Ben Foster
Sabato 10 Aprile 2010
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Oren Moverman: "Quello che interessava a me non era fare un film politico, ma trasmettere un messaggio umano. Se vedi il film e conosci le conseguenze della guerra, sai che questa è una fiction ispirata a fatti realmente accaduti, ma il film non entra nel merito delle strategie belliche e delle decisioni dell'esercito. Supera la rappresentazione realistica della guerra per fornire un'esperienza universale. Spero che quello che passi sia un messaggio morale collegato alle relazioni tra persone."
Oren Moverman è il regista del lungometraggio 'Oltre le regole - The Messenger', in uscita nelle sale italiane a partire dal 16 Aprile 2010. I protagonisti del film sono Will Montgomery (interpretato da Ben Foster, 29 Ottobre 1980, Boston) e Tony Stone (candidato all'Oscar Woody Harrelson, 23 Luglio 1961, Midland). Will e Tony sono rispettivamente sergente e capitano dell'esercito militare statunitense e il sergente Will, sofferente ancora dei postumi di una ferita vicino ad un occhio subita in Iraq, ritornato in patria, riceve un nuovo incarico.
Il sergente, insieme al capitano, dovrà occuparsi delle visite assegnate al Casualty Notification Office. Il loro compito consiste esattamente nel recarsi tempestivamente presso le famiglie dei soldati deceduti in combattimento per comunicare la nefasta notizia prima che ne vengano a conoscenza da altre fonti (ad esempio telegiornale, carta stampata, e così via). Il sergente viene istruito dal capitano su come svolgere il lavoro seguendo delle rigide regole e, successivamente, iniziano a lavorare. I due si trovano di fronte alle più svariate reazioni: vengono aggrediti fisicamente e verbalmente accusati di vigliaccheria, chi esplode in crisi di pianto, chi ringrazia per aver comunicato la notizia.
Tra i due protagonisti si instaura un rapporto particolare di amicizia nonostante l'esistenza di evidenti differenze di carattere (i due sono simili solo nel vestiario/divisa militare). Tale amicizia si incrina quando Will, dopo essere stato ammaliato da una neo vedova (interpretata da Samantha Morton, 13 Maggio 1977, Nottingham), decide di non seguire più la rigida procedura imposta dal capitano.
Oren Moverman, film d'esordio nel ruolo di regista, affronta temi universali quali la redenzione e la capacità dell'essere umano a resistere alle intemperie della vita.
Il regista ha vissuto sulla propria pelle, per quattro anni, il dolore provocato dalla guerra e spiega il contributo dell'esercito nel film: "L'esercito ha supportato la lavorazione di The Messenger con consigli tecnici fornendo un grandissimo contributo al film. La ragione per cui i militari hanno scelto di coadiuvare la lavorazione del film è legata alla situazione che stiamo vivendo attualmente in America dove molte famiglie hanno subito gravi perdite. Visto il gran numero di vittime di questo conflitto, l'esercito si vuole dimostrare il più vicino possibile ai loro cari e questo è un modo come un altro per affrontare il problema."
Il lungometraggio, della durata di 105 minuti, costato sei milioni e mezzo di dollari nonostante il premio Orso D'Argento per la Miglior Sceneggiatura a Oren Moverman (sceneggiatore di 'Io non sono qui') e Alessandro Camon al 59° Festival di Berlino 2009, candidatura all'Oscar 2010 come Miglior Sceneggiatura Originale, candidatura di Woody Harrelson al Gloden Globe 2010 come Miglior Attore Non Protagonista, candidatura di Woody Harrelson all'Oscar 2010 come Miglior Attore Non Protagonista, in America ha incassato ai botteghini solo un milione di dollari (poco per un film di questo calibro).
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Oltre a Ben Foster, Samantha Morton e Woody Harrelson sono presenti anche Jena Malone (21 Novembre 1984, Lake Tahoe, interperta Kelly), Eamonn Walker (12 Giugno 1962 Londra, Colonnello Stuart Dorsett), Steve Buscemi (13 Dicembre 1957, New York City, Dale Martin), Peter Friedman (24 Aprile 1949, New York City, Sig. Cohen), Lisa Emery (Faye), Halley Feiffer (Marla), Sam Kitchin (Colonello Bauer). Il montaggio è curato da Alexander Hall, la fotografia da Bobby Bukowski, musiche da Nathan Larson.
Il punto debole del lungometraggio è nell'insufficienza di trattamento del rapporto tra Ben Foster e Samantha Morton.
La forza del film risiede, invece, nell'originalità dell'idea di non visionare, come la maggior parte dei prodotti cinematografici, il punto di vista di chi deve subire la brutta notizia ma da chi la deve dare.
Buona visione.
Fernando Graziano Antico