Lunedi 28 Luglio 2008
NARDO’ (Lecce) - La crisi ammnistrativa, con l’azzeramento della giunta, la defenestrazione di Gino Prete e il nuovo ingresso “tecnico”, costituito dall’ex dirigente del settore economico-finanziario Gustavo Petolicchio, non sono stati sufficienti a tamponare, sia pure temporaneamente, l’emorragia verificatisi sotto il cocente sole di luglio.
A surriscaldare ulteriormente gli animi, logorati dall’ennesima crisi del Vaglio quinquies, l’autospensione, una sorta di castigo autoinferto, dell’ex "eminenza grigia", a capo dell’Assise municipale, Salvatore De Vitis, chiamatosi fuori dalle schermaglie successive alla formale ricostituzione dell’esecutivo cittadino.
A Palazzo Personè il solito e intrigante venticello esterna preoccupazione per le sorti future dell’attuale consiliatura di centrosinistra ed esibisce i manifesti listati a lutto fatti affiggere appena qualche giorno addietro dal lungimirante e opportunista coordinatore di Città Nuova, nel mentre un esponente del Pd, Maurizio Leuzzi, compagno di coalizione del leader della civica più suffragata, denuncia “i poco nobili tentativi di ribaltone” di una lista, “pronta a seguire il Sindaco su qualsiasi "nuovo scenario", ma al contempo a tradire i propri elettori che hanno scelto di essere amministrati dal centrosinistra.
Come pure da parte di Nardò Insieme che, ad appena un anno dal suo trasloco nel centrosinistra, si è detta pronta a cambiare casacca affermando che "il colore politico è solo un particolare che si può rideterminare", nonchè da parte dello SDI, che ha sostenuto che non ci sono vincoli che impediscano "di andare oltre l’attuale coalizione", dando quindi la propria disponibilità ad un’alleanza col centrodestra, col paradosso di avere però il suo maggior esponente cittadino impegnato nella giunta provinciale di centrosinistra.
Leuzzi evidenzia, altresì, che è stata “una crisi inventata, iniziata male e finita peggio! Nulla è accettabile di quanto è successo in questi giorni. Non è accettabile – conclude - il modo strumentale con cui il Sindaco ha dato il via alla crisi, lasciando credere che la stessa avesse a che fare col comportamento dei consiglieri del PD in occasione dell’ultimo Consiglio comunale. Si è parlato addirittura di sgambetto del PD al Sindaco, quando invece non si è mai messa in discussione la fiducia nei suoi confronti”.
All’orizzonte, comunque, due appuntamenti di estrema rilevanza. Domani alle 10.00, presso il Palazzo del Governo a Lecce, un incontro con il Prefetto chiesto e ottenuto dall'intera minoranza consiliare “per illustrare il grave stato di disagio in cui versa la città di Nardò e le istituzioni comunali che la rappresentano”, nonché il “persistere della crisi amministrativa” con “molti problemi di vasta portata che da diverso tempo attendono di essere affrontati, considerata la grave confusione che regna nell’intero apparato amministrativo, viste le continue violazioni dei regolamenti e dello statuto comunale, attuate da chi ha la responsabilità di rappresentare le istituzioni e di presiedere gli organi comunali, tutto ciò con grave pregiudizio per l’intera comunità cittadina”.
Anche per il capogruppo consiliare di AN Giuseppe Fracella “preoccupa” soprattutto “il silenzio delle "menti pensanti" della maggioranza di centro-sinistra che assistono mute allo sfacelo dell'"amministrazione che non c'è".
Per Fracella ”quando una minoranza consiliare giunge a gesti eclatanti ed estremi attira l'attenzione ma quando la stessa cerca e ottiene ascolto da altri Organi dello Stato è evidente che qualcosa è accaduto e che la Città rischia di sprofondare nel caos totale, e non solo in termini politico-amministrativi”.
Secondo l’esponente di AN “oramai la gestione della massima assise comunale è stata volutamente abbandonata e "svalutata", mentre la giunta municipale continua a sfornare patrocini ed atti dovuti e, a nulla serve l'innesto del "tecnico dei numeri" quando il collante "politico" non tiene più”.
“Chi ha ancora il senso della dignità politica – conclude Fracella - deve solo prendere atto che la situazione è inconciliabile con le reali emergenze di Nardò e che non bastano 2 telefonini regalati ed una targa per risollevare le "quotazioni" di una Città che registra continue regressioni politiche e sociali. Forse è il momento che qualcuno stacchi la spina, altrimenti continuerà il coma vegetativo di un'amministrazione già condannata da chi non ha più carte da giocare”.
Intanto dopodomani il T.A.R. si pronuncerà sulla richiesta di sospensiva avanzata dai legali di Gino Prete – e qualcuno ipotizza con il sostegno morale del PD.
Il sornione, impudico e impertinente venticello di Palazzo Personè se la ride alla sola idea dell’ennesimo rimescolamento delle carte, nell’ipotesi, nient’affatto peregrina, di un eventuale riconoscimento delle ragioni addotte dall’ex assessore al turismo ed alle attività produttive a sostegno del re-incarico in giunta.
Il solito intrigante venticello estivo si chiede se sia mai percorribile il sentiero, già percorso appena una settimana fa, di ribaltone messo artatamente in scena per attenuare gli appetiti dell’alleato di maggioranza relativa, alias del PD, ed al solo fine, almeno evidente, di estromettere il solo Prete ed impartire una sonora lezione all’ambizioso De Vitis.
Chi alla luce degli ultimi eventi avrà la faccia tosta di fare da sponda o regalare qualche pezzo di ricambio alla nave in avaria, al cui timone, come ha ribadito il consigliere Adriano Muci del PDL , vi è un governo affetto da “pressappochismo, improvvisazione e inconcludenza”?
Lo stesso venticello evidenzia, con comprensibile imbarazzo, che, in attesa che la politica si arricchisca di nuove motivazioni ideali e dimostri di saper esprimere cultura e moralità, sarebbe comunque auspicabile, preso atto della ingovernabilità della città, restituire il mandato a chi ne detiene la sovranità, così come prevede la Costituzione, ossia ai cittadini, e ritornare quanto prima alle urne.
La mancanza di pianificazione e di programmazione, e non è certo una sorpresa, rischia di partorire dei mostri e la fretta, si sa, è cattiva consigliera; basti pensare, ad una deliberazione adottata di fresco, con la quale, nonostante le ben note ristrettezze, a quanto è dato di sapere, in linea con le abitudini vacanziere e ballerine di qualcuno, e ad onta della necessità di una più assennata ed avveduta gestione del pubblico denaro, sono stati impegnati ben 23 mila euro, più di 45 milioni del vecchio conio, non per esaltare le naturali vocazioni culturali e turistiche della città d’Arte e dell’Accoglienza, bensì per incentivare il ballo in piazza, individuale e di gruppo, sotto la guida del funambolo Gianni Ippoliti.
Dopo quest’ultima efferata, sconcertante ed incresciosa notizia, anche il venticello, preso dallo sconforto più totale si è chiuso in sé, restio ad ogni apertura colloquiale, e, prima di esalare l’ultimo respiro, si è posto al centro dell’Aula Consiliare del Palazzo di Città e, al grido di “Mala tempora currunt”, ha invocato il Padreterno affinchè illumini gli amministratori comunali e … Sua Eccellenza il Prefetto, sulla via per Lecce.
Angelo Losavio