|
NARDO', CITTA' NUOVA SI DEFILA DAL PARTITO DEMOCRATICO
Giovanni Siciliano, leader del Movimento politico "Città Nuova" ritiene che non vi sia stata "chiarezza sulle linee politiche del costituendo partito democratico".
|
Giovanni Siciliano
Martedi 29 Gennaio 2008
NARDO' (Lecce) - Il coordinatore cittadino di "Città Nuova", ossia del movimento politico più suffragato nelle ultime elezioni amministrative neretine, dichiara di aver concluso la sua breve esperienza all'interno del costituendo partito democratico e lascia intendere che tale scelta non avrà alcuna incidenza sull'attuale composizione della Giunta municipale.
Qual è la reale portata delle voci che vedrebbero Lei e il Suo Movimento su posizioni del tutto distanti dal costituendo partito democratico?
R - "Quello che si dice in giro risponde a verità. Ieri ho comunicato formalmente all'On. Teresa Bellanova, commissario provinciale del PD, la mia irrevocabile decisione di rinunciare al ruolo di delegato, regolarmente eletto nelle primarie del 14 ottobre. Non intendo più rivestire quel ruolo, soprattutto alla luce delle ultime vicende politiche e delle tante considerazione che ho avuto modo di fare dal 14 ottobre in poi".
Vuole esplicitare meglio il suo pensiero?
R - "Si. Indendo farlo anche per allontanare possibili e probabili illazioni prive di ogni fondamento. Debbo dire, innanzitutto, che all'On. Bellanova non ho chiesto assolutamente alcunchè, e, soprattutto, niente di personale per aderire al partito di Veltroni. Debbo evidenziare semplicemente che dal 14 ottobre ad oggi sono cambiate molte cose, in particolare le condizioni che avevano indotto me, e gli altri componenti il mio movimento politico, a percorrere la strada delle primarie e del partito democratico. Non c'è stata, purtroppo, chiarezza sulle linee politiche del costituendo partito democratico; poi, coincidenza strana, il PD doveva nascere con l'obiettivo prioritario di migliorare la qualità della politica e di rafforzare il governo e, nonostante tutto, la politica è peggiorata e il governo è caduto. Infine, intravedo nella costituzione del PD il rischio che in alcune realtà locali, compresa quella di Nardò, possano determinarsi tentativi di varianti in corso d'opera, cosa alla quale non mi posso prestare, nel senso che sei mesi sono troppo pochi per giudicare l'operato di una Giunta. Ritengo, pertanto, che il Sindaco dovrà prendere atto che il suo Esecutivo è stato costituito anche da persone che hanno rassegnato le dimissioni da consiglieri comunali e che gli stessi non possono essere messi in discussione da eventuali e probabili assestamenti politici, in quanto il tutto potrebbe diventare molto pericoloso per l'effetto domino e comporterebbe la messa in discussione anche dei ruoli che vanno al di là della Giunta".
L'attuale quadro politico nazionale può aver determinato il ripensamento, o meglio il dietro front, Suo e di Città Nuova?
R - "Il 14 ottobre 3 milioni e mezzo di cittadini sono andati alle urne per dar vita al partito democratico. Oggi, a distanza di 3 mesi, si chiede alla gente di rivotare e, per giunta, con un sacrificio economico di 5 euro (2 euro per i giovani). Orbene, la gente dirà:"Fratelli cari, con 1 euro ho voluto fare l'esperienza e designare i delegati. Oggi mi chiedete altri soldi per eleggere altri delegati!". Orbene, non mi pare che tutto questo abbia una logica ed una strategia vincente; oltretutto è un modo per fare cassa, evitando di chiedere il contributo a chi percepisce indennità di grandissima rilevanza economica. Quindi, se l'obiettivo è quello di fare cassa, il tutto può andar bene, ma se è invece quello di sconvolgere il quadro uscito dal 14 ottobre, la cosa non può essere condivisa nè da me, nè dagli altri elettori che dovranno sborsare, per di più, altri 5 euro".
Appare difficile comprendere il rapporto esistente tra ciò che lamenta e la partecipazione ad un progetto politico. Vuol chiarire meglio la sua posizione?
R - La verità è che per entrare in un partito occorre attenersi, democraticamente e correttamente, alle direttive dello stesso. Io e il mio gruppo non conosciamo il partito democratico e non sappiamo ancora quali sono gli obiettivi per i quali è nato. Se è nato per dar vita alle grandi riforme, forse, ha perso il momento e l'opportunità per concretizzarle, avendo, a suo tempo, rinunciato alla disponibilità offerta dalle forze di opposizione, in particolare da Berlusconi".
In caso di elezioni politiche anticipate, dove si collocherà Città Nuova? Continuerà a sostenere i candidati di centrosinistra?
R - "Valuteremo attentamento il quadro che uscirà fuori a livello nazionale e decideremo di conseguenza. Siamo riusciti a diventare, dopo 15 anni di sacrifici, il primo partito della città e siamo stati premiati soprattutto per aver dimostrato, in ogni circostanza, di saper decidere in piena autonomia e senza alcun condizionamento".
Qualcuno sostiene che Città Nuova potrebbe schierarsi, a breve, con il centrodestra e mettere in crisi l'attuale maggioranza di governo della città. Cosa c'è di vero?
R - "Osserveremo da diverse angolature gli sviluppi della politica nazionale. Quanto alle vicende cittadine e alla Giunta municipale, debbo dire chiaramente e senza mezzi termini che "Città Nuova" è rispettosa della volontà degli elettori e non farà certamente il primo passo. In ogni caso, non intendiamo essere tacciati di opportunismo politico".
Angelo Losavio
|