Martedi 19 Agosto 2008
NARDO’ (Lecce) - Parlare di conto alla rovescia nella crisi politica venuta a determinarsi a Nardò pare un errore grande quanto una casa, perchè il nostromo Vaglio sta solo seguitando a tirare la corda, giusto per richiamare all’ordine la sua ciurma, i fidi o infidi (a seconda dei punti di vista n.d.r.) consiglieri.
Nell’opposizione infatti c’è chi vede nelle dimissioni solo un “ricatto” bello e buono. Si sa già come andrà a finire. Abbondantemente prima del fotofinish, il termine ultimo per ritirare le sue dimissioni, Vaglio farà dietro-front, come ha fatto in altre occasioni, (si è ormai perso il conto) abituando alle sue mandrakate sia gli esponenti politici che ancora si ostinano a seguirlo, sia la comunità di cui dice di far parte, quelle rare volte in cui decide di onorarla della sua presenza.
Il sindaco che non c’è resterà ben ancorato alla poltrona, per due ragioni. Perchè tutto sommato è comoda, e perchè non ne troverebbe un’altra neanche se si travestisse presentandosi come candidato in una competizione elettorale nel democraticissimo Burkina Faso.
Rammenti che il divide et impera, per chi è alla frutta, ormai non ha più alcun senso. Potrà riparare qualche falla ma non potrà salvare dalla tempesta una bagnarola che si sta inabissando. Nonostante il centro-sinistra sia oramai bello e che deceduto, anche perchè i tentativi di ribaltone non sono andati a buon fine, si andrà avanti nonostante una coalizione che pare aver tirato le cuoia, come evidenziato da quella lince del coordinatore di Città Nuova, Giovanni Siciliano, che ben conosce la nobile arte avendo frequentato, con i risultati che conosce solo lui, sia il centro-destra che il centro-sinistra.
Dopo le “auspicate” dimissioni rassegnate dal primo cittadino Antonio Vaglio però è subito partita la catena della solidarietà delle liste civiche e del partito socialista. Ecco l’arringa dell’assessore provinciale al marketing Maria Rosaria Manieri.
“L’amministrazione Vaglio è stata eletta con largo consenso popolare poco più di un anno fa. Faccio appello a tutte le componenti della maggioranza, perché si superi una crisi che è del tutto inspiegabile e non poggia su nessun serio motivo programmatico e amministrativo. Nardò è un cantiere aperto per i tanti lavori in corso che stanno riqualificando la Città e in particolare il centro storico, sul cui rilancio occorre aprire da subito una discussione pubblica, per cogliere appieno tutte le opportunità che ciò porta. Nominare gli assessori è prerogativa del Sindaco, che a proposito dell’Assessore Prete, non ha fatto altro che prendere atto della conflittualità venutasi a creare tra il gruppo di cui Prete era espressione nell’esecutivo e la maggioranza. Sarebbe deleteria la fine anticipata dell’Amministrazione Vaglio, alla quale allo stato non c’è alcuna alternativa".
Qualcuno potrebbe pensare invece che un’alternativa possa esserci. Potrebbe essere rappresentata da una trasparente gestione commissariale, e da una città che finalmente si sveglia dal suo torpore, per costruire un progetto politico all’altezza della sua storia e della sua grande tradizione. Come evidenziato da Nuovocorso “non sarebbe più dignitoso, per il bene della città prendere le proprie masserizie - nessuno attrezzo perchè non sanno cosa significa lavorare per la città - e andarsene, così come, proprio in questo periodo dell’anno, i nostri antenati traslocavano dalle case in fitto o dai terreni in mezzadria.Un tempo … oggi è solo tempo di tenersi le poltrone!”
“Ho dato le mie dimissioni, ma le ho rifiutate” dirà a breve il sindaco.
Se dovesse dar conto al suo datore di lavoro, la sua comunità, pensa davvero che gli verrebbe rinnovata la fiducia?
Marco Marinaci