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LECCE, MANIFATTURE KNOS: A COSA SERVE IL TEATRO?
Nel mese di giugno ritornano gli appuntamenti della rassegna ideata e coordinata da Induma Teatro e Luoghi Comuni. Tra gli ospiti Alessandro Langiu, Caterina Inesi, Simone Franco.
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Lunedi 24 Maggio 2010
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Dopo la riapertura al pubblico proseguono le attività delle Manifatture Knos di Lecce e riprende la rassegna "A cosa serve il teatro?", ideata e coordinata da Induma Teatro e Luoghi Comuni. Molto intenso il programma di spettacoli e laboratori previsti per giugno.
Giovedì 3 e venerdì 4 giugno (ore 21.00 – ingresso 8 euro) l’attore e autore tarantino Alessandro Langiu metterà in scena lo spettacolo “Otto mesi in residence”. Lo spettacolo racconta il quotidiano della Palazzina LAF attraverso Cataldino Sancio Parise, impiegato trentenne che resiste al tentativo di retrocedere alla qualifica di operaio, con la quale era entrato in acciaieria. Il giovane impiegato con il telegramma di convocazione in mano, si ritrova al rientro nella Palazzina. Un corridoio di trenta metri circa, lungo il quale sono distribuite delle stanze. Il piano della palazzina sembra deserto. Scopre presto che non è così. Attraverso Cataldino si scopre chi è Skatt a Contrasto, Il signor Giacca e Cravatta, il Macchia , ed il corridoio che si riempie, come una strada di tante persone, i colleghi, che camminano parlano e poi gridano. Il quotidiano , di otto ore al giorno, si trasforma in una convivenza forzata, data nell'impossibilità di svolgere alcuna attività lavorativa, per l'assenza totale di strumenti di lavoro. La permanenza nella palazzina sarà lunga e dolorosa, con ripercussioni serie per la loro integrità mentale. Langiu sarà accompagnata dal chitarrista Marcello Zappatore (giovedì 3) e dal flautista Gianluca Milanese (venerdì 4).
Domenica 6 giugno (ore 21.00 – ingresso 5 euro) primo appuntamento con la trilogia Cinemateatro a cura di Simone Franco. Si parte con “L'applicazione del Teorema” con Simone Franco, Simone Giorgino e Orodè. Una performance di musica, poesia, immagini e pittura tratta da Teorema di Pasolini. Presentato alla Mostra di Venezia nel 1968, valse a Pasolini critiche feroci sia da parte della sinistra, che sostenne che si trattava di un film reazionario, oltre ad accusare Pasolini di misticismo, sia dalla destra, che proclamò il suo disgusto per il modo in cui nel film si affrontava il tema della sessualità.
Mercoledì 9 giugno (ore 21.00 – ingresso 8 euro) andrà in scena l'ultima produzione di Induma teatro: "W l’anarchia!", liberamente tratto da “Anarchia in Baviera” di Rainer Werner Fassbinder, con Lea Barletti, Simone Franco, Anna Lisa Gaudino, Cecilia Maffei, Otto Marco Mercante, Giuseppe Semeraro, elementi scenici di Dario Rizzello, musiche dal vivo di Tobia Lamare, regia di Werner Waas. "W l’anarchia!" utilizza il teatro come illusoria via di fuga da una serie di prigioni. E’ confessione, rivoluzione, provocazione, sogno, esperimento e scherzo. Non si censura ed è programmaticamente incerto sulla propria forma definitiva. Ha una forma corale polifonica e narra attraverso brevi scene, quasi come in una sorta di moderna rivista, i retroscena di una rivoluzione temporanea di matrice anarchica in Baviera. È la storia di un fallimento, e nel fallimento stanno la sua bellezza, realtà e necessità. Libertà è la parola che vi ricorre di più ed è allo stesso tempo la cosa meno praticata e conosciuta da tutti, rivoluzionari e non. Viva l’anarchia! non offre soluzioni e guarda al presente con l’occhio di chi usa il gioco teatrale per capirne di più, chiedendo per questo anche l’attiva collaborazione dello spettatore. Ogni riferimento al presente è del tutto voluto. W l’anarchia! non intende partecipare in modo serio alla discussione sul senso che ha il fare teatro, oggi, in Italia ma preferisce fare teatro, oggi, in Italia. È un esperimento. Che fare?
