|
NARDO', RIVOLTA FISCALE INUTILE: LA TARSU VA PAGATA!
Lo sostiene il Dr. Gustavo Petolicchio, già Dirigente del Settore economico-finanziario del Comune di Nardò e in quiescenza da qualche settimana, per il quale la "protesta fiscale" è inutile e dannosa.
|
Gustavo Petolicchio
Mercoledi 29 Agosto 2007
NARDO' - Dottor Petolicchio, molti cittadini lamentano l'eccessivo incremento della tariffa relativa al servizio di smaltimento dei rifiuti e intendono rinviare sine die il pagamento del previsto tributo. Ritiene che il malcontento sia fondato? La rivolta fiscale, suggerita anche da alcune forze politiche, può portare ad una eventuale revisione delle cartelle esattoriali?
La lagnanza non mi pare legittima, in quanto la chiusura della discarica di Castellino, che ha portato notevoli e sicuri benefici alla salute e all’ambiente, ha fatto lievitare enormemente i costi di trasporto, trattamento e smaltimento dei rifiuti. In termini di costi annui, si è passati da 4.100.000 a circa 5.200.000 euro, con un incremento medio del 33%. La tutela della salute del cittadino, a mio avviso, vale molto di più dell’incremento tariffario. La rivolta fiscale, poi, non produrrà alcun effetto, ad esclusione dell’aumento degli importi dovuti per mora ed interessi legali. Le cartelle esattoriali non possono essere modificate, in alcun modo, neanche in presenza di eventuali disponibilità finanziarie del Comune. E gli amministratori non possono, per legge, ridurre la contribuzione a carico dei cittadini/utenti.
Quali sono i costi aggiuntivi relativi al trattamento ed allo smaltimento dei rifiuti indifferenziati?
I costi aggiuntivi per trattamento, smaltimento, trasporto e gestione dei rifiuti, da Nardò a Poggiardo, comportano una maggiorazione complessiva di circa un milione di euro annui.
In che misura incidono i costi comuni, ossia, in particolare, i costi generali di gestione?
Incidono in una percentuale di poco superiore al 20%.
Si dice che la Ditta Bianco Igiene Ambientale abbia chiesto legalmente al Comune di Nardò l'anticipazione di una somma di circa un milione e 200 mila euro, al fine di poter adempiere agli impegni contrattuali nei confronti dell'ATO Le/2. La notizia è fondata? La richiesta dell'Azienda neretina è da ritenersi legittima?
La Regione Puglia, a tutt'oggi, non ha ancora provveduto ad elargire i contributi previsti e, pertanto, l'anticipazione richiesta potrebbe essere corrisposta solo ed esclusivamente previo preciso e documentato impegno alla restituzione, in tempi brevi e certi, delle somme anticipate.
Per il 2008 si prevede, con riferimento ovviamente al 2006, una ulteriore lievitazione ovvero una riduzione dei costi?
Nel 2008 il problema si porrà in maniera sostanziale e dipenderà da quanto l’Amministrazione comunale saprà incidere sull’ATO Le/2, al fine, fondamentalmente, di verificare i metodi e i meccanismi di gara approntati. Razionalizzazione e ottimizzazione del servizio potranno certamente incidere, in sede di gara, per abbattere i costi di gestione e quelli amministrativi. Da tutto ciò potrebbe derivare una consistente riduzione del costo globale del servizio.
Cosa può suggerire ai cittadini contribuenti?
Va ribadito che, al fine di evitare eventuali costi aggiuntivi, è opportuno pagare il tributo alle scadenze previste, confidando che, nell’immediato futuro, il costo del servizio possa essere rivisto in ribasso. Sarebbe in ogni caso auspicabile, applicando le nuove tecnologie esistenti, pensare, nel tempo, ad una soluzione in loco, nel più totale rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Tale scelta comporterebbe un notevolissimo sgravio dei costi, unitamente ad una nuova ed efficace cultura della tutela ambientale e della raccolta differenziata
Angelo Losavio
|