Laura Boldrini
Lunedi 23 Agosto 2010
Il Comune di Nardò e l’Associazione “Finis Terrae”
presentano
Dialoghi con l’autore
Tutti indietro
di Laura Boldrini
(portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati)
25 AGOSTO 2010
Chiostro dei Carmelitani - NARDO’
ORE 20:00
“Immigrati o rifugiati, poco importa.
Oggi in Italia è più semplice
parlare di clandestini
e rimandarli tutti indietro.”
Si conclude con un appuntamento culturale l’esperienza del progetto “Amici” del Comune di Nardò, che ha visto quest’anno l’amministrazione neritina protagonista, assieme all’associazione “Finis Terrae”, di una best practice in tema di accoglienza, destinata probabilmente a ripetersi in altre parti d’Italia.
Il progetto ha infatti permesso di ospitare più di 250 immigrati stagionali in una tendopoli attrezzata allestita presso la masseria Boncuri, a Nardò, garantendo loro un alloggio dignitoso e facendosi al contempo portavoce di una campagna per la legalità dei contratti “contro il lavoro nero” e per l’integrazione sociale.
Di questo, ma anche di altro, si parlerà il 25 agosto alle 20 presso il Chiostro dei Carmelitani in un dialogo intervista tra Gianfranco Schiavone dell’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione e Laura Boldrini portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e autrice del libro Tutti Indietro.
La manifestazione sarà aperta dal Vice Sindaco di Nardò Carlo Falangone e vedrà inoltre l’intervento di Gianluca Nigro dell’Associazione “Finis Terrae” Onlus e Coordinatore del Progetto “Amici”.
Cosa spinge migliaia di persone a cercare di raggiungere le coste italiane sfidando ogni pericolo? Che cosa sappiamo veramente di loro? Dobbiamo averne paura? Sono solo alcune delle domande cui Laura Boldrini, giornalista italiana e, dal 1998, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ( ACNUR), tenta di dare una risposta nel suo volume Tutti indietro edito dalla Rizzoli.
Dalle parole di Laura Boldrini emerge così una realtà spesso invisibile all’opinione pubblica. L’autrice, che da oltre 20 anni lavora nelle agenzie dell’Onu affrontando alcune tra le principali crisi umanitarie, dal Kosovo, all’Afghanistan, dal Sudan all’Iraq, racconta la propria esperienza, maturata nell’incontro costante con il dolore di chi è costretto a scappare.
Ma descrive anche l’Italia della solidarietà, spesso oscurata dai mezzi d’informazione: dagli uomini che mettono a rischio la propria vita per salvare in mare i naufraghi partiti dalle coste africane, alle tante persone che nel rapporto quotidiano con immigrati e rifugiati realizzano un’integrazione vera e spontanea, gettando le basi per una società, quella italiana del futuro, migliore.