Sabato 12 giugno (ore 21:00) a conclusione del percorso iniziato con alcuni testi selezionati per la prima edizione del Premio di Drammaturgia Contemporanea “Il Centro Del Discorso” 2008/2009 sarà messo in scena “Gli Illuminati” di Vittoria Tambasco con Roberta Mele, Annalisa Gaudino, Marco Memmo, Valentino Ligorio. Regia Valentino Ligorio. “Illuminato: colui che ritrova in sé stesso la luce interiore. Uomo-lume che utilizza i suoi dardi di fuoco contro l’oppressore. L’illuminato è rivoluzionario di grado eccelso, ed è contagioso”, scrive l’autrice. “Potrebbe essere ovunque, tra le fila dei burocrati o nei sottopassaggi delle stazioni. Tra i banchi di una scuola o su qualche altissima poltrona della finanza. O magari in un ospizio. L’illuminato contamina chi gli sta attorno. Da un vecchietto a due vecchietti. Da due vecchietti a tre vecchietti… L’illuminato trama nell’ombre per sovvertire le regole della sua prigione. Lavora senza sosta per il raggiungimento dell’illuminazione, che può avvenire a qualsiasi età, anche molto avanzata. Ogni illuminazione è un evento prodigioso, miracoloso. Ci sono miracoli grandi e miracoli piccoli, questo qui è molto piccolo”.
Domenica 13 giugno (ore 21:00) sarà presentato il testo vincitore della prima edizione del Centro del discorso. “Shoa’” di Valentina Diana con la regia di Simone Franco.
Dal 14 al 19 giugno (4 ore al giorno – costo 100 euro) le Manifatture Knos ospitano il workshop di danza (per tutti) con la coreografa giapponese Anan Atoyama. “Proporrò tre cose diverse: lavoro sul funzionamento del corpo, improvvisazione e creazione collettiva di uno spettacolo”, sottolinea la coreografa. “Lavoro sulla spirale, sull'impeto, sullo scheletro, sul peso e sulla gravità. Il tempo dell'improvvisazione ci permetterà di scoprire una certa libertà mentre andiamo a cercare e ad allargare un nostro vocabolario originale. La relazione con il tempo e con lo spazio, l'immaginazione e la musicalità del movimento saranno oggetto di indagine collettiva mentre ci spingono verso la composizione istantanea. Inoltre cercheremo di trovare per ognuno nel corso del workshop una sua propria espressività corporale”. Sabato 19 giugno si terrà la presentazione della performance finale del workshop. A seguire spettacolo della coreografa giapponese Anan Atoyama.
Mercoledì 16 giugno (ore 21:00 – ingresso 5 euro) secondo appuntamento con la trilogia Cinemateatro a cura di Simone Franco. Questa volta spazio a “Todo modo” con Simone Franco Orodè Gianluca Milanese e Rocco Nigro. Una performance di musica, poesia, immagini e pittura tratta dal film di Elio Petri. ”Todo modo”ispirato all'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, è l'ultimo del connubio cinematografico, ma anche politico e ideologico, del regista Elio Petri e l'attore Gian Maria Volontè, sodalizio che contribuì alla fortuna del cinema politico italiano degli anni settanta.
Domenica 20 giugno (ore 21:00 – ingresso 8 euro) Caterina Inesi propone K465 part two studio una performance coreografica a partire dal quartetto d’archi delle dissonanze di W. A. Mozart di e con Matteo Angius, Manuela De Angelis, Caterina Inesi, Marcella Mancini, Francesca Sibona ideazione e regia Caterina Inesi musica Wolfgang Amadeus Mozart ulteriori contributi musicali Marco Della Rocca progetto luci Diego Labonia. “La sera del 12 febbraio 1785, nella casa di Mozart a Vienna, vennero presentati sei quartetti d’archi dedicati ad Haydn; fu un incontro fra pochi intimi, per festeggiare l’ingresso di Mozart nella massoneria. Una bella casa nel centro di Vienna, una musica che pretende la dimensione raccolta di una camera, chi la fa vivere e chi la ascolta riuniti insieme in uno spazio piccolo, a misura di sguardo e di contatto fisico; non c’è nulla di spettacolare e nessun effetto per meravigliare. Il pubblico è ospite della casa, esserci è un privilegio, la musica da camera non serve a nulla, la sua funzione è quella di non avere alcuna funzione e per questo è indispensabile.” (Sandro Cappelletto “La notte delle dissonanze”) L'ultimo tra i quartetti presentati è il n. 19 in do maggiore K.465, noto comunemente come "Quartetto delle dissonanze", su di esso si concentra la nostra intenzione performativa”, precisa Caterina Inesi. “L’idea di realizzare una performance coreografica a partire dal quartetto d’archi “delle dissonanze” di Mozart, è nata dalla fortissima seduzione operata fin dai primi ascolti del quartetto soprattutto della sua particolare, modernissima introduzione. Tale attrazione ci ha spinto a cercare una concretizzazione sotto forma di azione scenica di quell’esigenza misteriosa che si materializza in musica, una traduzione nel linguaggio del corpo della pulsione oscura mista a ilarità che risuona nel quartetto delle dissonanze. Riteniamo che questa sia un’occasione per esprimere mediante gli strumenti della coreografia, gli smarrimenti della coscienza che Mozart sicuramente conosceva”. In mattinata la coreografa terrà una masterclass.
