Sabato 3 Aprile 2010

Vincitore del premio Oscar 2009 come miglior film straniero, è il biglietto da visita del film di Yojiro Takita (04 Dicembre 1955, Toyama, regista molto acclamato in Giappone fin dai suoi primi successi, come le commedie 'The Yen Family', 'We Are Not Alone' e il dramma 'When the Last Sword is Drawn'), in uscita nelle sale italiane a partire dal 9 Aprile 2010, 'Departures' (titolo originale 'Okuribito').
Vincitore di oltre settanta premi internazionali (oltre all'Oscar anche l'Audience Award al Far East Film 11), il lungometraggio, della durata di circa 130 minuti, narra la vicenda del protagonista Daigo Kobayashi (interpretato da Masahiro Motoki, 21 Dicembre 1965, Saitama). Daigo è un violoncellista e successivamente allo scioglimento dell'orchestra di Tokio, disoccupato, decide di far ritorno al paese di origine Yamagata insieme alla moglie Mika Kobayashi (interpretata dall'attrice Ryoko Hirosue, 18 Luglio 1980, Kochi).
Alla disperata ricerca di un lavoro decide di rispondere ad un interessante annuncio pensando che fosse di un'agenzia di viaggi ma in realtà i "departures" (letteralmente viaggi) si intendono per l'aldilà. Per ovvi problemi economici, decide di accettare la proposta di lavoro del becchino Ikuei Sasaki (Tsutomu Yamazaki, 2 Dicembre 1936, Chiba, in passato con un ruolo simile in 'The Funeral' di Juzo Itami). Grazie a questa nuova occupazione, il protagonista ritrova il sorriso e la serenità ma quando la moglie scopre il nuovo lavoro del marito scappa via (per poi ritornare dopo aver scoperto di essere incinta).
Il nokanshi (letteralmente maestro di deposizioni nella bara) è una tradizione giapponese ed è esattamente il rito della preparazione del defunto che avviene in modo accurato attraverso la pulizia del corpo, il trucco sul viso, la vestizione. Il nokanshi è l'estremo saluto alla persona deceduta, è un rituale per preparare, soprattutto, le persone che rimangono dimenticando le vecchie ostilità avute con il defunto.
Il protagonista accantonerà il rancore verso il padre, che da piccolo è andato via lasciando la madre e il figlio da soli, accettando di eseguire il rito del nokanshi del genitore assente. Con questa esperienza Daigo matura spiritualmente e decide di continuare il lavoro insegnato da Sasaki abbandonando l'idea del musicista.
Il regista con 'Departures' riesce a valorizzare il lavoro del becchino eliminando l'atmosfera macabra che cela questo lavoro (almeno in Giappone) ed enfatizza il modo di concepire la morte (ben diversa da come viene intesa in Europa). Importante è il ruolo che hanno le pietre (puntualmente ritornano durante il corso del film come ad esempio la pietra regalata dal padre al protagonista).
Il resto del cast è formato da Kimiko Yo (12 Maggio 1956, Yokohama) che interpreta Yuriko Kamimura, Kazuko Yoshiyuki (9 Agosto 1935) interpreta Tsuyako Yamashita e Takashi Sasamo interpreta Shokichi Hirata.
La sceneggiatura del film è di Kundo Koyama (è la prima opera per il grande schermo, nonostante avesse già lavorato ad una serie TV di culto, 'The Iron Chef'), le musiche sono di Joe Hisaishi (autore di molti film di Hayao Miyazaki tra cui 'La città incantata' e 'Il castello errante di Howl') creando una colonna sonora dominata dal suono del violoncello strumento preferito del protagonista, la fotografia è di Takeshi Hamada e il montaggio di Akimasa Kawashima.
Il lungometraggio, distribuito dalla Tucker Film (casa di distribuzione friulana che unisce il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine e Cinemazero di Pordenone) risulta a tratti lento ma, comunque, efficace nel trasmettere le emozioni che il regista giapponese vuole comunicare.
Fernando Graziano Antico