Giovedi 19 Agosto 2010
NARDO' (Lecce) - La Scuola Primaria del I° Circolo Didattico presenta il 23, 27 e 30 Agosto, alle ore 20,30, nel cortile interno della scuola, in Piazza Umberto I°, i "PERCORSI SOCIO-STORICO-ARTISTICO-CULTURALI".
Una carrellata di eventi intitolata “IL TERRITORIO ... SI FA AULA”, attraverso la quale si procederà ad illustrare le tre pubblicazioni, volte a promuovere tra gli scolari la conoscenza della città perché, come afferma il Dirigente Scolastico Prof. Giovanni Però, “nella realtà territoriale e’ il senso della propria identita’ esistenziale”.
"Con vari progetti la scuola ha voluto porsi l’ambizioso obiettivo di aprire le porte delle proprie aule verso l’esterno - spiega il Dirigente Però - e trasferire le lezioni all’aperto (borgo antico, zone limitrofe e rurali) e costruire una rete di relazioni tra la Scuola e il Territorio, tra gli alunni e gli abitanti delle contrade visitate.
Il primo appuntamento della interessante kermesse è “PAGINE DI PIETRA, nel centro storico di Nardò”, che si terrà il 23 agosto alle ore 20,30, nel Cortile Interno del plesso “Giovanni XXIII” di Piazza Umberto I, dove sarà presentato il lavoro di ricerca storiografica svolto dagli alunni provenienti dalle classi terze e quinte del Circolo (plessi Don Lorenzo Milani e Giovanni XXIII).
Apriranno la serata con i saluti il Dirigente Scolastico Prof. Giovanni Però, l’Avv. Vincenzo Renna, Presidente del Consiglio di Circolo, il Dr. Antonio Vaglio, Sindaco della Città, il Rag. Carlo Falangone, Assessore P.I. e Cultura; interverranno la Docente Anna Guido, Referente del Progetto, l’Ach. Giovanni Perrone, Consulente progetto, l’Avv. Marcello Risi, Relatore, l’Ach. Gabriella Falconieri, Docente Liceo Artistico di Nardò; concluderà il Prof. Mario Mennonna, storico.
"Tra le esigenze formative - puntualizza il Dirigente Scolastico - è emersa quella relativa al bisogno degli scolari di conoscere il centro storico e con il laboratorio storiografico è stato possibile mettere in comunicazione i mondi dell’alfabeto culturale e quelli del territorio".
Sono stati tracciati i vari percorsi esperienziali tra i vicoli del centro antico, focalizzando gli sguardi infantili sugli scorci inusuali, realizzando poi strumenti e mappe e facendo da ciceroni a compagni e genitori.
L’obiettivo del percorso è stato quello di conoscere a fondo il Centro storico, per migliorare successivamente l’immagine pubblica, incrementare la visibilità e promuovere la vivibilità e la fruibilità del borgo antico.
L’intero percorso è stato mosso dall’idea che il miglioramento della qualità della vita nella città passi attraverso la conoscenza delle peculiarità artistico-architettonico-culturali e l’avvio di relazioni, di scambi, di mutualità tra i diversi abitanti del Centro Storico.
"La referente del progetto, la docente Anna Guido, - evidenzia Giovanni Però - ha potuto constatare come dal mondo delle relazioni possano derivarne riconoscibilità, identità e appartenenza e che tutto ciò può essere determinante per la creazione di un clima sociale positivo tale da invogliare e favorire l’accesso a quartieri troppo spesso dimenticati o, per certi versi, del tutto sconosciuti."
Insieme all’Arch. Giovanni Perrone, consulente del progetto, si è voluto realizzare un modello di intervento che fosse proponibile e riproducibile anche per altri soggetti e altre scuole.
Agli studenti è stato proposto di scoprire o riscoprire il borgo antico, i suoi vicoli, gli edifici monumentali, i portali, i balconi, i particolari di pietra (stemmi, sculture, fregi), le storie di quanti vi abitano e lavorano come di quelli che hanno contribuito a progettare e a edificare tali bellezze artistico architettoniche, e infine diventare credibili e proponibili guide per genitori e altri loro coetanei.
La scuola spera così di riuscire a condividere con tutti gli abitanti del borgo antico la sfida che ha fatto propria ovvero imparare a costruire insieme nuove forme di convivenza fondate sul rispetto e riconoscimento delle diverse realtà storico-artistico-culturali.
“Siamo persuasi – conclude il dirigente Però – che nella capacità di lavorare e progettare insieme, nello sforzo per conoscersi e imparare ad animare i vicoli della città vecchia, comunicare con chi ha scelto di restare nei vecchi pittagi, vi sia la strada che può rendere più vivibile ed arricchire sempre più il centro storico dove nuove forme di cittadinanza si intersecano con le tradizioni e la storia locale”.