Mercoledì 23 giugno (ore 21:00 – ingresso 5 euro) terzo appuntamento con la trilogia Cinemateatro a cura di Simone Franco. Questa trilogia si chiude con “Pull my daisy: omaggio alla Beat Generation” con Simone Franco, Orodè, Gianluca Milanese e Massimo Donno. Una performance di musica, poesia, immagini e pittura tratta dall’omonimo film (1959) manifesto del cinema Beat girato dal fotografo Robert Frank con Allen Ginsberg, Peter Orlovsky, Gregory Corso.
venerdì 25 giugno (ore 21:00 – ingresso 8 euro) l’attore e regista Simone Franco propone Il mulino degli sconcerti. Le memorie di Gino Sandri. Talento precocissimo ed eccellente disegnatore, la vita di Gino Sandri (1892 – 1959) fu segnata da una dolorosa reclusione in istituti psichiatrici dal 1924 in poi, per motivi politici. La sua recente riscoperta ha sottratto da un immeritato oblio bellissimi disegni e scritti di una lucidità impressionante, che costituiscono un'eccezionale testimonianza storica, forse unica nello specifico genere; disegni accompagnati da commenti, ricordi e aforismi, raffiguranti degenti e infermieri, realizzati dall’artista tra il 1927 e il 1949. La scena è oscura e vuota: la stanza della memoria . Buio antro amniotico in cui si rivela l’uomo con i suoi resti, un cavalletto, una sedia, una valigia. Tra le mura d’un padiglione, tra le reti d’un cortile, tra le vie d’un paese, l’uomo percorre il suo destino ed ogni passo è un ricordo ed ogni passo è un evento. Col suo lento incedere l’uomo segna il perimetro delle porzioni in cui risulta suddivisa la scena: la prima è quella di destra in cui l’uomo riferisce il racconto “Il mulino degli sconcerti”, a sinistra la seconda porzione dei giudizi psichiatrici, nel centro il racconto del Dottor Cerletti ed il funzionamento dell’elettroshock, sul fondo il collage da “Cosa è la follia”.
Inoltre ogni martedì (ore 21.00 – ingresso gratuito) prosegue l'appuntamento con "Zona Franca - spazio di comune rappresentazione". Chiunque abbia voglia di mettersi in scena è invitato a questa serata di improvvisazione collettiva, a cui parteciperanno musicisti, attori, cantanti, ma anche, e soprattutto, spettatori, scrittori e "lettori" e chiunque abbia voglia di condividere testi e storie. Saranno messi a disposizione uno spazio scenico, alcuni strumenti e l'amplificazione, chiunque può intervenire, non ci sono regole (se non quelle della buona educazione!), è uno spazio libero, ogni serata prenderà forma grazie all'intervento di chi vorrà andare in scena e giocare insieme a noi.
Dopo un anno e mezzo di lavori di ristrutturazione riprendono le attività delle Manifatture Knos di Lecce, centro culturale nato nel novembre 2007 in uno spazio di proprietà della Provincia di Lecce, un'ex scuola per operai di 4000 mq, riqualificata grazie al progetto promosso dalla stessa Provincia di Lecce e dall'Associazione Culturale Sud Est. Sono numerose le associazioni che hanno condiviso questa avventura e che operano con l'obiettivo di creare continue sinergie tra di loro. All'interno delle Manifatture Knos si svolgono attività di formazione, ricerca e produzione nell'ambito della musica, dell'infanzia, della progettazione partecipata, del design, del cinema, del teatro, delle arti applicate, dell'editoria, della comunicazione. Le Manifatture Knos ospitano anche il Cineporto dell'Apulia Film Commission, attivando uno scambio proficuo che consentirà un'interazione costante tra le produzioni cinematografiche e le attività culturali promosse dalle Manifatture Knos.
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