Nardò (Lecce), Palazzo Municipale
Giovedi 1 Aprile 2010
NARDO’ (Lecce) – All'indomani delle elezioni regionali, conclusesi con il record negativo di affluenza alle urne (- 8 per cento), ci si interroga, come di consueto, su chi ha vinto e su chi ha perso veramente.
Tutti i leader politici sostengono di aver vinto, all’insegna, ovviamente, dell’inossidabile convincimento, firmato colonnello Buttiglione, che “un ufficiale non si arrende mai, nemmeno di fronte all’evidenza”.
Il vero vincitore di questa tornata elettorale è sicuramente il popolo dell’astensionismo, ma anche, e senza ombra di dubbio, la Lega Nord, che con il 13,7 per cento (più del doppio rispetto al 2005) conquista Piemonte e Veneto ed insidia, al nord, il primato del Pdl, a conferma che il movimento autonomista del Senatùr, Umberto Bossi, è in grado di raccogliere i consensi degli elettori delusi da Berlusconi e dalla sinistra e non è più solo un partito di protesta e di opposizione.
Anche Pier Luigi Bersani, segretario del PD, si considera vincitore e sostiene che le elezioni sono andate bene, che c’è stata un’inversione di tendenza, nonostante si sia passati dal 33,2% (delle politiche del 13 e 14 aprile 2008, con un’affluenza alle urne molto più alta), al 26,10% del 28 e 29 marzo 2010.
Da una semplice analisi del risultato elettorale si evince, comunque, che, prima del voto, 11 regioni erano in mano al centrosinistra, 2 al centrodestra. Dopo il voto, 7 regioni sono in mano al centrosinistra, 6 al centrodestra. Quindi, 4 regioni amministrate dal centrosinistra sono passate al centrodestra (tra queste il Piemonte e il Lazio).
E quante sono passate dal centrodestra al centrosinistra? Nessuna. Ma Bersani dichiara di aver vinto lo stesso.
Così come nel centrodestra pugliese non ha perso il PDL o Palese o Fitto, ma, solo ed esclusivamente, la politica, forse la buona politica, quella che evita ogni forma di arroganza e di presunzione, che punta decisamente sull’affermazione dell’interesse generale, che dimostra capacità di intercettare i bisogni, i desideri e le paure degli elettori e, facendosene carico, riesce a dare risposte concrete, in un quadro di riferimento coerente e convincente, quella politica, insomma, che esprime cultura e moralità, che utilizza uno stile comunicativo diverso e valorizza la competenza e il merito.
Il centrodestra non ha perso neanche a Nardò, se si tiene conto che lo stesso, con il contributo determinante di Mino Frasca, ex udiccino, candidato al Consiglio regionale per la Puglia prima di Tutto, è riuscito a totalizzare ben 7.666 voti, superando quota 46 per cento, mentre il centrosinistra si è fermato a quota 6.599, con una percentuale del 39,72 per cento.
Il Popolo della Libertà ha certamente segnato il passo, con un modesto 18,83 per cento, di gran lunga inferiore al risultato provinciale del 28,61 per cento ed a quello regionale del 31,10 per cento.
Il partito democratico, poi, esprime piena soddisfazione per i 4.025 voti e per la rielezione di Enzo Russo al Consiglio regionale, mentre esultano i vendoliani per il secondo posto nel centrosinistra cittadino, con gli 886 voti attribuiti a Sinistra Ecologia Libertà, e per le 454 preferenze di Claudia Raho.
Il terzo polo, infine, quello rappresentato da Io Sud, Mpa e Udc, ha complessivamente conseguito 2331 voti ed una percentuale del 14,04% (1.104 voti e il 6,65% per Io Sud – Mpa; 1.227 voti e il 7,39% per l’Udc), dimostrando, di fatto, di essere determinante, non solo per la sopravvivenza dell’attuale Amministrazione di centrosinistra, ma anche per le future maggioranze di governo della Città.
Angelo Losavio