Giovedi 12 Agosto 2010
ROMA - Si stempera la polemica sull'anagrafe degli studenti, dopo che il Garante della privacy ha riconosciuto la legittimità del decreto ministeriale per il quale aveva a suo tempo fornito l'assenso e dopo che lo stesso Ministero, in una nota di precisazione ha dichiarato di non avere accesso ai dati individuali, identificativi degli alunni e ha ribadito che l'anagrafe nazionale degli studenti è finalizzata esclusivamente al monitoraggio dell'assolvimento dell'obbligo di istruzione, aggiungendo che "Non vengono pertanto richiesti dati sulla religione di appartenenza, come invece viene erroneamente riportato da alcune agenzie di stampa".
Anche il Pd che per primo aveva espresso preoccupazioni per il timore che l'anagrafe potesse violare la privacy degli studenti, assume ora per voce di Giovanni Bachelet una posizione meno critica e di apertura, precisando che "Se una seria anagrafe nazionale degli studenti si farà davvero, vedremo presto se si tratti o meno di un censimento ben fatto, in una logica di sistema, integrato con le diverse anagrafi regionali degli studenti, che in varie regioni ci sono davvero, da vari anni, e quindi con gli altri dati in ingresso e in uscita non universitaria".
Il deputato del Pd ha aggiunto che il problema dei dati sensibili, che sembra per il momento chiarito dal garante per la privacy, non dovrebbe oscurare queste due domande, cruciali rispetto alla raccolta dei dati necessari per una migliore conoscenza del sistema scolastico, alcuni dei quali tuttora in mano a società private che il ministero si trova a dover consultare volta per volta".
In pratica le scuole statali e paritarie, ai sensi del decreto ministeriale applicativo del decreto legislativo n. 76/2005 in materia di diritto-dovere all’istruzione, il n. 74 del 5 agosto 2010, dovranno raccogliere i dati relativi agli studenti e inserirli nell’archivio nazionale al quale si potrà accedere mediante apposita funzione del SIDI.
Affluiranno all'Anagrafe non solo i dati personali degli alunni (cognome, nome, nascita, codice fiscale,…) ma anche quelli relativi al percorso scolastico e alla valutazione.
Particolare attenzione sarà dedicata agli esiti degli esami finali di ciclo e agli esami di qualifica.
L’anagrafe, infine, dovrà contenere anche dati di tipo sensibile (stato di salute, dati giudiziari, scelte in ordine all’insegnamento della religione cattolica).