Nardò (Lecce), Castello degli Acquaviva
Mercoledi 6 Agosto 2008
NARDO’ (Lecce) – Passa un giorno, passa l’altro e nella Città d’Arte, dell’Accoglienza e delle 5 Vele si insinua, sempre di più, il preoccupante convincimento della reale esistenza di una sorta di iattura politica, meglio conosciuta dagli esperti come “La maledizione della terza consigliatura”.
Ovviamente, nessun rapporto di relazione con “La maledizione della prima luna” di Gore Verbinski, pirotecnica avventura, targata Walt Disney, a base di arrembaggi e suspence, con Johnny Depp e Orlando Bloom, né tantomeno con la storia, spesso intrisa di fantasia popolare, del famigerato feudatario Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, duca di Nardò, conte di Castellana e Conversano, noto per la pratica dello “jus primae noctis”, ma anche per la sua spregiudicatezza e malvagità, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Guercio di Puglia”.
E per rimanere in tema di maledizioni, il Venticello di Palazzo Personè, sempre più intrigante e impertinente, ripresosi dalla performance di Gianni Ippoliti, costata ai contribuenti ben 23 mila euro, chiede, immediatamente e con inusitata arroganza, il ritorno alla primigenia denominazione di Venticello di Palazzo Acquaviva d’Aragona e rammenta che la iattura ha avuto inizio nel lontano 1994 e raggiungerà l'apice tra l'estate e l'autunno del corrente anno.
In verità, anche gli increduli più incalliti non possono che prendere atto, sia pure con profonda amarezza, dell’esistenza del maleficio, e che le improvvide e nocive abitudini vacanziere del prode “Anselmo”, unitamente all’assenza di un’efficace progettualità, di chiari indirizzi politici e di adeguate azioni di controllo, anche in ordine all’attività gestionale esercitata dalla dirigenza amministrativa, nonché la scelta dell’Aventino operata dalle minoranze consiliari, le continue fibrillazioni della Giunta comunale e la “questione” Prete, l’irrituale autosospensione del Presidente dell’Assise municipale, l’attaccamento morboso alle poltrone e il soddisfacimento dei biechi interessi di bottega, le sedute improduttive del Consiglio comunale ed infine, ma non per ultime, le dichiarazioni del primo cittadino sull’inesistenza di qualsiasi intenzione dimissionaria, giustificata dalle ottime condizioni di salute dell’attuale maggioranza di centrosinistra, danno certamente l’idea di una situazione politico-amministrativa caratterizzata da evidente contraddittorietà e incomprensibile cinismo, che possono essere forieri, solo ed esclusivamente, di ulteriori sventure, per la Città e la cittadinanza.
Angelo Losavio