Antonio Vaglio
Mercoledi 16 Luglio 2008
NARDO' (Lecce) - Nell'ultima seduta di Consiglio comunale, con l’assenza di tutta la minoranza, è stato sufficiente un banalissimo cambio di destinazione di due suoli cimiteriali per mandare in tilt il rapporto tra il Sindaco, Antonio Vaglio, che esigeva l’approvazione del provvedimento, e la maggior parte dei consiglieri comunali, che chiedevano il rinvio del punto all’ordine del giorno.
Alla fine, la maggioranza dei consiglieri comunali ha votato per il rinvio ed il Sindaco, visibilmente irritato, ha abbandonato l’aula consiliare.
E adesso tutte tensioni arrivano al pettine; e non riguarderebbero solo i rapporti interni ed il peso specifico degli incarichi assessorili all'interno dei Movimenti e dei partiti di centrosinistra, come ad esempio la richiesta, motivata e legittima, di equa rappresentatività avanzata dalla lista "Uniti per Vaglio".
Il malessere ha radici profonde e secondo il venticello di Palazzo Personè attiene anche alla "difficile convivenza" con il presidente dell'assise municipale, Salvatore De Vitis, aspirante sindaco, sempre meno gradito all'attuale primo cittadino.
In mattinata si parlava erroneamente di dimissioni del Sindaco, ma Antonio Vaglio non ha alcuna intenzione di andarsene a casa, anche se l'opposizione di centrodestra dice di essere riuscita a dimostrare che “il centrosinistra non ha la maggioranza politica per continuare e garantire la consigliatura”.
Per il PDL è evidente che “Vaglio non ha vinto con una progettualità politica: è stato solo capace di mettere insieme un'armata “brancaleone” autolesionista, che ha causato danni enormi alla Città. Ora bisogna ridare dignità a Nardò e reagire adeguatamente all’inconcludenza, alla boriosità e all'arroganza”.
E’ di tutta evidenza che il voto sulla richiesta di ritiro di un semplice atto amministrativo costituisce un evidente segno di sfiducia nei confronti di chi non ha inteso ritirare quell’atto e non a caso Antonio Vaglio parla di "crisi sleale, imboscata, falsi bersagli".
“Peraltro, che ciò sia avvenuto su un atto di nessuna importanza politico-gestionale, ma di mera sensibilità – dichiara Antonio Vaglio -, rende ancora più evidente, se non l’imboscata, certamente la punta dell’iceberg della crisi latente. Crisi sleale, dove si sono sprecati i falsi bersagli, perché non chiara nei suoi contorni e nelle sue finalità.
“E’ impensabile – continua - che un sindaco votato contro dalla sua maggioranza e nell’assenza della minoranza non prenda atto dell’esistenza di una crisi e che non ne tragga le conseguenze del caso. A parte ogni questione sul proprio peso politico deve, alla città che ha votato sia lui che la sua maggioranza, il giusto ossequio e la giusta considerazione”.
“Adesso è aperta la verifica e qualcuno – conclude il sindaco Vaglio - dovrà spiegare a me ed alla città le ragioni della crisi e le possibilità di una sua soluzione. Pertanto, con decreto n. 20, datato 16/07/2008, ho disposto la revoca delle deleghe assessorili”.
Il futuro, in ogni caso, appare tutt'altro che roseo, anche perchè il centrosinistra dimostra di essere sempre più disgregato ed Antonio Vaglio sempre più solo.
Angelo Losavio