle strategie di marketing ha parlato anche Antonella Pirro Ruggiero, partner di Focus Management, società di consulenza direzionale che ha curato la direzione scientifica dell’evento e che da anni è impegnata con Bianco nell’individuazione delle soluzioni più appropriate per rispondere alle problematiche ed alle esigenze dei cittadini. La dottoressa Pirro ha, inoltre, fatto il punto sull’utilizzo a Nardò del Codice a barre, utile per garantire la tracciabilità del rifiuto e per applicare correttamente la Tariffa di Igiene Ambientale. “Bianco Igiene Ambientale è stata infatti la prima azienda in Puglia, e tra le prime in Italia, ad adottare un sistema di raccolta cosiddetta “intelligente” dei rifiuti differenziati, mediante Codice a Barre e si predispone alla diffusione del microchip”.
Silvano Macculi, coordinatore Assoato Puglia e presidente Ato Lecce 2, ha consentito di comprendere l’orientamento delle Autorità di Ambito Territoriale sull’adozione della Tariffa. “Quello che stiamo vivendo è un momento di svolta, poiché abbiamo dei vuoti legislativi ma stiamo lavorando intensamente per giungere alla nuova tariffa. Nell’Ato Lecce 2, trentadue comuni su quarantasei arriveranno presto al servizio di raccolta spinta porta a porta, con ecocentri per evitare sversamenti nelle campagne. La difficoltà è rappresentata però da questo periodo transitorio di accavallamento tra Tarsu e Tia. I periodi transitori creano sempre problemi e li stiamo vivendo nelle varie Ato. Da un lato c’è infatti la questione aperta del chi riscuoterà la tassa, se i singoli Comuni o le Ato, mentre dall’altro c’è l’esigenza di realizzare nuovi impianti senza dover giungere a situazioni di emergenza”.
Maurizio Villani, tributarista patrocinante in Cassazione, tra i primi a portare all’attenzione della Commissione Tributaria le problematiche inerenti l’applicazione della tariffa, ha poi dettagliatamente spiegato l’iter legislativo che ha condotto alla Tariffa di Igiene Ambientale. “Il problema, una volta chiarita l’importanza della nuova tariffa, è che gli amministratori devono anche avere un supporto normativo giuridico. È importante organizzare dei corsi di formazione affinché si arrivi ad un comportamento univoco. I Comuni e le Ato si devono dotare di regole uniformi per evitare situazioni di contenzioso delicate. In dieci anni purtroppo ci sono state una decina di modifiche a livello legislativo che hanno creato problemi di coordinamento”.
Annalisa Malerba, Istruttore Tecnico Direttivo del Settore Urbanistica ed Ambiente del Comune di Nardò, ha illustrato l’esperienza del suo comune che è stato il primo in Provincia di Lecce ed in Puglia ad adottare la Tariffa di Igiene Ambientale, in partnership con Bianco. “Il passaggio da TARSU a TIA a Nardò si avvia nell’agosto del 1998 con un censimento dell’utenza finalizzato a verificare la base impositiva”, ha sottolineato il rappresentante del Comune. “Nel 2000 il Consiglio Comunale approva il Regolamento della Tariffa ed il Piano Finanziario e nello stesso anno avvia un sistema di tariffazione di tipo sperimentale che conserva in capo al Comune l’attività di riscossione. Nel 2001 si passa all’attuale metodo di applicazione normalizzato della Tariffa con il passaggio di tutte le attività al gestore. La motivazione principale che ha indotto il Comune di Nardò ad applicare la Tariffa è stata quella di non far gravare i costi del servizio di Igiene Ambientale sul bilancio comunale e quindi di poter consentire all’Amministrazione di programmare un bilancio svincolato da quella che rappresentava la sua voce di spesa più impegnativa”.
Fabio Costarella, Responsabile rapporti con il territorio del Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai), che ha richiamato l’attenzione sull’accordo Anci - Conai ed il suo impatto sulla Tariffa. Il nuovo Accordo prevede che i corrispettivi economici riconosciuti dal Sistema Consortile per i rifiuti di imballaggio raccolti dalle Pubbliche Amministrazioni vengano rivalutati annualmente dei 2/3 dell’indice nazionale dei prezzi al consumo. Inoltre, a supporto di una sempre maggiore qualità dei materiali conferiti, fondamentale perché funzionale alla successiva fase di riciclo, verranno definiti nuovi limiti qualitativi. L’obiettivo è anche quello di stimolare sempre più l’adozione di modalità organizzative del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio che consentano una crescita dimensionale, ma anche e soprattutto qualitativa delle raccolte.
Preziosa la testimonianza di Marco Padovani che ha raccontato l’esperienza del Consorzio dei Comuni dei Navigli, una tra le più interessanti Best Practice a livello nazionale in materia di raccolta differenziata e di applicazione della T.I.A., brillante esempio di come la Tariffa possa realmente rappresentare una opportunità per i cittadini e per l’ambiente. “Il Consorzio, che coinvolge circa centodiecimila abitanti, adotta modelli gestionali condivisi dagli Enti consorziati per ottimizzare la raccolta differenziata, incrementare i materiali avviati al riciclo, ridurre il totale dei rifiuti prodotti”, ha sottolineato Padovani, che racconta punte di racconta differenziata del 74%.
Antonio Ciaffone, Responsabile per la Regione Puglia di Comieco – Area Riciclo e Recupero, ha spiegato il funzionamento del Consorzio e ha sottolineato l’importanza di pianificazione, organizzazione e gestione del servizio di raccolta. “Il beneficio netto della raccolta differenziata, secondo la nostra esperienza, è assolutamente positivo. Il Consorzio si occupa, su tutto il territorio nazionale, dell’avvio al riciclo del materiale derivante dalla raccolta. Il contratto tra Comieco e Gestore della raccolta che definisce tra le condizioni economiche, tecniche, qualitative e documentali che devono essere rispettate dalle parti. Le modalità di raccolta “migliori” (cassonetti, campane, porta a porta, isole ecologiche, ecc.) vengono decise dal gestore in relazione a specificità del territorio, delle risorse economiche, dei mezzi, della prescrizione da contratto. Il Consorzio assicura l'avvio al riciclo del materiale derivante dalla raccolta”.
Infine Gianluca Bertazzoli, Responsabile nazionale dell’Area Comunicazione e Relazioni esterne di Corepla, ha sottolineato l’importanza della qualità della raccolta. “La questione della qualità non è solo economica”, ha sottolineato. “La raccolta differenziata è uno strumento che serve al ciclo industriale che viene dopo ed è il canale di approvvigionamento della materia prima/seconda. Quando si parla di qualità si pone una questione di compatibilità della raccolta con il riciclo. Il legislatore ha inventato un sistema con una contraddizione di fondo. È infatti un sistema a due velocità. I comuni/Ato devono raccogliere il più possibile, le aziende devono riciclare il più possibile. Due cose che spingono a creare un sistema gonfiato. A livello nazionale non esiste infatti un criterio unico per contabilizzare la raccolta differenziata. Ogni provincia, ogni regione ha elaborato sistemi interessanti di contabilizzazione ma molto diversi tra loro. I valori non sono dunque confrontabili. Non è sempre detto che fare una raccolta differenziata molto elevata sia una cosa virtuosa”.