Dante Alighieri
Sabato 30 Agosto 2008
NARDO' (Lecce) - Sembra che la delicata leggerezza delle buone idee e la voglia di puntare sulla qualità della vita, in sostituzione della squallida e compromissoria strategia dell’estenuante attesa, venga pian piano logorata dall’incombenza delle problematiche cittadine, sempre più opprimenti e irrisolte.
L’atteggiamento dimostrato nell’amministrazione della città è caratterizzato dal gioco perverso del “rinvio” di ogni possibile e concreta soluzione, nelle more delle ricorrenti crisi e del superamento dei contrasti interni.
Da qui i nodi, che prima o poi arrivano al pettine, e le innumerevoli, complesse e irrisolte problematiche: tutte pregnanti per uno sguardo d’insieme sul futuro di Nardò.
Non ci sono più scuse e dopo il valzer delle deleghe diventa doveroso lavorare per davvero e per i cittadini!
I tanti personaggi in cerca d’autore trovino le ‘giuste’ distanze o le ‘indissolubili’ unioni e si mettano in movimento!
Ma senza intrallazzi, inciuci, pastrocchi, ribaltoni e quant’altro di negativo abbia partorito la peggiore politica e il politichese!
In questi casi il manuale del buon politico impone, anche a titolo oneroso, l’utilizzo intensivo e lungimirante di qualche consulenza esterna, ma, spesso, com'è noto, l’arroganza, la saccenteria non vanno d’accordo con il buonsenso e il buongoverno.
E allora come può cambiare il volto di Nardò se non cambiano i registi, gli attori e soprattutto il copione? Dove si troveranno le idee strutturali, le intuizioni sottili, le soluzioni lungimiranti, le strategie innovative, in estrema sintesi, la colta e buona politica, che spesso necessita soltanto di competenza, passione e determinazione?
C’è politica o meglio buona politica? No certamente! manca l’entusiasmo, mancano i buoni maestri, sostituiti spesso da mediocri millantatori e politicanti arrivisti.
Le banalità e la dabbenaggine, ovviamente, sono sotto gli occhi di tutti e non necessitano di particolari sottolineature.
Mancano, infatti, le premesse culturali per l’esplicitazione delle capacità concettuali e dialettiche, per concretizzare idee e proposte, per affrontare dibattiti e condurre discussioni, per coordinare gruppi di lavoro e promuovere la meritocrazia e il talento.
Ci si affanna, però, in un contesto generalizzato di mediocrità a creare, spesso, lo zero assoluto come status quo: così, qualunque banalità può essere intesa come idea eccellente e addirittura essere promossi a capipopolo o sentirsi politici di alto lignaggio.
... e quindi uscimmo a riveder le stelle!
“E’ inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici – evidenzia giustamente Italo Calvino. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati”.
Angelo Losavio
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Gustave Doré, Purgatorio, canto XXXIII, Dante all'Eunoè.
Si vedono Dante, il poeta Stazio, Beatrice, Matelda e le Virtù.